Per chi suona la RSU? Raggiunto l’accordo per le elezioni

di Stefano Battilana, InfoDocenti.it, 19.11.2021.

Gilda Venezia

È stato sottoscritto presso l’Aran lo scorso 16 novembre 2021 da tutte le confederazioni sindacali della PA l’Accordo Quadro (ACQ) per le RSU di tutto il Pubblico Impiego e il relativo Regolamento elettorale: nessuna novità di rilievo o misura operativa vi è contenuta, al punto che sarebbe più realistico definirlo una cornice, che poi ogni singolo plesso amministrativo (scuole comprese) dovrà riempire e sostanziare con seggi, liste, candidature e, ancora una volta, schede cartacee e polverose. In realtà, si tratta di un testo fotocopia di quanto già pattuito nel corso di quest’ultimo ventennio e più (le prime elezioni RSU scolastiche risalgono al dicembre 2000). Sostanzialmente non cambia nulla, nonostante i limiti e lo scarso interesse dei rappresentati (e a volte degli stessi rappresentanti) e viene riproposto questo stanco rito, pur se piuttosto impegnativo per tutta la struttura elettorale coinvolta, e i cui risultati finali di poco si discostano dalla conta delle tessere sindacali già in essere: è noto che la “rappresentatività”, che serve ad avere e mantenere le prerogative sindacali in termini di distacchi e di agibilità sindacale, si fonda sulla media fra i voti RSU e le deleghe di ciascun sindacato.

Il testo contrattuale, che conferma che le elezioni RSU si terranno nella primavera 2022, riguarda, lasciandola pressoché invariata, l’intera disciplina vigente in materia di elezioni delle RSU e sostituisce l’ACQ del 7 agosto 1998 nonché tutti gli accordi successivi. L’Accordo, che si articola in due sezioni, disciplina da un lato le modalità di costituzione e funzionamento delle RSU, riproponendo le stesse interpretazioni stereotipate alle problematiche di maggiore frequenza, quali, ad esempio, la composizione della RSU, le cause di decadenza, le modalità di adozione delle decisioni; dall’altro ripresenta il Regolamento elettorale con una sostanziale complicazione aggiuntiva: introduce l’obbligo dell’accettazione di candidatura, da sottoscrivere con documento d’identità valido. È fatta salva la possibilità di indicare un logo sindacale, che tuttavia renderebbe molto meno agevole la redazione delle schede elettorali. Rimangono inalterati sia l’obbligo di almeno il 2 % di firme di appoggio alla lista sia i moduli di raccolta firme e, da ultimo, questa sì un’innovazione positiva, la possibilità di presentare le liste tramite PEC. Per il resto, le regole sull’elettorato attivo e passivo rimangono le stesse, con la precisazione che chi è in distacco sindacale conserva entrambi i tipi di elettorato (art. 7 c. 5). Prevedibile a questo punto che tutta la procedura elettorale, suddivisa in varie fasi nell’arco di circa 45 giorni, parta all’inizio del 2022, per il triennio 2022/25, dopo questo ultimo mandato di 4 anni, allungato di un anno causa Covid.

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Per chi suona la RSU? Raggiunto l’accordo per le elezioni ultima modifica: 2021-11-19T10:45:53+01:00 da Gilda Venezia
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