di Luigi Rovelli, Scuola Informa, 22.9.2026
Polizza sanitaria gratuita per docenti e ATA: il Ministero chiarisce i fondi e prepara una nuova finestra di adesione fino al 30 settembre.
L’introduzione della nuova polizza sanitaria integrativa gratuita, destinata al personale scolastico, ha scatenato un vivo dibattito all’interno delle organizzazioni rappresentative e delle istituzioni. Se da un lato l’iniziativa si propone di offrire una tutela integrativa ai lavoratori, dall’altro ha fatto emergere posizioni decisamente contrastanti in merito alla provenienza dei fondi e alle finalità generali dell’operazione. Di fronte alle perplessità sollevate da alcune componenti del mondo scolastico, il Ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto per illustrare in modo analitico la struttura finanziaria del provvedimento e rassicurare il personale.
Per rispondere alle accuse relative a presunti tagli ai danni degli istituti, il dicastero di Viale Trastevere ha fornito un quadro dettagliato dei numeri messi a disposizione per la polizza sanitaria. L’investimento complessivo equivale a 320 milioni di euro distribuiti sul quadriennio 2026-2029 e nasce da precise scelte di bilancio che non riducono le dotazioni ordinarie della scuola. La quota prevalente, pari a 250 milioni di euro, deriva da risorse del tutto nuove. Nello specifico, 190 milioni sono confluiti temporaneamente e a solo titolo contabile sul fondo di funzionamento delle scuole nell’attesa del decreto attuativo, mentre ulteriori 60 milioni provengono dalla Tabella A del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la riserva tecnica impiegata nelle manovre di bilancio per coprire le nuove spese legislative.
La parte rimanente del finanziamento, pari a 70 milioni di euro, proviene dal recupero di economie di bilancio che altrimenti sarebbero andate disperse. Chiarito il quadro contabile delle risorse, il lavoro delle istituzioni è rivolto al completamento dei passaggi organizzativi indispensabili per garantire la piena operatività della polizza e la fruizione dei relativi servizi.
L’avvio della copertura sanitaria integrativa ha generato una netta spaccatura tra le sigle sindacali del comparto. La Flc Cgil ha espresso forte contrarietà, denunciando un ipotetico rischio di privatizzazione della sanità pubblica e contestando la sottrazione di fondi all’istruzione. Al contrario, un fronte composto da Cisl Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief ha respinto tali posizioni, definendole frutto di una ricostruzione strumentale. Le organizzazioni favorevoli chiariscono che le somme destinate alla polizza sono aggiuntive rispetto ai fondi di funzionamento degli istituti, ribadendo che l’adesione dei dipendenti è del tutto volontaria e non pregiudica in alcun modo le tutele del Servizio Sanitario Nazionale. Le stesse sigle ricordano inoltre come la Cgil abbia firmato in passato coperture sanitarie analoghe per i lavoratori dei settori paritari e metalmeccanici, sostenendo anche fondi di previdenza integrativa come Espero
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