di Laura Razzano, Italia Oggi,4.8.2026
La liquidazione per i lavoratori della scuola sarà gestita esclusivamente online. Necessario l’accreditamento tramite SPID o CIE per accedere ai portali dedicati e completare la richiesta. Interessati 25mila dipendenti
Dal 1° settembre circa venticinquemila lavoratori, tra docenti, Ata, educatori e dirigenti scolastici, lasceranno la scuol, circa 2mila in meno dello scorso anno. Ma per la liquidazione della previdenza complementare cambiano le regole: cancellati i canali tradizionali, sarà possibile utilizzare solo la procedura online.
L’ultima direttiva diramata da Espero, il fondo negoziale del comparto scuola, parla chiaro: la procedura per richiedere la liquidazione del capitale accumulato deve essere svolta esclusivamente online.
Addio a raccomandate e PEC: solo procedura online
Tramontata definitivamente l’epoca delle raccomandate e persino quella dei messaggi inviati tramite Posta elettronica certificata. Chi inoltrerà la domanda con i vecchi canali vedrà la pratica rispedita al mittente o direttamente rigettata. I lavoratori dovranno invece accreditarsi tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) direttamente all’Area Riservata del portale di Fondo Espero o, in alternativa, seguire il percorso integrato sul portale NoiPA all’interno della sezione dedicata alla previdenza complementare.
Se sul piano dell’invio la procedura appare snellita, sul fronte dell’effettivo incasso occorre armarsi di pazienza e comprendere la complessa architettura finanziaria della liquidazione.
Tempi e meccanismo a doppio binario per la liquidazione
Il pagamento non avviene infatti in una singola soluzione, bensì attraverso un meccanismo a doppio binario. La prima quota viene generalmente liquidata in tempi indicativi di circa tre mesi dal completamento formale della documentazione richiesta. Si tratta della parte formata dai contributi effettivamente versati nel tempo dal dipendente e dallo Stato, ai quali si aggiungono le rivalutazioni maturate. Per il saldo finale, invece, l’attesa è legata alla quota di TFR accantonata, che è figurativa: occorre acquisire i dati consuntivi trasmessi dalle singole istituzioni scolastiche e dal MEF, completare i conteggi e trasferire le risorse a Espero. Solo a quel punto il Fondo potrà procedere con l’erogazione della seconda rata.
Le opzioni di riscatto e il mantenimento della posizione
Al momento della compilazione, l’iscritto è chiamato a scegliere la modalità di fruizione del tesoretto accumulato: il riscatto del 100% in capitale condizionato al fatto che la rendita derivante sia inferiore all’importo dell’assegno sociale), la trasformazione integrale in rendita, oppure una formula mista con il 50% subito in capitale e il resto in assegno periodico. Esiste tuttavia un’ulteriore opzione spesso trascurata ma di notevole interesse finanziario: il mantenimento della posizione aperta nel Fondo. L’iscritto in quiescenza può decidere di lasciare fermo il capitale senza più subire le trattenute mensili da busta paga, continuando però a sfruttare i costi di gestione minimi del fondo negoziale, i benefici fiscali sui rendimenti ed eventualmente effettuando versamenti volontari mediante bonifico. Una soluzione tattica per chi non ha immediata necessità di liquidità e intende far fruttare il proprio montante in un orizzonte temporale più ampio.
Previdenza complementare, ecco come cambia la procedura ultima modifica: 2026-08-06T08:37:07+02:00 da

