Primo ciclo. Le prove d’esame

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 10.6.2019

– Guida alle prove scritte orali dell’esame finale del 1° ciclo di istruzione –

Il primo ciclo di istruzione ha configurazione autonoma rispetto al secondo ciclo di istruzione e si conclude con l’esame di Stato.

Le prove scritte

Il D.Lgs. 62/2017, art. 8, e il DM 741/2017, art. 6, hanno ridefinito e le prove scritte dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo.

Le prove dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione hanno il compito di verificare le conoscenze, le abilità e le competenze acquisite dall’alunno, anche in funzione orientativa, avendo come riferimento il profilo dello studente e i traguardi di sviluppo delle competenze previsti per le discipline dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Si ricordano i seguenti divieti

  • divieto di uso di telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare e/o rice-vere fotografie ed immagini), di apparecchiature elettroniche di tipo “palmari”, di personal computer portatili di qualsiasi tipo, di orologi in grado di memorizzare dati e testi, di registratori di qualsiasi tipo, di testi di qualunque tipo (libri, appunti, ecc.) e contenuto. [Nota MIUR n. 9080 del 31.5.2018- “Adempimenti di carattere operativo ed organizzativo relativi all’esame di Stato”] .
  • Divieto di dare spiegazioni sul tema assegnato [Regio Decreto 4 maggio 1925, n. 653 art.87 comma 3, non abrogato].

L’esame di Stato è costituito da tre prove scritte e da un colloquio che consistono in:

  1. Una prova scritta di italiano o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento, intesa ad accertare la padronanza della stessa lingua;
  2. Una prova scritta relativa alle competenze logico matematiche;
  3. Una prova scritta, relativa alle competenze acquisite, articolata in una sezione per ciascuna delle lingue straniere studiate.

Le tracce delle prove sono predisposte dalla commissione in sede di riunione preliminare sulla base delle proposte dei docenti delle discipline coinvolte. Per ciascuna delle prove scritte il decreto ministeriale n. 741/2017 prospetta diverse tipologie: la commissione sceglie le tipologie in base alle quali definire le tracce, in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo.

La prova scritta di italiano della lingua nella quale si svolge l’insegnamento accerta la padronanza della lingua, la capacità di espressione personale, il corretto ed appropriato uso della lingua e la coerente e organica esposizione del pensiero da parte delle alunne e degli alunni.

La commissione predispone almeno tre terne di tracce, formulate in coerenza con il profilo dello studentee i traguardi di sviluppo delle competenze delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, con particolare riferimento alle seguenti tipologie:

  1. testo narrativo o descrittivocoerente con la situazione, l’argomento, lo scopo e il destinatario indicati nella traccia;
  2. testo argomentativo, che consenta l’esposizione di riflessioni personali, per il quale devono essere fornite indicazioni di svolgimento;
  3. comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo, scientificoanche attraverso richieste di riformulazione.

La prova può essere strutturata in più parti riferibili alle diverse tipologie indicate.

Nel giorno di effettuazione della prova la commissione sorteggia la terna di tracce che viene proposta ai candidati. Ciascun candidato svolge la prova scegliendo una delle tre tracce sorteggiate. La Nota MIUR n.7885 del 9.5.2018 chiarisce che la commissione non deve intendersi riunita in composizione plenaria poiché il sorteggio della traccia, non integrando una vera e propria fase valutativa e deliberativa, può essere effettuato alla presenza del Presidente e di alcuni componenti della commissione.

La prova scritta relativa alle competenze logico matematicheaccerta la capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze acqui-site dalle alunne e dagli alunni nelle seguenti aree: numeri; spazio e figure; relazioni e funzioni; dati e previsioni.

La commissione predispone almeno tre tracce, ciascuna riferita alle due seguenti tipologie:

  1. problemi articolati su una o più richieste;
  2. quesiti a risposta aperta.

Nella predisposizione delle tracce si può prevedere il riferimento al pensiero computazionale qualora sia stato oggetto di specifiche attività durante il percorso scolastico.

Nel caso in cui vengano proposti più problemi o quesiti, le relative soluzioni non devono essere dipendenti l’una dall’altra, per evitare che la loro progressione pregiudichi l’esecuzione della prova stessa.

Nel giorno della prova la commissione sorteggia la traccia che viene proposta ai candidati.

La prova scritta relativa alle competenze in lingue straniere si articola in due sezioni una per ciascuna delle lingue straniere studiate.

Accerta le competenze di comprensione e produzione scritta riconducibili ai livelli del QCER, di cui alle Indicazioni nazionali per il curricolo e, in particolare, al Livello A2 per l’inglese e al Livello Al per la seconda lingua comunitaria72. Come ribadito dalla Nota MIUR n.7885 del 9 maggio 2018, essa deve essere svolta in un’unica giornata, con una durata massima di 4 ore e con la previsione di un congruo intervallo di tempo tra le due sezioni, modalità organizzative che devono essere deliberate dalla commissione.

La commissione predispone almeno tre tracce in coerenza con il profilo dello studente e i traguardi di sviluppo delle competenze delle Indicazioni nazionali per il curricolo, con riferimento alle tipologie elencate di seguito ponderate sui due livelli di riferimento:

  1. questionario di comprensione di un testo a risposta chiusa e aperta;
  2. completamento di un testo in cui siano state omesse parole singole o gruppi di parole, oppure riordino e riscrittura o trasformazione di un testo;
  3. elaborazione di un dialogo su traccia articolata che indichi chiaramente situazione, personaggi e sviluppo degli argomenti;
  4. lettera o e-mail personale su traccia riguardante argomenti di carattere familiare o di vita quotidiana;
  5. sintesi di un testo che evidenzi gli elementi e le informazioni principali.

La prova può essere articolata anche combinando tra loro le tipologie proposte, scelta che è da ritenersi un’eventualità, non un obbligo. Nella stessa traccia possono essere pro-poste tipologie diverse per inglese e seconda lingua comunitaria.

Per gli alunni che utilizzano le due ore settimanali di insegnamento della seconda lingua comunitaria per il potenziamento della lingua inglese o per potenziare l’in-segnamento dell’italiano per gli alunni stranieri, la prova scritta fa riferimento ad una sola lingua straniera.

Nel giorno di effettuazione della prova la commissione sorteggia la traccia che viene proposta ai candidati riferita sia all’inglese che alla seconda lingua studiata.

Si ricorda che «…alla prova scritta di lingua straniera, ancorché distinta in due sezioni corrispondentialle due lingue studiate, viene attribuito un unico voto espresso in decimi, senza utilizzare frazioni decimali» [DM 741/2017 art.12. Nota MIUR 1865/2017]. Il DM 741/2017 non specifica la modalità per definire il voto unico, mane rinvia la definizione alla riunione preliminare.

Si ritiene inopportuno utilizzare il calcolo della media tra i voti assegnati alle due se-zioni, che risulterebbe in contraddizione con il D.Lgs. 62/2017, come esplicitato nelle Pre-messe al DM 741/2017.

Peraltro, la Nota MIUR del 9 maggio 2018, prot. n. 7885 «raccomanda che il votoespresso non sia frutto di una mera operazione aritmetica, ma che consideri nel complesso lo svolgimento della prova in relazione ai livelli attesi del QCER, sulla base di una valutazione congiunta e concordata dai docenti di lingua straniera».

Correzione e ratifica delle prove scritte

Come prescrive il 78   DM 741/2017 (art. 4 comma 7) la correzione delle prove scritte da parte di ciascuna sottocommissione deve essere collegiale; è fondamentale che nella seduta preliminare la Commissione abbia:

  1. definito e deliberato chiari e comuni criteri di correzione per ciascuna delle prove scritte.
  2. definito e deliberato i criteri per l’attribuzione di un voto (per ciascuna prova) espresso in decimi senza frazioni decimali.

Come ha chiarito la Nota MIUR del 9 maggio 2018, prot. n. 7885, «Le operazioni di correzione e valutazione delle prove scritte sono attribuite dal decreto ministeriale n. 741/2017 alla sottocommissione. Al tal proposito si precisa: la correzione delle prove scritte è una fase strettamente tecnica che richiede una specifica competenza disciplinare e che, dunque, può essere effettuata dai soli componenti della sottocommissione della disciplina o delle discipline interessate. La vera e propria fase valutativa si realizza successivamente da parte della sottocommissione che attribuisce per ciascuna prova il voto espresso in decimi, senza utilizzare frazioni decimali».

Risulta, opportuno, quindi, calendarizzare una seduta di valutazione/ratifica delle provescritte di ogni sottocommissione in modo che sia previsto un congruo periodo di tempo pervalutare/ratificare i giudizi delle varie prove scritte dei candidati con la presenza dei vari commissari riuniti nella propria sottocommissione.

IL COLLOQUIO

Ogni sottocommissione opera collegialmente nello svolgimento del colloquio. Il colloquio è finalizzato a valutare il livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze descritte nel profilo finale dello studente previsto dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Il colloquio

  • deve porre particolare attenzione alle capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studio;
  • tiene conto anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse all’insegna-mento di Cittadinanza e Costituzione.

Per i percorsi ad indirizzo musicale è confermato anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

Va evitato, peraltro, che esso si risolva in un repertorio di domande e risposte su ciascuna disciplina, prive del necessario organico collegamento, cioè in una somma di colloqui distinti; verrebbe meno, con una conduzione di questo tipo, lo scopo del colloquio che è quello, come si è già detto, di valutare capacità di esposizione e argomentazione, risoluzione dei problemi ecc. e non solo conoscenze.

Va sottolineato come la diffusione di una didattica per competenze e il conseguente utilizzo di compiti autentici, e dei relativi percorsi di apprendimento (UDA) mirati allo sviluppo delle competenze, dovrebbe favorire la possibilità di fare riferimento ad esperienze di apprendimento che abbiano visto il coinvolgimento di discipline diverse e la partecipa-zione attiva degli alunni.

Il colloquio può diventare veramente l’occasione per verificare le competenze che l’allievo ha acquisito nell’argomentare, nell’esprimere il proprio pensiero, le proprie riflessioni se si innesta su esperienze di qualità vissute nel suo percorso scolastico, in termini di coinvolgimento attivo, di partecipazione e di responsabilizzazione nella vita quotidiana.

Ogni Sottocommissione, al termine dei colloqui, definisce l’esito finale per ciascun candidato esprimendolo con valutazione in decimi.

Si tratta di un momento collegiale molto delicato in cui il Presidente deve esercitare tutto il suo potere di vigilanza non solo sulle condizioni formalmente previste dalle norme (collegio perfetto), ma anche sulla coerenza tra la valutazione posta in essere e i criteri concordati nella plenaria.

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Primo ciclo. Le prove d’esame ultima modifica: 2019-06-10T07:49:30+02:00 da Gilda Venezia
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