Prof sospesa a Palermo, il caso rischia di finire in tribunale

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di Valentina Santarpia,  Il Corriere della sera, 26.5.2019

– Nonostante l’incontro di giovedì scorso col ministro, la professoressa- che lunedì torna al suo posto- non ha ancora ricevuto la revoca della sanzione. Il provveditore non è intervenuto e il direttore regionale, organo superiore, è andato in pensione

«Sebbene avessimo richiesto un chiarimento definitivo della posizione della docente – afferma Luna – e considerato che il ministero non ha ancora ritenuto opportuno esplicitare per le vie ufficiali che la sanzione comminata è illegittima, a questo punto in assenza di elementi di novità nei prossimi giorni saremo costretti a depositare il ricorso», annunciano. Entro venerdì la faccenda finirà in tribunale, e per risolverla ci vorrà almeno un anno. Com’è possibile? La docente aveva precisato che durante l’incontro con i vertici politici, «dati alla mano è stato detto e convenuto che la sanzione non aveva ragione di essere comminata e visto che il ministro non può intervenire direttamente si sarebbe trovata una soluzione che annullasse completamente tutti gli effetti della sanzione, cioè quelli relativi alla mia dignità professionale e quelli economici». Ma ad annullare la sanzione dovrebbe essere l’organo che l’ha comminata, cioè il Provveditore, che fino ad ora non si è mosso, oppure quello direttamente superiore, ovvero il direttore scolastico regionale, che al momento non esiste perché è andato in pensione e deve essere rinominato. Tant’è vero che il direttore dell’ufficio scolastico provinciale, Marco Anello, faceva le sue funzioni in attesa della nomina. Dunque la questione risulta tutt’altro che chiusa.

Non voglio clemenza

«Solo belle parole», quelle che hanno pronunciato i ministri, dice oggi amareggiato Luna, avvocato e figlio della docente. «Se il ministro avesse detto pubblicamente che si era trattato di un errore e che la sanzione era stata illegittima, forse si sarebbe potuto rimediare. Ma con dichiarazioni generiche di fatto non cambia nulla». Del resto, la professoressa, che lunedì alle 7.45 sarà nella sua classe per la prima ora di lezione dopo la sospensione, non vuole atti di clemenza: «Non vorrei che passasse un messaggio sbagliato, cioè che si è trattato di un atto di grazia nei miei confronti, perché se è stato riconosciuto ai più alti livelli che sono esente da colpe la mia unica richiesta è che ufficialmente sia dichiarata la mia estraneità e che la sanzione inflittami è ingiusta». E anche i sindacati si sono schierati al suo fianco, manifestando a Palermo e in altre grandi città, al grido di #liberidinsegnare e #liberidimparare. «La sanzione va annullata- dicono i segretari generali di Flc-Cgil, Cisl-Fsur, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams- perché manifestamente infondato e questa vicenda ci segnala l’esigenza di interventi normativi o contrattuali di garanzia per evitare ogni rischio di invadenza della politica nella sfera dell’autonomia professionale e dell’autonomia scolastica che potrebbe aumentare qualora il governo del sistema fosse affidato alle singole regioni».

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Prof sospesa a Palermo, il caso rischia di finire in tribunale ultima modifica: 2019-05-26T19:17:14+01:00 da Gilda Venezia
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