Ragazzo fa scena muta all’orale. Promosso! Le perplessità

Gilda Venezia

dal blog di Gianfranco Scialpi, 9.7.2025.

Ragazzo fa scena muta all’orale. Nonostante tutto è promosso. Un pessimo messaggio!

Gilda Venezia

Ragazzo fa scena muta all’orale. Promosso!

Ragazzo fa scena muta all’orale. La vicenda è arcinota. Gianmaria Favaretto, come tutti i maturandi, doveva affrontare l’ultimo scoglio: la prova orale. Invece con grande sorpresa saluta i professori dicendo: “Signori, grazie di tutto, ma io questo colloquio di maturità non lo voglio sostenere. Arrivederci“. Al Mattino di Padova chiarisce meglio la sua decisione: “Credo di essere il primo che fa una cosa del genere al Fermi. L’esame di maturità per me è una sciocchezza. Non misura davvero le capacità degli studenti, né tanto meno la loro maturità
Queste dichiarazioni possono convincere che il ragazzo sia un eroe, un contestatore di un sistema che genera, competizione e  ansia attraverso i voti. La sua protesta può risultare sincera perchè effettuata dentro  il sistema. In altri termini: ha accettato di essere valutato dai commissari, limitatamente però alle prove scritte.
SicuramenteNel mondo del lavoro, il voto di maturità conta e Gianmaria si è bruciato la possibilità di ottenere titoli in più in vari concorsi pubblici. Non potrà neppure entrare a far parte di determinate realtà, come ad esempio Poste Italiane, che richiedono un voto minimo di 70 alla maturità

Opportunista?

Nonostante queste inevitabili conseguenze,  qualcuno non condivide la sua decisione, ritenendola dettata da opportunismo. E’ di questo parere la Preside dell’Istituto che evidenzia il fatto che il ragazzo, al momento di sostenere l’orale,  era certo di una votazione superiore ai 60/100. Inoltre il ragazzo non ha fatto del tutto scena muta, in quanto è stato convinto dai commissari a rispondere a qualche domanda. Se rifiutava questo colloquio minimo, sicuramente non poteva essere promosso.
Quindi scelta non coraggiosa! Qualcuno sospetta che il ragazzo abbia voluto evitare il colloquio perché era consapevole della sua inpreparazione. M. Rusconi (ANP) è ancora più duro: il ragazzo voleva essere trasparente nei social. E il farsi notare poteva essere raggiunto solo con un uno strappo alle regole imposte dal sistema.

Una breve riflessione

A nostro avviso l’esame di stato rappresenta un’occasione per misurarsi con la realtà. La scuola rappresenta una bolla, un contesto che spesso isola dall’asprezza della vita. Questo avviene maggiormente nel primo grado, decrescendo in quello seguente, senza mai però azzerarsi. Tanti sono gli esempi: programmi e prove facilitate, l’eccessivo uso delle certificazioni che giustificano i PdP, un sistema-scuola che rifugge dal merito, condizionato da possibili interventi dei giudici amministrativi, chiamati in causa da genitori-elicottero.
Non è una protesta singola che può modificare il sistema. Comunque siamo convinti che il voto e la valutazione siano utili, perchè fuori dalla scuola sarà la loro preparazione e competenza che verrà valutata. Senza scorciatoie o furbate.
In vetta a una montagna non si arriva in elicottero, ma camminando, sudando, inciampando…

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