Recovery plan, la riforma degli Its punta all’integrazione con gli atenei. Bentivogli: “Così si ammazza un sistema che funziona”

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di Chiara Brusin, Il Fatto Quotidiano,  28.4.2021.

Il piano stanzia 1,5 miliardi per rafforzare quella che è la punta di diamante della formazione terziaria professionalizzante. Ma preannuncia un legame più stretto “con il sistema universitario delle lauree professionalizzanti”. L’ex segretario della Fim Cisl, oggi coordinatore dell’associazione Base Italia: “I soldi finiranno a università ed enti di formazione. Si perderà il collegamento diretto con il mondo del lavoro”

E’ questo a non convincere l’ex segretario della Fim, che da anni si occupa del collegamento tra innovazione tecnologica, sviluppo delle competenze e politica industriale. “Il messaggio è che i fondi stanziati andranno alle università o ai centri di formazione professionale, che in alcuni casi sono finiti al centro di vicende poco edificanti legate proprio alla gestione di soldi europei”, spiega Bentivogli. “Così andrà a finire che ai diplomati Its verranno riconosciuti dei crediti universitari per incentivarli a continuare il percorso di studi: ma le aziende che faticano a trovare personale con determinati skill cercano persone ora, tanto che spesso “prenotano” i ragazzi già al momento dell’iscrizione. Vorrebbe dire segnare la fine di un sistema che funziona. Si deve fare il contrario: collegare strettamente questo percorso con l’apprendistato, come in Germania”. La palla ora passa ai ministeri che dovranno mettere nero su bianco le nuove regole.
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Recovery plan, la riforma degli Its punta all’integrazione con gli atenei. Bentivogli: “Così si ammazza un sistema che funziona” ultima modifica: 2021-04-28T15:47:35+02:00 da Gilda Venezia
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