Il servizio televisivo racconta in particolare le esperienze di numerosi lavoratori della scuola provenienti dalla Campania e impiegati in istituti del Lazio, soprattutto nell’area di Roma. Le testimonianze raccolte descrivono giornate caratterizzate da partenze molto anticipate e rientri serali, con tempi di viaggio che incidono in modo significativo sull’organizzazione della vita personale e lavorativa.
Una docente intervistata riferisce di svegliarsi alle 3:20 del mattino per raggiungere la stazione in tempo per il treno delle 4:28. Altri lavoratori raccontano rientri a casa tra le 19 e le 22. Il servizio evidenzia anche l’impatto economico degli spostamenti: un docente dichiara una spesa mensile di 212 euro per l’abbonamento ferroviario, a cui si sommano i costi per metropolitana e parcheggi. Una docente precaria parla di una spesa complessiva che può arrivare a 500 euro al mese.
Secondo quanto riportato, ogni notte dalla Campania partono circa 6.000 personedirette verso il Lazio per motivi di lavoro. L’inchiesta sottolinea inoltre come, per molti insegnanti, la condizione di precarietà non sia limitata a brevi periodi, ma si prolunghi per diversi anni.
Considerazioni
Il Ministero nella nota intende rassicurare le famiglie e a smentire l’immagine di una scuola “allo sbando”.
Secondo i dati ministeriali aggiornati a gennaio 2026:
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Assunzioni record: Oltre 156.000 assunzioni effettuate nell’ultimo biennio grazie ai concorsi PNRR.
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Copertura Posti Comuni: Coperto il 97,3% dell’organico di diritto.
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Copertura Sostegno: Coperto il 95,2% dei posti in organico di diritto.
Dati MIM e Report
Indicatore |
Dato Ministero (Gennaio 2026) |
Criticità segnalata da Report |
| Copertura Posti Comuni | 97,3% (Organico di diritto) | Ricorso massiccio a non abilitati su posti di fatto |
| Copertura Sostegno | 95,2% | Mancanza di specializzazione reale dei supplenti |
| Nuove Assunzioni | 156.000 (Biennio 24-26) | Precariato cronico oltre le 200.000 unità |
.Le divergenze tra la narrazione giornalistica e quella istituzionale stanno nella distinzione tecnica degli organici. Se è vero che l’organico di diritto (i posti stabili) è quasi totalmente coperto, l’inchiesta di Report colpisce l’organico di fatto e le deroghe sul sostegno.
È in questa zona d’ombra (circa 200.000 supplenze annuali) che si annida il fenomeno dei “docenti senza abilitazione”, chiamati per tappare i buchi di un sistema che, nonostante i concorsi, non riesce a stabilizzare tutti i posti necessari.
L’inchiesta di Rai 3 accelererà probabilmente il processo di riforma del reclutamento. I sindacati chiedono già a gran voce:
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Percorsi abilitanti più snelli: Per permettere ai precari storici di regolarizzare la propria posizione.
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Trasformazione dell’organico di fatto in diritto: Per garantire la continuità didattica.
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Controlli automatizzati: Un’integrazione tra NoiPA e Casellario Giudiziale per evitare i casi mostrati da Report.
Certificazioni e corsi: chi più spende più sale
Un docente intervistato non usa mezzi termini: “Se vuoi salire in graduatoria, ogni punto può fare la differenza tra restare in fondo o ottenere l’incarico che aspetti.”
Molti dei punti “pesanti” arrivano da certificazioni linguistiche, anche in assenza di una reale conoscenza della lingua. “C’è gente che non conosce una parola di tedesco e ha il C1 nella lingua tedesca. Sapete quanti punti sono? Tanti.”
“È come lo Squid Game”
L’immagine usata non lascia margini di interpretazione: “È una guerra tra poveri, è come lo Squid Game. Siamo destinati l’uno contro l’altro a dover sopravvivere.”
Esami precompilati
Una delle testimonianze più dettagliate riguarda l’iscrizione a un corso di lingua. Dopo aver pagato, l’insegnante aspetta le credenziali per accedere al portale. Passa un mese, niente. Contatta l’ente. La risposta è: “Il sito è in manutenzione, ma può comunque prenotare l’esame.”
Alla richiesta di sapere come si possa sostenere un esame senza prima studiare, la replica è ancora più sorprendente: “Pochi giorni prima dell’esame riceverà la prova già fatta.”
Per confermare la situazione, un’altra docente chiama la scuola di formazione in viva voce, davanti ai colleghi. La risposta è netta: “Per quanto riguarda il listening e la parte della comprensione, riceverà direttamente le risposte.”
Il caso Cassino: da buco di bilancio a “gallina dalle uova d’oro”, scandalo sul sostegno
Uno dei passaggi più forti del servizio riguarda l’Università di Cassino legata ad un presunto scandalo sul sostegno. L’ateneo circa dieci anni fa si trovava in una crisi finanziaria profonda, con un debito di oltre 40 milioni di euro. Il risanamento dell’ateneo è passato attraverso quella che Report definisce “la gallina dalle uova d’oro”: il TFA Sostegno.
Cassino è diventata l’unica università in Italia a offrire lezioni esclusivamente il sabato, attirando migliaia di aspiranti da tutto il Paese. Tuttavia, quello che era il fiore all’occhiello dell’ateneo si è trasformato in una “macchia indelebile” con l’inchiesta della Procura di gennaio scorso.
Il “sistema delle mazzette” e le prove truccate
L’inchiesta sullo scandalo sostegno ipotizza l’esistenza di un vero e proprio sistema criminale volto a pilotare le prove d’ingresso. Secondo gli investigatori: gli aspiranti docenti avrebbero pagato fino a 15.000 euro per assicurarsi il superamento delle prove preselettive e scritte.
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Report. Dietro la cattedra ultima modifica: 2026-01-26T19:05:09+01:00 da
