Retribuzioni docenti: Ancora lontana la firma del contratto, aumenti risibili e nessun arretrato. Spetterebbero oltre 12 mila euro

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 Professionisti Scuola Network, 4.8.2017

–  Dovrebbe chiudersi entro l’anno la discussione che si protrae da mesi sul rinnovo del contratto dei docenti, iniziata nel giugno 2016 ed ancora non conclusa, nonostante un primo accordo già firmato nel novembre 2016 con i sindacati confederali, con il quale dovrebbero arrivare aumentidavvero modesti. Si parla infatti di circa 85 euro medi mensili lordi che sarebbero erogati gradualmente e solo a partire dal 2018 per intero riducendosi quindi a circa 45 euro lordi se considerati nel triennio 2016-2018.
Una presa in giro, se si tiene conto che i docenti sono tra i meno pagati d’Europa e queste cifre sono ulteriormente da tagliare in conseguenza delle scremature di tasse e di contributi previdenziali fino a diventare appena 25 euro mensili netti. Aumenti degli stipendi che, secondo quanto stima il quotidiano ItaliaOggi, per tanti docenti con reddito tra i 24 e 26 mila euro, andrebbero ad azzerarsi con il bonus di 80 euro che, tra l’altro, è versato al netto. Cifre davvero ridicole che evidenziano promesse infrante sull’adeguamento degli stipendi ai livelli europei, mentre tutti, governo e sindacati, tacciono sugli arretrati. Il rinnovo interessa tutti i lavoratori pubblici, ormai congelati da otto anni di blocco stipendiale, ma è verso la professione docente che in particolare si sta perpetrando un grande torto.

Docenti che da sempre sono attori principali della formazione culturale e democratica della nostra vita civile e del futuro del paese. Sottostimarli significa svilire l’importanza sociale dello sforzo didattico quotidiano e della abnegazione per la loro missione.

Un ruolo sociale, quello dei docenti, mai pienamente riconosciuto e apprezzato che – oltre ad essere malpagati, precarizzati a vita, vituperati sulle ferie estive, sempre in bilico nelle graduatorie – stanno subendo un grande e grave torto da otto anni.

La paga base del loro stipendio di gennaio 2010 è identica a quella odierna e non ha mai beneficiato dell’adeguamento al sempre crescente costo della vita.

Da otto anni i docenti italiani sono vittime di una macroscopica illegittimità: patiscono un danno economico mensile da oltre novanta mesi. Dal 2009, infatti, il contratto collettivo nazionale è fermo, per il blocco del rinnovo dei contratti pubblici, dichiarato incostituzionale dell’agosto 2015.

Nonostante la Corte costituzionale abbia cassato dal nostro ordinamento la norma che disponeva il blocco, il rinnovo del contratto non è ancora avvenuto, il maltolto non è stato restituito.

Dopo due lunghi anni dalla sentenza nulla è stato fatto per adeguare gli stipendi dei docenti italiani e di tutti i dipendenti pubblici statali, nonostante falsi proclami e infrante promesse, comunque relative a somme risibili e mai retroattive. Invece i docenti hanno un conclamato diritto di ottenere l’adeguamento stipendiale con effetto retroattivo dal mese di gennaio 2010.
Invece, la discussione che da oltre un anno si sta sviluppando sul rinnovo contrattuale non ha affatto ipotizzato recupero di somme non corrisposte a titolo di arretrati, prevedendo il recupero stipendiale limitatamente al triennio 2016-18.

Dal confronto con i contratti collettivi del settore privato, mai bloccati, e gli incrementi in essi stabiliti, esaminando i dati Istat sul costo della vita e le analisi delle Camere di Commercio sulla perdita del potere di acquisto legata al tasso d’inflazione è possibile affermare che i docenti abbiano patito la perdita di € 100,00 per ogni mese decorrente da gennaio 2010 ad agosto 2015 e di ulteriori € 200,00 da settembre 2015 ad oggi.

Una perdita economica che non sarà dunque recuperata dal rinnovo contrattuale in discussione e che può essere stimata in circa € 12.000,00 per ogni docente che abbia interamente patito il blocco stipendiale dichiarato illegittimo, e tuttora drammaticamente perdurante. Una cifra che ogni docente potrà pertanto avanzare solo giudiziariamente, quale indennizzo e risarcimento poiché nessuno nel panorama istituzionale, sindacale e giornalistico italiano parla mai di arretrati da gennaio 2010.

 Scritto dalla redazione di PSN con il contribuito degli avv.ti Vincenzo RoccoFrancesca Testini.

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Retribuzioni docenti: Ancora lontana la firma del contratto, aumenti risibili e nessun arretrato. Spetterebbero oltre 12 mila euro ultima modifica: 2017-08-05T05:01:38+01:00 da Gilda Venezia
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