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Riapertura scuole in bilico, pesa il rischio trasporti

di Eugenio Bruno, Il Sole 24 Ore, 17.12.2020.

Gira e rigira, riaprire o meno le scuole il 7 gennaio sarà una decisione soprattutto sanitaria. In base all’andamento dei contagi, il governo valuterà se confermare il rientro in classe subito dopo le festività natalizie per 2 milioni e passa di studenti delle superiori. Oppure se rimandarlo a tempi migliori dal punto di vista epidemiologico e proseguire con la didattica a distanza. Ma cruciale è anche la variabile trasporti. Se è vero che i tavoli prefettizi previsti dall’ultimo Dpcm si sono insediati per ora stanno procedendo in ordine sparso. Con tante ipotesi in ballo e quasi nessuna decisione presa, come raccontano anche gli altri articoli in pagina. In un contesto generale da “tutti contro tutti”, dentro e fuori l’esecutivo, che di certo non aiuta.

Se dipendesse solo dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, gli istituti scolastici riaprirebbero il 7 gennaio. Ed è in quella direzione che sta lavorando, senza aver finora preso in considerazione – assicura al Sole 24 Ore – alcun piano B. Come confermato ieri nel corso di una diretta Facebook: «Si sta lavorando anche in queste ore – ha spiegato – insieme alle Regioni, ci sarà a breve un incontro, da un lato per i trasporti, dall’altro lato per tamponi e test rapidi. Sono già partiti i tavoli con i prefetti».

In attesa di capire se la richiesta di viale Trastevere di avere una corsia preferenziale per i tamponi sarà accolta anche l’Associazione presidi pone l’attenzione sul tema sanitario. Nel rimettersi «ovviamente a quanto decideranno le autorità sanitarie» il presidente Antonello Giannelli indica nei «tavoli provinciali presso le Prefetture» la sede più adatta a trovare le «soluzioni diversificate» che le circostanze richiedono. Definendo «prioritario» il potenziamento del sistema del trasporto pubblico.

Al centro sanità e trasporti, dunque. Ma entrambi i fronti si annunciano compositi. E le divisioni in seno al Comitato tecnico scientifico non aiutano. Appena due giorni fa il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, ha detto che è ancora presto per dire se a gennaio «potremo o no riaprire completamente le scuole, anche le superiori». Ieri, in un’intervista a “Mattino cinque”, il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha definito «auspicabile» il ritorno a scuola dopo le feste. E sui trasporti, se possibile, il panorama è ancora più frastagliato. Come dimostrano i primi report dai tavoli provinciali (si veda Il Sole 24 Ore del 12 dicembre). In molti casi si è ancora al conteggio della popolazione scolastica che utilizza i mezzi pubblici. In altri si insiste sullo scaglionamento degli studenti su due turni sia per le entrate che per le uscite a distanza di almeno 90 minuti (ma è una soluzione che non piace ai dirigenti scolastici). In poche situazioni (Bologna) si è già alla quantificazione dei veicoli aggiuntivi. E non mancano le proposte di attestarsi sul 50% di studenti delle superiori da riportare in classe anziché il 75% previsto dal Dpcm.

Un tema sollevato ieri anche dalla Cisl Scuola. «Se i trasporti non sono in grado di reggere il volume di traffico degli studenti e le scuole sono costrette a differenziare gli orari di ingresso e di uscita – ha evidenziato la segretaria Maddalena Gissi – è impossibile rispettare il criterio del 75% in presenza». Perplessa anche la Uil mentre la Cgil parla di «fallimento del sistema Italia» se la scuola non dovesse riaprire.

Per tacere delle divisioni tra governatori, con il Veneto che frena sul 7 e l’Emilia-Romagna che invece spinge, e i “lavori in corso” nella maggioranza, con annesse voci di rimpasto, che di sicuro non agevolano. E non è un caso che il primo atto citato dal premier Giuseppe Conte quando ha presentato gli effetti per le scuole contenuti nel Dpcm del 3 dicembre (il protocollo nazionale per la scuola) non abbia ancora visto la luce.

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Riapertura scuole in bilico, pesa il rischio trasporti ultima modifica: 2020-12-17T06:47:18+01:00 da Gilda Venezia

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