Riapertura scuole in Europa, andiamo oltre la notizia…

dal blog di Gianfranco Scialpi, 29.4.2020

Riapertura delle scuole in Europa meno semplice di quanto annunciato.
A settembre un nuovo modello di scuola, senza dimenticare gli over 60.

Riapertura scuole in Europa, molti Paesi lo hanno annunciato e qualcuno lo ha già fatto. Se andiamo oltre la notizia scopriamo condizioni, limitazioni e anche un ripensamento. L’analisi porta alla stessa conclusione: nessun rilassamento  contro il virus.! Da noi esiste un ulteriore rischio: il personale docente è over 60. Una proposta.

Riapertura delle scuole in Europa, si punta all’immunità di gregge?

La riapertura delle scuole in Europa è una risposta all’accerchiamento del virus. Esprime un desiderio di reazione, di ritorno alla normalità da parte di molti paesi europei. La notizia è spesso ripetuta per evidenziare la paura, che secondo questi divulgatori superficiali sta paralizzando il nostro governo,
Ma è proprio così? I paesi europei stanno puntando all’immunità di gregge?
Andando oltre la notizia è possibile affermare che nessuno pensa a questo obiettivo, anche perché al momento non è disponibile il vaccino. Ha dichiarato l’immunologo Pregliasco: L’immunità di gregge si ha in quella situazione in cui un gran numero di persone sono immunizzate e / o vaccinate, nel caso appunto esista già un vaccino, contro un’infezione. A seconda di quante sono le persone immunizzate e a seconda dell’efficacia del vaccino, se c’è, queste persone che non possono ammalarsi e quindi non possono a loro volta contagiare altri fanno da barriera alla diffusione ulteriore del contagio” 

Oltre la notizia diverse limitazioni, condizioni. Iniziamo dalla Danimarca

Ma andiamo in profondità, superando la facile illusione  della notizia che punta a lasciar fuori dalla percezione dell’interlocutore la complessità della situazione.. Partiamo dalla Danimarca, che ha già riaperto gli asili e le scuole primarie il 15 aprile, tra le petizioni di qualche genitore che accusava il governo di voler fare dei bambini delle cavie. La premier Mette Frederiksen si è presa una grande responsabilità, ci sono delle linee guida generali ma l’organizzazione cambia da scuola a scuola. Cambiano gli orari di ingresso, scaglionati a seconda dei gruppi, e di uscita, ma le lezioni seguono gli stessi ritmi. Si entra da ingressi diversi, uno alla volta, a seconda della posizione dell’aula. I bambini si lavano le mani ogni due ore e la prima è all’arrivo. Le aule sono state trasformate, ogni alunno si trova a due metri di distanza dall’altro e le classi hanno un massimo di 11 componenti. Per questo ogni scuola utilizza tutti gli spazi a disposizione: biblioteche, palestre, laboratori. Le scuole più piccole hanno anche affittato alcune tende e quanto più possibile le lezioni si tengono all’aperto. I bambini possono stare e giocare soltanto con i loro compagni di gruppo, e anche gli orari della ricreazione sono scaglionati. I segni di distanziamento sono ovunque: in bagno, nei giardini, nei corridoi, nei cortili. Tutto all’interno della scuola viene igienizzato ogni due ore: i giochi, le maniglie, i sanitari, i banchi. I genitori non possono entrare nelle strutture scolastiche e per andare a riprendere i bambini all’uscita dalla scuola sono stati organizzati dei turni e si andrà avanti così sicuramente fino alla chiusura estiva delle scuole, dal 27 giugno al 9 agosto.”

Negli altri paesi “non cambia la musica”

In Olanda è confermata la cautela Non vogliamo che il virus torni fuori”, ha detto il premier olandese Mark Rutte martedì nell’annunciare le prime misure “graduali” per riaprire il paese, a cominciare dalle scuole… Le classi dovranno essere ridotte del 50 per cento, le scuole saranno chiamate a trovare le soluzioni migliori, caso per caso, a organizzare orari di entrata e di uscita differenti o ridistribuire lo spazio all’interno degli istituti. A scuola dovrà essere mantenuta una distanza di almeno un metro e mezzo, tra alunni e insegnanti. Tuttavia Rutte ha riconosciuto che sarà difficile che i bambini riescano a mantenere tra loro una distanza del genere, “non è realistica, ma i dati mostrano che i più piccoli hanno meno probabilità di contrarre l’infezione”, ha commentato il premier. Il governo ha chiesto ai genitori di limitare il più possibile l’uso del trasporto pubblico, di muoversi a piedi o in bicicletta e se all’interno di un nucleo famigliare una persona ha la febbre, la raccomandazione è che tutti i componenti rimangano a casa.
In Germania che ha riaperto ieri, le scuole dovranno  “essere mantenute le distanze di sicurezza, quindi le classi non possono funzionare tutte insieme, ci saranno turni. Chi frequenta fisicamente la scuola un giorno, il giorno successivo farà lezione da casa. A differenza della Francia che manda a scuola prima gli studenti più giovani la Germania preferisce iniziare con gli studenti che devono sostenere esami importanti per la loro carriera scolastica e lavorativa. In Bassa Sassonia, agli insegnanti è stata mandata una lettera di 14 pagine con la turnazione delle classi prevista per il 2020 e il 2021, c’è anche una casella per il 2022, ma nella nota si legge che “ancora non è stata coordinata”.
La Spagna
uno dei paesi maggiormente colpiti non ha ancora preso una decisione.

Il caso della Francia fa riflettere

La Francia sotto il cofano rivela questa situazione, proposta in un precedente contributo  “Il ritorno a scuola diventa un rompicapo in Francia… si farà a scaglioni nell’arco di tre settimane, per classi dimezzate ( non più di 15 allievi) e a turno, tenendo conto dello stadio dell’epidemia nelle singole città, a giudizio dei sindaci e infine chiarisce l’Elisero su base volontaria, decideranno i genitori. Sui quali cade ora la responsabilità di valutare il rischio contagio per i figli e familiari
La decisione presa in contrasto con i tecnici, ha suscitato le proteste dei genitori. Quindi non sorprende la seguente notizia: ” sembra possa slittare la riapertura delle scuole in Francia. Secondo informazioni rivelate da BFM-TV, le scuole francesi resteranno chiuse almeno fino al mese di giugno”

La saggia decisione del nostro governo e una proposta per gli over 60

Ha fatto bene il nostro Governo a decidere per il no alla riapertura. Attualmente  Il nostro sistema scolastico non è pronto  per convivere con il virus. La presenza di classi pollaio volute dal duo Gelmini/Tremonti costituisce un grande problema
Gli edifici scolastici devono essere ristrutturati (pareti removibili per ristrutturare aule e corridoi…) e occorre riconfigurare  le classi a livello educativo (U. Galimberti), stabilendo la soglia di presenza in 12-15 alunni/studenti.
Resta però il nodo degli insegnanti over 60 fortemente esposti al contagio. La soluzione è semplice:  offrendo loro  la possibilità di continuare a insegnare a distanza!

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Riapertura scuole in Europa, andiamo oltre la notizia… ultima modifica: 2020-04-29T05:30:00+02:00 da Gilda Venezia
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