Richiesta aspettativa scuola per motivi di salute

LeggePerTutti_logo15di Mariano Acquaviva, La legge per tutti, 1.4.2019

 -Si può chiedere il congedo per problemi di salute? Per quanto tempo? Dopo la malattia si può chiedere l’aspettativa?

I dipendenti pubblici hanno diritto ad un periodo di pausa dal lavoro quando ricorrono alcuni motivi: si parla, in questi casi, di aspettativa. L’aspettativa può essere di due tipi: retribuita e non retribuita. Nel primo caso, il dipendente, nonostante non si presenti più a lavoro e, pertanto, non esegua più alcuna prestazione per il suo datore, oltre a conservare il posto preserva anche il suo stipendio; nella seconda ipotesi, invece, egli conserva il posto di lavoro, ma non verrà pagato per tutto il periodo del congedo. Quanto appena detto vale ovviamente anche per la richiesta di aspettativa a scuola.

Se sei un dipendente pubblico e lavori in una scuola, è tuo diritto chiedere ed ottenere un’aspettativa quando ricorrono determinati motivi. In particolare, se giustifichi la tua richiesta con comprovate ragioni di salute, non solo hai diritto ad un periodo di aspettativa conservando il posto, ma addirittura continuerai a percepire lo stipendio. Se quanto detto ti interessa perché sei un dipendente scolastico, allora prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo come funziona la richiesta aspettativa scuola per motivi di salute.

Indice

  1. Aspettativa: cos’è?
  2. Aspettativa retribuita: quando?
  3. Aspettativa per motivi di salute
  4. Aspettativa scuola per motivi di salute: come fare?

Aspettativa: cos’è?

L’aspettativa è un periodo di pausa dal lavoro cui hanno diritto i dipendenti pubblici in presenza del ricorrere di determinate ragioni. Il vantaggio dell’aspettativa è che il dipendente non perde il posto e, in alcuni casi, nemmeno la retribuzione. In base a questa differenza possiamo distinguere tra un’aspettativa retribuita e una non retribuita: essendo la prima giustificata da ragioni particolarmente meritevoli di tutela, la legge consente al dipendente non soltanto di congedarsi temporaneamente senza perdere il lavoro, ma anche di farlo mantenendo la propria retribuzione.

Aspettativa retribuita: quando?

La legge [1] dice che è possibile chiedere l’aspettativa per diverse ragioni: ne sono un esempio i gravi motivi familiari; la necessità di assistere un familiare con handicap; i motivi personali; la maternità; le esigenze di formazione o di studio; il ricongiungimento con il coniuge all’estero; l’attività di volontariato; la necessità di ricoprire cariche pubbliche elettive; il dottorato di ricerca.

Tuttavia, solamente per tre di questi motivi è possibile richiedere l’aspettativa retribuita. Se si è dipendenti pubblici, quindi, è possibile mantenere non solo il posto di lavoro, ma anche la piena retribuzione spettante, nei seguenti casi:

  • assistenza familiari con handicap (il famoso congedo straordinario di durata pari a due anni);
  • volontariato (ma solo per servizio prestato presso associazioni facenti parte della lista dell’Agenzia di protezione civile);
  • dottorato di ricerca (solo se il dottorato non prevede alcuna retribuzione o borsa di studio. La durata del congedo è direttamente pari alla durata del dottorato di ricerca).

Aspettativa per motivi di salute

L’aspettativa per motivi di salute corrisponde al periodo di comporto, cioè a quel periodo di tempo che spetta ad un dipendente pubblico nel caso in cui contragga una patologia che gli impedisce di presenziare sul luogo di lavoro. Ovviamente, trattandosi di impossibilità di eseguire la prestazione non imputabile al dipendente, questi avrà diritto non solo alla conservazione del posto, ma anche a quella della retribuzione e dei contributi.

Il periodo di comporto massimo previsto dalla legge per il settore scuola è di diciotto mesinell’arco di un triennio [2]; nel computo sono incluse le assenze dovute all’ultima malattia e quelle per malattia che si sono verificate nei tre anni precedenti.

Se i diciotto mesi non dovessero bastare, il dipendente potrà prendere un’aspettativa per gravi motivi personali, per un periodo massimo di ulteriori diciotto mesi, questa volta non retribuiti. In genere ciò viene fatto in presenza di malattie particolarmente gravi e che richiedano terapie salvavita ed altre assimilabili, come ad esempio l’emodialisi e la chemioterapia.

Aspettativa scuola per motivi di salute: come fare?

Alla luce di quanto finora detto, possiamo dire che, se lavori a scuola e sei un dipendente pubblico, per motivi di salute potrai chiedere un periodo di comporto fino a diciotto mesi nel triennio, con diritto alla conservazione del posto e della retribuzione; se tale periodo non dovesse bastare, puoi sempre chiedere un ulteriore congedo di diciotto mesi, questa volta non retribuiti.

La richiesta di aspettativa scuola va presentata al dirigente scolastico in qualità di datore di lavoro, il quale deve fornire riscontro in breve tempo. Nello specifico, la richiesta va corredata con tutta la documentazione utile a consentire al datore di verificare la fondatezza o meno della pretesa. Poiché parliamo di aspettativa dal lavoro per motivi di salute (o meglio, motivi personali), sarà importante allegare ogni certificato medico che giustifichi la concessione di un periodo di malattia superiore a quello normalmente previsto per il periodo di comporto.

In ogni caso, un eventuale diniego richiede comunque un’adeguata motivazione e, in questa ipotesi, può comunque essere proposta istanza di nuovo esame che può condurre alternativamente ad esito positivo o alla negazione dell’aspettativa.

Note

[1] Legge n. 53/2000.

[2] Art. 17, comma 1, del CCNL del 29.11.2007.

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Richiesta aspettativa scuola per motivi di salute ultima modifica: 2019-04-04T05:32:27+02:00 da Gilda Venezia
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