Rientro a scuola a settembre, si riuscirà anche ad insegnare?

dal blog di Gianfranco Scialpi, 8.5.2020

– Rientri a scuola a settembre. Lo scenario è molto complicato da limitazioni e divieti.

Rientro a scuola a settembre, è un’ipotesi legata all’andamento del contagio. Lo scenario proposto assomiglia a quello di una caserma. Molto dipenderà anche dalla nuova organizzazione didattica che dovrà sciogliere diversi dubbi.

Rientro a scuola a settembre e le ipotesi

Rientro a scuola a settembre è un’ipotesi che inizia ad avere una sua fisionomia. Le altre due opzioni (ritorno alla completa normalità o conferma della Dad) sono già conosciute. Dal punto di vista organizzativo offline pongono meno problemi. Il ritorno alla massima tranquillità, riprenderebbe l’assetto organizzativo consolidato. Nella non auspicabile ipotesi di una conferma della Dad, qualora fosse possibile (futuro con tante incognite), sarà da elaborare  un protocollo sul versante online.
Da inventare, invece il rientro a scuola, sapendo di dover convivere con il virus. In questi giorni la commissione di esperti nominata dalla Ministra L. Azzolina ha iniziato a delineare lo scenario.

La bozza del Ministero dell’Istruzione

Il Mi ha proposto ai Dirigenti Scolastici e ai sindacati (gli insegnanti sempre dimenticati) una prima bozza. Si legge come riportato da tecnicadellascuola.it: ” a partire dai cicli dell’infanzia e delle elementari fino alle medie e ai licei. Il documento, “prime tracce”, da integrare, prevede la possibilità della misurazione della febbre, su base volontaria, per gli studenti. Le mascherine sono raccomandate per tutti gli esterni, quindi si suggeriscono percorsi differenziati nei corridoi e ingressi delle classi distanziati. Ogni dirigente potrà individuare un’uscita diversa dall’entrata. Saranno limitati gli accessi dei genitori alla scuola e vietati gli assembramenti “in prossimità dei cancelli e delle entrate degli edifici scolastici. La responsabilità della sicurezza è in capo ai presidi… Sarà vietato l’ingresso a scuola per chi ha più di 37,5 gradi di temperatura e dovrà abbandonare l’ambiente chi ha sintomi di influenza. La temperatura degli studenti potrà essere misurata laddove “vi sia una percezione di uno stato di malessere seppure non dichiarato dalla famiglia”. Al personale scolastico, prima dell’ingresso, potrà essere effettuato il controllo della temperatura corporea, “attraverso dispositivi attualmente disponibili sul mercato”.L’obbligo delle mascherine in classe e nei corridoi sarà previsto per tutti gli adulti che entrano negli edifici scolastici. Per gli studenti non c’è ancora un’indicazione. Agli esterni saranno riservati bagni diversi da quelli di docenti e studenti. Il ministero, sollecitato dai sindacati, ha ipotizzato uscite distanziate di un quarto d’ora delle classi, ma gli stessi sindacati ritengono irrealizzabile l’indicazione: bloccherebbe gli istituti. La controproposta sarà quella di una scelta affidata ai singoli istituti. Anche le scuole, è una certezza, diventeranno un luogo dove ci si muoverà facendo la coda.

Alcune considerazioni

Se tutti questi obblighi e limitazioni riceveranno una conferma, si prospetta un nuovo anno scolastico molto complicato. In buona parte  dipenderà dalla soluzione organizzativa adottata: didattica contemporanea mista come ipotizzata dalla Ministra (sembra limitata alle scuole superiori) o didattica mista asincrona (un gruppo lavora un giorno in classe e l’altro a distanza, ma in modo indipendente).
Purtroppo permane il silenzio sul destino di molti docenti prossimi ai 60. Sarà un nodo da sciogliere, tenendo presente che secondo l’Istituto di Superiore di Sanità, la letalità tra i 60 e i 69 anni  sfiora il 10% – per l’esattezza è del 9,9% – contro il 2,6% di chi ha tra le 50 e le 59 primavere.
Sicuramente  lo scenario prospettato aumenterà le responsabilità del personale scolastico (Culpa in organizzando per i D.S. e vigilando per gli insegnanti). Da qui la domanda: la scuola sarà aperta formalmente, ottemperando al diritto allo studio formale (art. 34 Costituzione), ma  riuscirà anche a proporre la formazione, perseguendo il profilo sostanziale (art. 2 e 3 Costituzione).
L’impressione è che il sistema scuola sarà fortemente condizionato dalla paura che costringerà i suoi operatori più fare i vigilantes che gli insegnanti.

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Rientro a scuola a settembre, si riuscirà anche ad insegnare? ultima modifica: 2020-05-09T04:47:39+02:00 da Gilda Venezia
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