Rientro a scuola, “rischio zero non esiste”, quindi…

dal blog di Gianfranco Scialpi, 6.9.2020.

Rientro a scuola, preoccupa la dichiarazione di Conte, supportata da una stima. Insegnanti e genitori sono molto preoccupati.

Gilda Venezia

Rientro a scuola, la preoccupante previsione di Conte

Rientro a scuola, impossibile il contagio zero. Ad affermarlo è lo stesso Presidente del Consiglio G. Conte. “Un ruolo fondamentale in questa fase  di riapertura delle scuole,  lo avranno le Asl territoriali. Ora peraltro viene ripristinato il medico scolastico per gestire dei casi che naturalmente possono diventare sanitari. In quel caso si attiveranno procedure di didattica a distanza, ma dobbiamo dire alle famiglie che il rischio zero non esiste.Su 8 milioni di studenti – ha detto, da canto suo, Conte – avremo problemi su 50 mila casi, significa che è fallimentare l’anno scolastico? È un grande sforzo collettivo, non c’è solo la Azzolina, ci sono i ministri, i sindaci, gli amministratori. Non posso chiedere a Azzolina di trovare un’aula nel comune tal dei tali”

Stima al ribasso. Il problema degli over 55

Questa volta il contagio zero è accompagnato da una stima. Probabilmente al ribasso.
E’ risaputo che i docenti over 55 rappresentano il 40% dell’organico. Inizialmente l’INAIL li aveva messi tra le categorie a rischio per via della sola età. Ora una circolare del Ministro del lavoro e della Salute  (4 settembre 2020) ha fatto salire l’asticella. Non è sufficiente il dato anagrafico per essere inserito tra le persone fragili. “La maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità»(ovvero alla coesistenza di più patologie) che possono integrare una condizione di maggiore rischio”.
L’aggiornamento preoccupa molti docenti. Quanti saranno quelli che resteranno ad insegnare? Ponendo che la metà di questi (160.000) confermeranno anche obtorto collo l’intenzione di insegnare, Il valore numerico di soggetti potenzialmente esposti  rimane molto al di sopra della stima che comprende anche gli studenti. Sicuramente questi docenti saranno più preoccupati di far rispettare le regole che a insegnare.

Le famiglie sono molto preoccupate

Non meraviglia che “Nel quadro generale il 70% dei genitori dichiara di avere preoccupazioni relative al rientro a scuola: la principale è data dall’incertezza sulle modalità di ripresa (60%), seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (51%), e quindi dalle possibili variazioni di orario di entrata/uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori (37%), specialmente per i genitori di bambini di 4-6 anni (45%).
Il dato va letto in modo allargato. In estate si è verificata una maggiore separazione tra giovani e persone più mature o anziane. Con il semestre freddo il distanziamento intergenerazionale si riduce di molto, favorendo la possibilità per i ragazzi contagiati e spesso asintomatici di ammalare le persone più fragili.
Concludendo, sarà un anno all’insegna del “Io speriamo che io me la cavo” (Marcello D’Orta).

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Rientro a scuola, “rischio zero non esiste”, quindi… ultima modifica: 2020-09-07T05:28:02+02:00 da Gilda Venezia
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