Ritorno a scuola, il governo ora pensa al 7 gennaio: la data nel nuovo Dpcm

di Alessandro Giuliani,  La Tecnica della scuola, 28.11.2020.

 [IL PUNTO]

Gilda Venezia

Sembra non avere portato buon frutti l’impegno espresso dal Movimento 5 Stelle e di Italia Viva di riaprire la scuola in presenza ovunque il prossimo 9 dicembre: secondo le agenzie di stampa di sabato 28 novembre, l’orientamento prevalente nel governo sembrerebbe infatti quello di far tornare gli studenti delle superiori, solo dopo la Befana, quindi giovedì 7 gennaio. Solo per le gli allievi della seconda e terza media, invece, si profilerebbe un ritorno in classe nel corso della seconda decade di dicembre.

La disposizione a breve

Il provvedimento potrebbe giungere a breve: dovrebbe essere contenuto nel nuovo Dpcm contenente le misure anti contagio da Covid che gli italiani adotteranno dal 4 dicembre in poi.

La nuova tendenza, che per gli studenti che per raggiungere le scuole con i mezzi di trasporto pubblico sposa la tesi della grande maggioranza delle regioni, è emersa nel corso del vertice di venerdì notte alla presenza del premier Giuseppe Conte e dei capi delegazione.

Bonaccini: lo vogliono quasi tutte le regioni

Lo stesso governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, tra i favorevoli al ritorno in classe il 9 dicembre, sembra essersi ricreduto.

“Penso che si aprirà ai primi di gennaio perché la quasi totalità delle regioni preferisce così. La cosa che a me interessa non è qualche settimana in più o in meno, a me interessa che al più presto i nostri ragazzi, gli studenti, tornino a scuola”, ha concluso Bonaccini intervenendo al Tgr regionale.

L’orientamento è chiaro

Sia ben chiaro: come già scritto dalla Tecnica della Scuola, premier e capi-delegazione della maggioranza non hanno preso una decisione. “La discussione sulla scuola è ancora aperta”, hanno spiegato dal governo. Ma la tendenza appare chiara.

“Fonti dei diversi partiti di maggioranza confermano che i ragazzi delle superiori dovrebbero tornare in classe solo all’inizio del nuovo anno, mentre a dicembre proseguirebbe per loro la didattica a distanza anche nelle zone gialle”.

La parola d’ordine è “cautela”. Perchè, spiega un altro parlamentare della maggioranza, “la curva si è raffreddata e nei prossimi giorni si andrà sotto l’1, per metà dicembre è probabile che tutta Italia sia gialla. Ma non possiamo riaprire a Natale e Capodanno con il rischio di dover richiudere di nuovo a febbraio a causa di una terza ondata”

Morale: per gli studenti delle superiori si continuerà con la DaD fino alle vacanze di Natale.

Solo per gli allievi dei gradi inferiori (ma non nelle zone più a rischio) si pensa ad un ritorno in presenza anticipato.

Il ragionamento del governo

“Aprire a dicembre – è il ragionamento che sta prevalendo nella maggioranza di governo – vorrebbe dire portare i ragazzi in classe una o due settimane al massimo prima di richiudere a Natale: meglio fissare fin d’ora l’orizzonte di gennaio”.

Una tesi, quella di far tornare due milioni e mezzo di studenti solo per una decina di giorni, che sempre dalla Tecnica della Scuola era stato messa bene in evidenza, anche in diretta video.

 

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Ritorno a scuola, il governo ora pensa al 7 gennaio: la data nel nuovo Dpcm ultima modifica: 2020-11-29T04:39:54+01:00 da Gilda Venezia
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