Scuola, associazioni delle scienze contro Bussetti: “Sull’arruolamento si torna indietro di 30 anni”

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di Corrado Zunino, la Repubblica, 3.12.2018 

– Appello al ministro e al governo da parte dei formatori di matematici, fisici, geografi e linguisti per fermare la soppressione dei tirocini post-laurea per gli aspiranti docenti: “Insegnare non si impara sul campo senza un metodo, faremmo lo stesso con i chirurghi?”

ROMA – Fermati, ministro: “Stiamo regredendo di trent’anni”. I presidenti delle associazioni disciplinari italiane, esprimendo “una grande e condivisa preoccupazione”, chiedono a Marco Bussetti di fermare la riforma dell’arruolamento dei docenti della scuola italiana, ovvero il disegno di legge inserito nella manovra di Bilancio che prevede l’accesso ai concorsi direttamente dalla laurea, senza passare più da fasi di tirocinio post-universitario o intrascolastico. I presidenti di nove associazioni disciplinari (Matematica e Fisica, Chimica e Scienze naturali, Area tecnologica, Geografia, Storia del’Arte, quindi Lingua e nuova didattica e Formatori di Matematica della Toscana) scrivono al ministro Bussetti, al premier Giuseppe Conte e alle commissioni Bilancio e Istruzione di Camera e Senato: “Si prospetta un notevole arretramento del sistema educativo del nostro Paese, già affetto da un tasso di dispersione scolastica tra i più alti d’Europa, nonché uno svilimento della professione di docente della scuola secondaria, messo in cattedra in qualità di generico esperto disciplinare e non, come necessario per la propria credibilità e quella dell’intero sistema, uno specifico professionista al pari degli altri: dei propri colleghi di scuola primaria e di coloro che esercitano professioni di alto livello di responsabilità come medici, ingegneri, avvocati”.

Il punto della questione è che per svecchiare la classe docente italiana, sostituire nel prossimo biennio la moltitudine di insegnanti destinati alla pensione con quota 100 e risparmiare qualche risorsa togliendo il Fit per precari non abilitati, il ministero ha tolto dal percorso di un docente l’insegnamento a insegnare: “È impensabile che, dopo aver sancito nel 1990 la necessità di una specializzazione post-laurea per l’insegnamento secondario – si legge nell’appello – nella scuola di oggi, molto più complessa rispetto al passato, gli insegnanti della secondaria siano spinti a esercitare la loro fondamentale funzione educativa senza possedere gli strumenti necessari per sapere cosa e come insegnare nelle varie fasce di età”.

Per l’appello, la riforma Bussetti diventa una controriforma “e comunque un cambiamento in peggio”. Ancora: “La locuzione ‘imparare sul campo’, senza un quadro teorico di riferimento che faccia da bussola del proprio agire professionale e senza un metodo di ricerca ben impostato fin dall’inizio della carriera, è quotidianamente smentita dai fatti, oltreché obsoleta, e inconsistente sul piano scientifico e culturale. Non si accetterebbe mai che venissero eliminati i corsi di specializzazione in Medicina per far imparare sul campo della nostra vita i futuri chirurghi, né le ore di volo dei piloti sotto la guida di esperti verrebbero cancellate per imparare sul campo come si guida un aereo con passeggeri. Nessuna comunità civile può accettare che il campo di prova siano i nostri studenti”. Citando Leonardo da Vinci, l’appello ricorda: “Quelli che s’innamorano di pratica senza scienza son come il nocchiere che entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada”.

Dicono i presidenti, è necessaria piuttosto “una formazione continua, in particolare per chi della formazione ha fatto la propria scelta di vita”. Un esempio virtuoso esiste: i corsi di Scienze della formazione primaria, iniziati in contemporanea con le Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (le Siss), nate nel 1999 e trasformate nel 2010 “secondo un modello ormai consolidato e collaudato, basato sull’integrazione tra teoria e pratica riflessiva”.

L’associazione Mathesis (Scienze matematiche e fisiche) firmando l’appello chiede: “Questioni così importanti per la scuola non devono essere frutto di estemporanee percezioni di pochi”. Gli ultimi coinvolgimenti delle associazioni sull’istruzione risalgono alla Commissione De Mauro del 2001 e, quindi, alla Conferenza nazionale sugli apprendimenti di base del febbraio 2005, convocata dalla ministra Letizia Moratti.

Non è la prima opposizione al “concorso diretto” previsto dal ministro Bussetti. Emma Villani, punto di riferimento proprio del Coordinamento nazionale delle Scienze della formazione primaria, sull’argomento ha detto: “La fine delle specializzazioni post-laurea per l’insegnamento alle medie e alle superiori va in parallelo con il concorso non selettivo per assumere le diplomate magistrali per l’infanzia e la primaria che, di fatto, fa fuori noi, giovani, laureate e pluriformate”.

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Scuola, associazioni delle scienze contro Bussetti: “Sull’arruolamento si torna indietro di 30 anni” ultima modifica: 2018-12-04T05:31:25+00:00 da Gilda Venezia

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