Scuola d’estate? NO, grazie

Gilda Venezia

di Giorgia Loi, La nostra scuola, 27.6.2022.

Il potere dei Collegi docenti: tante ragioni per bocciare il Piano Estate.

Gilda Venezia

Con la fine delle lezioni ricompare lo spettro “bianchiano” della “Scuola d’estate”, una sorta di programma finanziato con fondi europei per tenere le scuole aperte d’estate, fortemente voluto dal ministro Bianchi come ricetta miracolosa (a suo dire) per contrastare la dispersione scolastica acuita dalla pandemia. In pratica le scuole dovrebbero stringere accordi e patti di comunità con enti e associazioni private del territorio per avviare progetti a carattere ludico e ricreativo, rivolti agli studenti e con la partecipazione volontaria degli insegnanti, con buona pace di tutti i detrattori del tempo-vacanza del docente-privilegiato.

In condizioni normali le scuole sono chiuse a luglio e agosto e gli studenti se ne vanno al mare, in colonia, o partono per viaggi-studio, o semplicemente frequentano oratori, centri di aggregazione o la cricca di quartiere con la spensieratezza che l’impegno dello studio durante i mesi invernali non consente. Ma questo ministro, ancora una volta in modo completamente avulso dai bisogni reali, pensa che tenerli a scuola anche in estate potrà sopperire in qualche modo alle carenze affettive e didattiche della devastazione pandemica.

Peccato che la scuola non sia un parcheggio né un centro di aggregazione ludico-ricreativa, dunque il Piano Estate caldeggiato da Bianchi rientra ancora una volta in una visione della scuola confusa e inappropriata che deraglia dal mandato costituzionale. Il lavoro indefesso che studenti e insegnanti hanno svolto durante i lunghi mesi invernali, incrementato in questi ultimi due anni dallo stress psico-fisico della pandemia, chiede necessariamente una pausa fisiologica, che dovrebbe essere usata da politici e amministratori per intervenire sulle annose criticità strutturali e sostanziali della scuola, e da studenti e docenti per rigenerare forze ed entusiasmo auspicando un nuovo e migliore inizio.
Oltretutto al Ministero pare ignorino i problemi strutturali dei nostri edifici scolastici, per cui ci ritroveremmo a lavorare in aule a 40ºC, prive di condizionatori e di impianti a ventilazione meccanica, magari bardati di tutto punto da mascherine ffp2, talvolta con finestre e tapparelle bloccate, incapaci di schermare i raggi del sole. Visto che il ministro insiste ultimamente sulla questione della denatalità che comprimerá nei prossimi anni di un milione e mezzo il numero di studenti, se l’idea è sterminarci secondo una sorta di principio malthusiano, allora la strada imboccata da questo esecutivo potrebbe essere quella giusta.

Questa concezione della scuola pubblica factotum è molto pericolosa e non fa altro che rafforzare il concetto oggi imperante di scuola-progettificio, aperta all’ingresso e agli interessi dei privati, e orientata da una vera e propria operazione di marketing in cui, a dir la verità, gli studenti sono semplicemente l’ultimo anello della catena, ed anzi strumentalizzati da logiche di tipo aziendale ed economico.

Saranno i singoli collegi a deliberare in questi giorni se adottare o meno il Piano Estate, quindi abbiamo una grande responsabilità, ossia respingere al mittente l’ennesimo non sense e chiedere, invece, a gran voce tutte quelle cose di cui la scuola ha davvero bisogno, affinché le risorse a disposizione siano onestamente impiegate: diminuzione del numero di alunni per classe, interventi strutturali, impianti di ventilazione meccanica in ogni aula del paese, riduzione della burocrazia, seria stabilizzazione dei precari e aumento dell’organico, potenziamento di tutte le attività di alfabetizzazione essenziale, e infine, ma non certo per importanza, un rinnovo contrattuale che colmi lo spaventoso e indegno gap che esiste con l’inflazione.

Non va, poi, trascurato il rischio che un eventuale successo del Piano Estate potrebbe costituire un pericoloso precedente per trasformare gradualmente un’attività volontaria dei docenti in impiego dovuto senza ulteriori compensi aggiuntivi.
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Scuola d’estate? NO, grazie ultima modifica: 2022-06-28T06:23:18+02:00 da
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