Scuola, Draghi e le regole imposte dal Covid-19. La soluzione

Gilda Veneziadal blog di Gianfranco Scialpi, 5.3.202.

Scuola e Draghi, occorre imporre le nostre regole al virus.
Diversamente lo dovremo rincorrere per tanto tempo.

Gilda Venezia

Scuola, Draghi aveva preso un impegno. Purtroppo è stato sconfessato dal virus che continua a dettare le regole. Occorre cambiare strategia.

Scuola, Draghi e la sua affermazione al Senato

Scuola, Draghi aveva preso un solenne impegno di un ritorno della scuola in presenza. Davanti ai Senatori della Repubblica aveva dichiarato: “la didattica a distanza crea disagi ed evidenzia disuguaglianze… Dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale e recuperare le ore di didattica in presenza perse“. Stessa intenzione aveva espresso il nuovo Ministro P. Bianchi: “Riporteremo gli alunni in classe come fatto in Emilia Romagna dopo il terremoto del 2012.”  Purtroppo l’accostamento con un terremoto non è tra i più felici, in quanto questo è circoscritto nel tempo, consentendo poi di programmare il ritorno alla normalità che ovviamente deve passare attraverso la ricostruzione. La pandemia, invece, è di natura dinamica, fatto di saliscendi e con un the end incerto.

L’errore di Draghi che necessita di un cambio di strategia

Purtroppo M. Draghi e P. Bianchi esprimono la presunzione di poter dominare la realtà. Questo approccio definito  moderno è nato con l’illuminismo  radicalizzato poi con l’idealismo che ha preteso di modellare la realtà, dandogli un senso. Il padre nobile di questo filone di pensiero è stato però R. Descartes che con il suo Cogito ha aperto la prateria dell’essere come un prodotto dell” Io pensante.
Con l’avvento del postmoderno questa centralità del soggetto ha mostrato tutta la sua criticità. La realtà cammina con le sue gambe. Non ha una razionalità, almeno quella umana.
Ora l’entrata a gamba tesa del Covid-19 nella nostra esistenza sta rivelando tutta la precarietà dell’uomo. Attraverso il virus la natura sfugge, non si fa imbrigliare dall’essere umano. Sembra farsi un baffo dell’uomo. Finora risulta il vincitore in molte parti della Terra.
A questo aggiungo una criticità non secondaria sottesa alle dichiarazioni di M. Draghi e P. Bianchi. Nessun impegno potrà realizzarsi in tempi rapidi, finché lasceremo al virus la possibilità di dettare le regole. Ad oggi tutti i DPCM, anche il primo firmato da Draghi, rincorrono il Covid-19, tentando di contenerne l’azione. Come scrivevo ieri, la strategia non ha portato alcun beneficio. La depressione, l’insicurezza e la rabbia sono aumentate con il declino inevitabile di quel poco di futuro che ancora esisteva nell’orizzonte culturale, sociale ed economico.
Per ridurre questo stato di incertezza occorre cambiare strategia: anticipare il virus (A. Crisanti), riproponendo un secondo duro lockdown totale. “Martedì, nell’ultimo vertice governativo con Brusaferro, Franco Locatelli (Consiglio superiore della Sanità)  e Agostino Miozzo (Coordinatore del Cts) è stato detto che la soluzione migliore sarebbe un lockdown generale di 3-4 settimane (Sardegna esclusa) come proposto da Guido Bertolaso e da decine di virologi e medici…“(Il Messaggero 5 marzo). Temo che non ci siano alternative. Occorre tener presente quanto ha dichiarato A. Gerli (studioso della pandemia con modelli matematici) che un’ondata, come l’attuale, una volta innescata difficilmente si arresta (Il Corriere della Sera, 5 marzo).
Quindi non ci sono alternative: Solo un lockdown generalizzato può abbassare i contagi, permettendo alla vaccinazione di avviarsi efficacemente, favorendo la ripartenza del  il motore della società e la scuola in presenza.

La colorazione dinamica delle regioni e le Ninfee

La strategia della colorazione dinamica delle Regioni non mi convince. Assomiglia all’immagine delle ninfee proposta da L. Ricolfi. Due giorni fa ho scritto: partendo dalla capacità delle ninfee di aumentare  esponenzialmente ogni giorno  e quindi di soffocare la vita animale e vegetale di uno stagno, scrive: “Il governo è perplesso. Quando inizia a vedere un pò troppe ninfee, vorrebbe ripulire lo stagno, ma per ripulirlo deve interdire la pesca (attività economiche e sociali. Mia nota) per un certo temo. I pescatori sono contrarissimi, preferiscono pescare zigzagando tra le ninfee piuttosto che stare fermi. Il governo esita, pensando: vediamo come va domattina.”

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Scuola, Draghi e le regole imposte dal Covid-19. La soluzione ultima modifica: 2021-03-06T06:26:59+01:00 da Gilda Venezia
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