Scuola e contagi, interessante la ricerca di A. Ferretti. Aumenta però…

dal blog di Gianfranco Scialpi, 9.12.2020.

Gilda Venezia

Scuola e contagi, il lavoro di A. Ferretti arriva a conclusioni diverse rispetto a quello condotto da A. Viola e E. Bucci, non confermando inoltre che le scuole non sono sicure. Risultato: aumenta la confusione!

Scuola e contagi, il lavoro di A. Ferretti (università di Torino)

Scuola e contagi. In questo momento il tema è dominato dai dati. Ognuno presenta i suoi dati, traendo delle conclusioni che purtroppo risultano discordanti. Quindi invece di rassicurare, confondono, mentalizzando ulteriormente lo stato di paura.
Interessante il lavoro di  A. Ferretti. ricercatore dell’Università di Torino e pubblicato sul suo blog. Rappresenta però una nota stonata, rispetto allo studio condotto da A. Viola e Bucci, del quale abbiamo trattato diffusamente. Entrambi i lavori risentono di un certo localismo (Piemonte, Bergamo) che ne impedisce il suo riconoscimento nazionale.  A questo aggiungo che si pone in antitesi rispetto alla posizione della Ministra L. Azzolina che continuamente ribadisce che le scuole sono sicure.
La ricerca ha ricevuto l’apprezzamento da Roberto Battiston, professore presso l’Università di Trento e  direttore dell’Agenzia Spaziale Italiana, dichiarando: “Questa analisi è la migliore a livello italiano che abbia letto fino ad ora sui dati COVID della scuola”. I dati sui quali ha lavorato lo studio sono stati forniti dalla consigliera regionale Francesca Frediani.

Qualche passaggio della ricerca di A. Ferretti

Tralascio i dettagli che lascio al lettore, riporto questi passaggi : “la percentuale di contagi tra il personale scolastico è arrivata al 280% di quella della popolazione, il che corrisponde ad un’incidenza del contagio quasi tripla…Il fatto che l’incidenza del contagio tra il personale scolastico sia sensibilmente più alta di quella generale è indice del fatto che tale personale è più esposto al contagio rispetto alla media della popolazione. Se le scuole non fossero un luogo ove avviene il contagio, ci si aspetterebbe un’incidenza simile o inferiore a quella della popolazione. Dal momento che l’unica differenza rilevante tra il personale scolastico e la popolazione generale sta nella particolare attività lavorativa, è evidente che la causa dell’incidenza più elevata sta proprio nell’attività lavorativa stessa”
Sulla presunta incidenza del trasporto pubblico si legge “Riguardo all’annosa questione del contagio nei trasporti e non a scuola: appare evidente che le grandi differenze di incidenza osservate tra il personale dei diversi gradi di istruzione non possano essere ricondotte a differenze nell’uso del trasporto pubblico. Se valesse l’ipotesi che il contagio avvenga principalmente durante il tragitto da e verso il posto di lavoro, per spiegare le differenze di incidenza tra il personale delle materne e quello delle superiori (prima dell’introduzione della DAD al 50%) dovremmo supporre che in media il personale delle materne trascorra sui mezzi pubblici quasi il triplo del tempo rispetto al personale delle superiori, il che appare ben poco verosimile. L’interpretazione più probabile dell’elevata incidenza dei casi scolastici chiama quindi in causa differenze ambientali e nei protocolli operativi tra scuole di diverso grado, che d’altra parte sono effettivamente in essere”.

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Scuola e contagi, interessante la ricerca di A. Ferretti. Aumenta però… ultima modifica: 2020-12-10T03:47:45+01:00 da Gilda Venezia
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