Scuola, in quarantena i docenti hanno l’obbligo di insegnare a distanza

di Ilaria Venturi, la Repubblica, 27.10.2020.

La circolare del Ministero all’Istruzione sulla didattica digitale. Strappo coi sindacati, non tutti firmano il contratto integrativo .

Nessuno sconto sul piano didattico deliberato a inizio d’anno: dovrà essere seguito. Si consigliano poi lezioni che non durino 60 minuti, si ricordano i 10 milioni aggiuntivi per i device e la connettività per non perdere nessuno studente, ma nemmeno i professori (computer in comodato d’uso ai precari). Infine, si danno indicazioni sul lavoro in quarantena: il docente contagiato è in malattia, ovvio. Ma se sono stati trovati suoi studenti positivi al Covid ed è in salute, solo in quarantena con sorveglianza attiva (la misura per cui un operatore sanitario si accerta delle condizioni di salute) o in isolamento fiduciario deve insegnare a distanza.

Una nota del capo dipartimento del ministero dell’Istruzione Marco Bruschi chiarisce le norme contrattuali sulla didattica a distanza, che ora si chiama didattica digitale integrata (Ddi). Era attesa da giorni, arriva nel momento in cui viale Trastevere è costretto a capitolare su tutta la scuola in “presenza” a contagi in aumento. I ragazzi delle superiori tornano dietro al computer per almeno il 75% della didattica.

Dunque in tutta fretta si è corsi ai ripari, anche se il contratto collettivo nazionale integrativo non è ancora stato definito e in frantumi è andata nel frattempo l’unità sindacale: per ora lo hanno firmato Cisl e Anief. Critici Flc-Cgil, Uil, Snals e Gilda. Ma Bruschi tira dritto indicando alle scuole cosa fare “in considerazione delle sopravvenute disposizioni normative nazionali”, perché “vi è un diritto costituzionale da garantire”.

Flc-Cgil chiede un confronto con Lucia Azzolina: “La sottoscrizione del contratto dovrà per noi essere accompagnata da un forte impegno politico della ministra”. Lena Gissi, segretaria della Cisl Scuola, intanto, lo definisce “un efficace e atteso strumento di tutela del personale, oltre che un positivo contributo, in un momento di straordinaria difficoltà per la scuola e per il Paese”. Per Gilda si tratta al contrario di un “contratto che in realtà non interviene sulle questioni importanti da regolare, come i tempi, il tipo e le modalità” di lavoro dei docenti. Tra i punti critici, il ruolo di vigilanza loro assegnato nel caso in cui una classe sia presente a scuola e debba seguire la lezione del professore che è a casa. E twitta Elvira Serafini (Snals): “Torniamo alla Dad quasi nelle stesse condizioni del lockdown. Impossibile firmare questo contratto, urgente confronto con il ministro”.

Le regole per i docenti

“Nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o di isolamento domiciliare fiduciario, il lavoratore, che non si trovi comunque nella condizione di malattia certificata, svolge la propria attività in modalità agile” recita la circolare di Bruschi. Anche l’Inps, viene ricordato, “ha evidenziato che lo stato di quarantena non configura un’incapacità temporanea al lavoro per una patologia in fase acuta tale da impedire in assoluto lo svolgimento dell’attività lavorativa”. Ne deriva che, “fino all’eventuale manifestarsi dei sintomi della malattia, benché il periodo di quarantena sia equiparato al ricovero ospedaliero, il lavoratore non è da ritenersi incapace temporaneamente al lavoro ed è dunque in grado di espletare la propria attività professionale in forme diverse”.

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La quarantena con sorveglianza attiva è predisposta dalla Sanità pubblica per “monitorare l’eventuale insorgenza dei sintomi della malattia”. Il periodo è di 10 giorni dalla data individuata dal provvedimento sanitario che la dispone. “Occorre precisare – si legge nella circolare – che la condizione del personale posto in quarantena con sorveglianza attiva non è assimilabile a quella del personale effettivamente contagiato da Covid-19, il quale, a prescindere dalla gravità della sintomatologia, in nessun caso può prestare attività didattica o educativa, neanche dal proprio domicilio”.

Se l’intera classe del docente è in quarantena con sorveglianza attiva al pari del docente stesso il preside disporrà la didattica a distanza. E lo farà anche per i colleghi del docente, che non sono in quarantena, e che dovranno insegnare a quella classe collegandosi da scuola.

Ma se è solo il docente che è a casa e la classe a scuola come si fa? L’insegnante fa lezione collegato al computer, ma occorre che gli alunni in aula siano sorvegliati.

Vietato ricorrere ai bidelli per vigilare sugli alunni. Bruschi indica quattro trade: il ricorso alla compresenza, dove prevista, di un docente; l’utilizzo del cosiddetto organico potenziato, quei docenti in più assegnati alle scuole; aggregare le discipline per utilizzare insegnanti di altre materie; se mancano risorse inerne alla scuola il preside può attivare supplenze brevi. Si può ricorrere al docente di sostegno? “Esclusivamente a orario settimanale invariato e nelle classi di cui siano effettivamente contitolari, sempre che non vi siano particolari condizioni ostative, legate alla necessità di gestione esclusiva degli alunni con disabilità loro affidati”. I quali devono fare scuola in presenza.

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Scuola, in quarantena i docenti hanno l’obbligo di insegnare a distanza ultima modifica: 2020-10-27T15:07:00+01:00 da Gilda Venezia
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