dal blog di Gianfranco Scialpi, 24.3.2026.
Scuola e pedagogia. La contraddizione attuale della scienza umana bella
caratterizza la sua presenza pop nell’istituzione scolastica.
Scuola e pedagogia. La contraddizione della scienza umana bella sua versione pop
Scuola e pedagogia. Di quest’ultima esistono sostanzialmente due versioni. La prima insegnata accademicamente ha lo spessore di scienza umana con il suo profilo epistemologico, il suo lessico, le sue metafore, il suo oggetto… Soprattutto convince il suo aspetto teoretico e pratico legato al concetto che l’essere umano è pro-getto (proiettato avanti)
Purtroppo esiste anche una versione pop dove si dispensano consigli, si offrono suggerimenti. Quello che li unisce è la facile soluzione e soprattutto la loro vicinanza con un sentire comune che ha fatto del puerocentrismo senza limiti il suo punto di riferimento. Sono amplificati da siti che fiutano il ritorno economico di questi interventi. Non sempre sono condivisibili. Anzi diremmo quasi mai.
A tal proposito interessante risulta quanto si legge nella pagina FB di “Gessetti” che evidenzia il paradosso di questa pedagogia pop
Il paradosso del pedagogismo contemporaneo è tutto qui. Nella scuola primaria si teorizza l’eliminazione di ogni frustrazione, di ogni sforzo, di ogni stress: niente voti, niente esercizi ripetitivi, il corsivo meglio di no, le tabelline non a memoria, niente rimproveri che possano turbare il benessere emotivo. La scuola deve essere un luogo dove il bambino “sta bene”, dove la fatica non è mai di casa e il conflitto con il proprio limite o con la realtà continuamente addolcito, smussato o annullato. Così si cresce proteggendo gli alunni da ogni esperienza di frustrazione, perché “noi vogliamo loro tanto tanto bene e li vogliamo proteggere da quei docenti nostalgici”.
Poi arrivano le superiori. E improvvisamente si scopre una “crisi educativa senza precedenti”: ragazzi fragili, incapaci di tollerare l’errore, l’insuccesso, il divario tra ciò che desiderano e ciò che realmente riescono a fare. Ansia, rabbia, demotivazione.
La contraddizione è evidente: se negli anni in cui si acquisiscono le categorie comportamentali fondamentali si insegna che ogni frustrazione va eliminata, perché stupirsi quando i ragazzi poi non sanno più affrontarla”
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Scuola, la contraddizione della scienza umana ultima modifica: 2026-03-25T04:55:48+01:00 da

