Scuola, la supplentite è ancora tra noi: cattedre vuote, ore buttate

di Ilaria Venturi e  Corrado Zunino, la Repubblica, 3.10.2021.

Gilda Venezia

I supplenti si rifiutano, le ore buche restano anche nell’era Bianchi

I supplenti faticano ad arrivare, checché ne dica il ministro. Sì, la macchina ministeriale guidata da Patrizio Bianchi si è mossa per tempo per l’arruolamento di tarda estate, ma le nomine dei docenti precari in alcune aree del Paese non procedono e le classi restano sguarnite.

A Roma l’hanno scritto al provveditore Rocco Pinneri i presidi dell’Anp: “In città e in provincia si rappresenta la situazione ormai insostenibile per le scuole di ogni ordine e grado: nelle more dell’espletamento delle operazioni di assegnazione dei docenti dalle Graduatori per le supplenze, Gps, le convocazioni da Graduatorie di istituto vanno pressoché deserte. In questa situazione le scuole non riescono a garantire né l’orario scolastico né tanto meno le attività di insegnamento, con conseguente e legittimo dissenso da parte delle famiglie e degli studenti”. I dirigenti scolastici se la prendono anche con i media, “che raccontano di un quadro rasserenante con tutti i docenti in classe, non corrispondente però alla realtà”. Quadro che porta le famiglie a pensare che la colpa “delle disfunzionalità” sia dei dirigenti scolastici.

A Milano, dopo l’assegnazione delle supplenze erano rimasti vuoti 2.000 posti su 12.000. L’ulteriore problema, però, è che dei 10.000 insegnanti nominati, altri 2.000 hanno rifiutato. Tenendo come data venerdì scorso, restavano da fare nomine su 4.700 posti, 700 erano supplenti in deroga.

Il Nord è l’epicentro del problema. Il provveditore di Brescia,Giuseppe Bonelli, deve ancora assegnare 480 cattedre, 180 su posto comune e 300 per il sostegno: “Rispetto al 2020, però, non c’è paragone”, sottolinea. “L’anno scorso di questi tempi erano vuoti ancora 4.000 posti, per riempirli tutti abbiamo lavorato fino a Natale”.

Il segretario della Uil scola, Pino Turi, è certo che il ministero dell’Istruzione abbia già autorizzato i dirigenti scolastici ad assumere attraverso le cosiddette Messe a disposizione (Mad): basta un curriculum inviato per mail da un laureato alla segreteria scolastica e ci si candida al ruolo fino a giugno 2022. “È la riprova di una situazione di difficoltà non risolta”, dice il sindacalista, “crea altro precariato e dimostra che l’arruolamento anche quest’anno non è sotto controllo”.


L’insegnante oggi non c’è. Nonostante gli sforzi anche nell’era del ministro Patrizio Bianchi la scuola non è guarita dalla supplentite. Non funziona il sistema di reclutamento stratificato per graduatorie e, a cascata, si moltiplicano i rifiuti alle chiamate di chi è iscritto in più liste. Poi si sa, c’è anche chi considera la scuola un parcheggio, faccio domanda poi si vede… Quando non s’inceppa il meccanismo e l’algoritmo va in tilt, per esempio, sugli spezzoni di ore. Ve lo raccontiamo insieme alle vostre testimonianze di vincitori di concorso, idonei non chiamati, sorpassati da altri.

Un focus è dedicato ai docenti delle scuole medie: a partire dai dati diffusi dalla Fondazione Agnelli, dite voi come vorreste fosse cambiata la vostra scuola schiacciata tra la primaria e le superiori.

Storie di scuole e buone pratiche: la classe 3A della media Bresadola di Trento è pluripremiata nei cortometraggi, il gruppo Scuola Leonardo da Vinci di Firenze si è aggiudicato il riconoscimento per i soggiorni educativi.


Se l’algoritmo delle Gps promuove in cattedra chi ha meno punteggio

Assegnazioni e spostamenti, ingresso in ruolo e mobilità. Il ministero dell’Istruzione si affida da tempo agli algoritmi matematici per gestire le sue funzioni rispetto al personale. Spesso, tuttavia, gli algoritmi ministeriali non sembrano precisi come quello di Google. Molti ricordano ancora l’algoritmo Stefania Giannini, dal nome della ministra dell’Istruzione che gestì la mobilità dei docenti nel 2017. Allora la responsabile del Governo Renzi disse al videoforum di Repubblica: Questo modello matematico che diventa linguaggio informatico è un dato pubblico. Il piano dei 207.000 insegnanti che si sono spostati ha funzionato, solo il 2,5 per cento dei casi ha avuto problemi”. E adesso? Che la situazione si ripropone per le nomine dalle Graduatorie Gps? Che le contestazioni fioccano e svariati errori sono già palesemente emersi? Ora che tutto si regola secondo l’Ordinanza ministeriale 60 del 2020 voluta dalla ministra Lucia Azzolina? Leggiamo quello che ha scrive a “Orizzonte scuola” questa candidata rimasta al palo: “Segnalo un’anomalia nell’attribuzione da parte dell’algoritmo di un incarico, in particolare in merito all’assegnazione di uno spezzone da 13 ore a un collega che si trova in graduatoria in un posto successivo, ricoprendo io un posto migliore nella medesima classe di concorso pur avendo fatto richiesta sulla stessa scuola, ma avendo spuntato la preferenza spezzone per un massimo di 10 ore. L’Ufficio scolastico provinciale, segnalata l’anomalia, mi ha risposto che ‘l’algoritmo non spezza lo spezzone’ e che ‘predilige le preferenze espresse dai candidati alle graduatorie di merito e titoli’”.

Un’affermazione corretta, l’algoritmo non spezza lo spezzone. Tiene sì conto di merito e titoli, ma non tutti i frangenti. La “strategia matematica” ha analizzato in prima istanza la domanda presentata dalla collega in posizione migliore, quella che può vantare “maggiore merito e titoli”. La  docente, però, ha limitato le sue preferenze, optando per uno spezzone “max 10 ore”.

Il sistema non può spezzare lo spezzone esistente di 13 ore, per darne a lei 10. Questo è un dato di fatto, non può spezzare le cattedre intere per offrire pezzettini di spezzone secondo il numero desiderato da ciascuno. Tra l’altro, per spezzare uno spezzone bisognerebbe conoscere l’unità minima oraria per quella classe di concorso, in quanto i posti in organico sono costruiti sul numero di classi.

Quando nella domanda è stato inserito il campo “da 7 a 17 max” per lo spezzone, si è inteso in riferimento agli spezzoni presenti nelle disponibilità pubblicate o che si sono venuti a determinare successivamente, non a spezzoni creati ad hoc. Analizzate le preferenze della collega con maggiore punteggio e quindi in posizione migliore in graduatoria, e non avendo trovato alcuna preferenza che corrispondesse alle indicazioni proposte e sottoscritte nella sua domanda, il sistema è passato alla posizione successiva. Quindi, è vero che lo spezzone è andato a un collega in posizione inferiore, ma questo è dipeso dalle scelte effettuate nella domanda.

È lo stesso principio di cui si lamentano i docenti che non hanno flaggato il campo “cattedre orario esterne”, non ritenendolo importante ai fini dell’attribuzione di una supplenza. In questo modo hanno limitato (in alcune province anche in maniera consistente) le proprie possibilità.

Chiara Colasanti racconta, invece: “Sono a casa con 100 punti perché nell’algoritmo non sono mai state inserite le scuole da me scelte. Il ministro ha bloccato le piattaforme per le convocazioni da graduatorie di istituto. Molte scuole non possono garantire la didattica. In una scuola del centro di Roma mancano 17 insegnanti su posto comune e 8 su sostegno. Le scuole in periferia stanno messe anche peggio”.

 

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Scuola, la supplentite è ancora tra noi: cattedre vuote, ore buttate ultima modifica: 2021-10-03T17:53:32+02:00 da Gilda Venezia
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