Scuola: pensionamenti degli insegnanti. Il Ministero corre ai ripari, tavolo con l’INPS

di Gildo Padoin, Firenze Post, 9.7.2018

– ROMA. Il ministero dell’Istruzione è al lavoro per garantire un corretto avvio dell’anno scolastico, anche alla luce delle domande di pensionamento, già presentate all’inizio dell’anno, di prof e personale non docente. E visto che con la riforma Monti sono cambiate le regole, il Miur ha già avviato da tempo un tavolo con l’Inps per rafforzare la collaborazione, visto che l’iter spetta ora all’ente previdenziale e non più agli uffici scolastici regionali.
Quanto ai numeri, da Viale Trastevere si apprende che le domande di pensionamento, che arrivano come di consueto tra gennaio e febbraio, riguardano circa 25 mila insegnanti, docenti di sostegno compresi. Lo scorso anno le domande erano state 21 mila, quindi l”incremento è di circa 4 mila richieste, che sono ora alla verifica dell’Inps per l’approvazione, con un super lavoro dell’Istituto vista anche la novità delle regole entrare in vigore quest’anno.
Ai 25 mila docenti che chiedono la pensione, si aggiungono quasi 8 mila Ata (bidelli, assistenti tecnici, amministrativi) e circa 300 presidi.
Avendo maturato nel corso degli anni una esperienza specifica come provveditore, il ministro Marco Bussetti ha attivato subito un percorso rafforzato di collaborazione fra Miur e l’Inps, con
il tavolo di lavoro attivato a metà giugno, «proprio per facilitare lo scambio dei dati e delle informazioni tra le due istituzioni».
Tra gli obiettivi primari del tavolo c’è «quello di velocizzare il dialogo tra uffici territoriali del Miur e dell’Ente previdenziale e far parlare tra loro i rispettivi sistemi informativi, agevolando l’inserimento e il reperimento di quelle informazioni che consentono di accertare il diritto alla pensione del personale docente». In questa prima fase, l’attenzione del tavolo è rivolta principalmente a quei docenti che hanno incontrato difficoltà nella ricostruzione della
carriera e per i quali è stata registrata una non coincidenza tra il servizio prestato negli anni Settanta e Ottanta come supplenti e quello risultante dagli archivi Inps.
Bussetti ha già ringraziato il Presidente Boeri per la «disponibilità manifestata», aggiungendo che il dialogo fra Miur e Inps è fondamentale per agevolare il lavoro dei nostri uffici periferici e per lo svolgimento dell”attività istruttoria necessaria per il riconoscimento del diritto alla pensione del
personale docente. Per questo siamo intervenuti immediatamente, recependo le richieste che venivano dal territorio. Lavoreremo velocemente per affrontare al meglio le criticità e avviare una
nuova modalità di scambio dei flussi informativi che renda più efficiente l’attuale sistema».

Boeri, uomo per tutte le stagioni, collabora a tutto campo colla componente pentastellata del Governo probabilmente anche per conservare il cadreghino.
Per quanto riguarda l’avvio dell’anno scolastico, infine, a Viale Trastevere si spiega che, in attesa si capire quante domande di pensione saranno effettivamente accettate, i posti rimasti vacanti a settembre saranno coperti da supplenti con un incarico annuale, in attesa di fare l’assunzione definitiva il successivo anno scolastico.

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Scuola: pensionamenti degli insegnanti. Il Ministero corre ai ripari, tavolo con l’INPS ultima modifica: 2018-07-09T07:49:04+01:00 da Gilda Venezia
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