Scuola, sospeso senza stipendio il maestro contrario al registro elettronico

di Monia Melis,  la Repubblica, 15.4.2020

E’ il quarto provvedimento disciplinare in dieci mesi per questo insegnante di Cagliari .

Trenta giorni di sospensione, senza stipendio. Per Andrea Scano, maestro della primaria di Cagliari, è il quarto provvedimento disciplinare in dieci mesi. Il motivo è sempre lo stesso: il rifiuto di utilizzare il registro elettronico per motivi che riguardano la privacy degli alunni. A suo dire, a rischio. Soprattutto per i dati sensibili, quelli delle bimbi e della famiglie più fragili.

Questa volta, però, il provvedimento disciplinare, che riguarda comunque i mesi scolastici precedenti, interromperà l’attività di insegnamento a distanza, la cosiddetta teledidattica attivata per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19. L’atto è dell’Ufficio scolastico regionale guidato dall’ex sindacalista Cgil scuola, Peppino Loddo. Da quando non si sa perché la dirigente dell’istituto comprensivo Colombo non gli ha ancora comunicato al docente la data di inizio.

Nell’attesa per il 57enne Scano, ex consigliere comunale e militante dei Cobas – che lo sostengono – incassa, come già in precedenza, la solidarietà dei genitori dei suoi alunni. La ribellione del docente va avanti da due anni tra richiami, proteste, sit-in e provvedimenti come questo: da tre fino a trenta giorni. Appena pochi mesi fa, a inizio gennaio, aveva presentato negli uffici scolastici una memoria difensiva ancora più dettagliata: “Non esiste – insiste – una legge che ci obblighi a usare il registro elettronico, l’unico problema è che devo obbedire a un ordine”. Fa riferimento a un decreto legge del 2012, con un piano dematerializzazione, ancora inattuato. E continua: “Sui rilievi della privacy nessuno hai mai ribattuto. Nemmeno il Garante (ora in proroga, ndr) a cui è stato inoltrato un quesito sul mio caso. So che sono stati chiesti gli atti alla mia scuola, nulla di più…”. E annuncia un ricorso al giudice del lavoro, per quanto riguarda il profilo professionale.

Nel frattempo ogni mattina – da quando il 5 marzo è stata chiuso anche il suo istituto – invia messaggi alla sua classe, una quinta con ventuno alunni: “Solo di due non ho notizie”. Ovviamente non lo fa sul registro elettronico, né su altre app. “Contatto la rappresentante di classe e lei fa da tramite con il gruppo genitori – spiega -. Invio messaggi (non video) di incoraggiamento, riflessioni. Qualche attività pratica e compiti, senza aggravare il peso su famiglie e bambini in una difficile situazione”. Poi: “Visualizzo i lavori svolti via mail, mando osservazioni e suggerimenti”. Nessun report elettronico, ma neppure cartaceo. Anche perché il registro tradizionale non gli è stato consegnato a inizio anno.

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Scuola, sospeso senza stipendio il maestro contrario al registro elettronico ultima modifica: 2020-04-16T05:47:06+02:00 da Gilda Venezia
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