Scuole chiuse fino a settembre, genitori in rivolta: i disagi scaricati su di noi

di Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola, 26.4.2020

– Per le famiglie l’annuncio del premier Giuseppe Conte sulla riapertura delle scuole a settembre, illustrato in conferenza stampa il 26 aprile, comporta un impegno non indifferente. Soprattutto qualora lavorino entrambi i genitori. Certo, il Governo ha previsto delle tutele, bloccando innanzitutto i licenziamenti per altri due mesi, oltre che il rinnovo di congedi parentali straordinari e il bonus babysitter.

Certamente, però, non tutte le famiglie potranno attingervi. Anche perché le sovvenzioni prodotte sono limitate nel tempo e comportano pure riduzioni considerevoli dei compensi.

Non è solo un problema di soldi

Ma il problema non è solo economico. Antonio Affinita, Direttore Generale del Moige, il Movimento Italiano Genitori, dice di essere preoccupato “per questa fase 2”, durante la quale “con le scuole chiuse tutti i disagi verranno scaricati sui genitori”.

Le famiglie, in sostanza, lamentano la mancanza di strutture e supporti alternativi alla scuola. Secondo Affinita, “i genitori sono preoccupati dinanzi all’esigenza di essere presenti sul posto di lavoro e dall’altro la necessità di essere presenti a gestire i figli a casa”.

Per il Moige servono interventi

Inoltre, il rappresentante del Moige reputa “penalizzante il congedo straordinario circoscritto nel tempo e nelle risorse che riduce lo stipendio del 50%. Urgono interventi che non penalizzino economicamente e professionalmente i genitori”, conclude Affinita.

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Scuole chiuse fino a settembre, genitori in rivolta: i disagi scaricati su di noi ultima modifica: 2020-04-27T04:53:08+02:00 da Gilda Venezia
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