di Antonio Ciccia Messina, Italia Oggi , 5/5/2026.
Oltre 800 istituzioni scolastiche americane accusano le Big Tech di danneggiare gli studenti, chiedendo risarcimenti per i costi legati all’assistenza e all’educazione dei ragazzi dipendenti dai social media
Le scuole Usa chiedono risarcimenti alle piattaforme social. Gli istituti sostengono di essere danneggiati dalle superpotenze del web, che inducono gli studenti a un uso compulsivo dei social media e scaricano sulle scuole i costi delle conseguenze. In proposito, gli enti evidenziano che devono spendere soldi per assistere e educare i ragazzi social-dipendenti, coprire i danni causati dai cyberbulli plagiati dal web, ma, soprattutto, sono costrette a sostenere le spese per rimediare alle conseguenze dell’assuefazione digitale, tra cui la riduzione delle capacità di concentrazione e delle facoltà intellettuali e la compromissione dei risultati scolastici della intera comunità degli studenti.
È questo l’atto di accusa contro Meta, Snapchat, TikTok e Google lanciato da oltre 800 istituzioni scolastiche americane, che hanno avviato una causa multidistrettuale e cioè un raggruppamento di azioni simili, denominata «Social Media Adolescent Addiction/Personal Injury Products Liability Litigation», cui è stato assegnato il n.“4:22-md-03047-YGR”. Il ragionamento alla base dell’azione è che le Big Tech hanno consapevolmente progettato le piattaforme con insidie e trabocchetti per gli studenti, pur conoscendo i danni causati all’interesse pubblico e, quindi, impedendo alle scuole di fare bene il loro lavoro.
Le richieste delle istituzioni scolastiche: misure correttive e risarcimenti
Sono, beninteso, danni diversi e ulteriori rispetto a quelli sofferti dai singoli studenti.
In effetti, le scuole svolgono due filoni di richieste. Un primo gruppo di richieste mira a ottenere dai giudici l’imposizione di misure correttive tese a modificare il funzionamento delle piattaforme, eliminando manovre manipolatorie e inducenti dipendenza.
Il secondo gruppo di domande è di natura risarcitoria e ripristinatoria, in cui rientrano vari profili.
Le voci di danno comprendono, innanzitutto, le risorse che la scuola deve stanziare per attività di sostegno psicologico agli studenti e delle famiglie.
Ci sono, poi, richieste di indennizzo per lo sviamento della didattica: le scuole devono sviluppare nuovi piani didattici, con tutto ciò che ne consegue (materiali, costi di docenza, ecc.), per gestire i deficit di apprendimento, la riduzione della capacità di concentrazione, l’incapacità di comunicare efficacemente, il calo dei risultati degli studenti.
La gestione dei procedimenti disciplinari e dei danni materiali
Quanto alla gestione degli studenti, le scuole Usa chiedono il ristoro anche delle risorse impiegate per i procedimenti disciplinari in relazione a fatti collegati a un uso distorto dei social (ad esempio atti di cyberbullismo o le «sfide» consistenti in atti violenti contro persone o cose)
Altro filone riguarda, infine, i danni provocati dagli studenti, tra cui la copertura di spese per riparazione o sostituzione di beni materiali danneggiati da studenti indotti dalla dipendenza dai social.
La situazione in Italia e le sfide giuridiche
L’iniziativa è in astratto replicabile anche in Italia, anche se c’è un rilevante scoglio giuridico, consistente nella prevedibile grossa difficoltà nella dimostrazione del nesso di causa/effetto tra funzionamento dei social e innalzamento della spesa pubblica per un surplus di attività educativa.
Scuole Usa contro i social: chiesti risarcimenti milionari ultima modifica: 2026-05-07T08:45:33+02:00 da

