Terremoto: lo scaricabarile fra Regione e Comune sulle colpe per la scuola crollata

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di Giuseppe Alberto Falci,  Il Corriere della Sera  27.8.2016 

– L’istituto fu consegnato nel settembre 2012 dopo mesi di lavori. Ha resistito solo l’edificio aggiunto negli anni Settanta

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Un edificio degli anni 30 più volte rimaneggiato ma mai messo davvero in sicurezza. Potrebbe essere proprio l’assenza del necessario «adeguamento sismico» la ragione del crollo della scuola «Romolo Capranica» di Amatrice. È lontanissimo il 13 settembre del 2012, giorno in cui le istituzioni consegnarono la scuola dopo mesi di lavori. Quattro anni dopo, la scossa del 24 agosto ne ha sbriciolato il corpo centrale e più antico. Eppure per il sindaco Sergio Pirozzi i lavori avevano prodotto «un’opera sontuosa». Lavori di «miglioramento sismico» però, e non di «adeguamento», che è quanto probabilmente sarebbe stato necessario. Ieri la Procura di Rieti, guidata da Giuseppe Saieva, ha aperto un’indagine «per disastro colposo e omicidio colposo». E le istituzioni si rimpallano la responsabilità.

L’edificio originario

L’edificio originario risale all’inizio degli anni ‘30 ed è costituito, spiegano i tecnici, da «blocchi irregolari di pietra arenaria con l’ossatura di mattoni». Ristrutturato la prima volta nel 1945, negli anni ‘70 è stato ampliato con l’aggiunta di una parte costruita interamente in calcestruzzo armato, proprio quest’ultima è l’unica rimasta in piedi, solo lesionata. Le polemiche di queste ore si riferiscono però al 2011, quando la giunta di Amatrice chiese un finanziamento «per interventi di varia natura, non necessariamente antisismici» di 723.139,65 euro sulla base della legge regionale 12/1981. La Regione ne stanziò 614.668,70 euro. E se fu il Comune a ripartirli in una serie di lavori di carattere generale, come «la sostituzione degli infissi interni ed esterni e il rifacimento dell’impianto di riscaldamento», più una parte destinata a un intervento di tipo antisismico, limitato alla sostituzione del vecchio solaio dell’edificio centrale, d’altra parte, assicurano dal Comune, il lavoro fu collaudato e ricevette la «bollinatura» del Genio Civile regionale. Ma dagli uffici tecnici della Regione qualcuno fa notare che il tipo di lavori da fare è una scelta del Comune e che mettere in sicurezza la scuola forse avrebbe comportato un’opera di «adeguamento», come incatenare all’interno la struttura con barre metalliche.

L’ombre sulla gara d’appalto

Anche il successivo intervento, deliberato dal Comune con fondi provinciali per circa 200 mila euro, fu solo di «miglioramento»: servì per «fasciare alcuni pilastri, allargare le fondamenta e infine rafforzare le mura attraverso sistemi di tamponatura» e non nella parte antica dell’edificio. La gara fu vinta dalla Valori Scarl, consorziata dell’impresa Edilqualità srl e riconducibile all’imprenditore di Patti, Pietro Tindaro Mollica, più volte coinvolto in vicende giudiziarie senza riportare condanne. E in seguito a un’interdittiva della Prefettura di Roma le sue aziende furono reintegrate prima dal Tar, poi dal Consiglio di Stato. «Se emergeranno responsabilità, qualcuno dovrà pagare — ha detto ieri il sindaco —. Intanto io mi sono costituito parte civile. Anche il governo dovrebbe farlo».

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Terremoto: lo scaricabarile fra Regione e Comune sulle colpe per la scuola crollata ultima modifica: 2016-08-28T06:07:40+02:00 da Gilda Venezia
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