Un ping pong di troppe bugie sulle paritarie che rischiano chiusura

di Vincenzo Pascuzzi, Qui non si banna! / Te deum / Scuole private paritarie / Vaticanerie, 2.9.2020.

Gilda Venezia

Bugiardino. Un ping pong di troppe bugie sulle paritarie che rischiano chiusura da Cei, Cism, Uspi, Avvenire, LaVerità …. v.p.

FLASH – Scuola, duro colpo alle paritarie / Mini Dossier

2 settembre 2020
Ci avviamo – si spera – all’inizio di un nuovo anno scolastico, ma la scuola paritaria è rimasta ancora colpita dagli effetti devastanti dell’epidemia. «Quest’anno 4.000 chiuderanno. E allo Stato costerà 2,4 miliardi», spiega suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche dell’istruzione: «Lo Stato con noi risparmiava, ora dovrà farsi carico di 260.000 alunni in più». Non sarebbe stato decisamente meglio dare alle paritarie il sostegno di cui avevano bisogno?
Fonte: La Verità
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Paritarie: è strage

«Quest’anno 4.000 chiuderanno E allo Stato costerà 2,4 miliardi». Intervista ad Anna Monia Alfieri

Ad aprile ha creato il sito Noisiamoinvisibili.it, una sorta di Spoon River delle paritarie affossate dal Covid-19 e «dal ministro dell’Istruzione che non conosce il mondo della scuola. È una ragazza con poche competenze», così suor Anna Monia Alfieri, religiosa delle Marcelline, definisce Lucia Azzolina. Laureata in giurisprudenza e in economia, 45 anni, originaria di Nardò (Lecce), la Alfieri da anni vive a Milano dove organizza corsi in alta formazione alla Cattolica. In audizione alla Commissione bilancio della Camera ha rappresentato le istanze di Cism e Usmi, le Conferenze dei religiosi che gestiscono la maggior parte delle scuole pubbliche paritarie cattoliche nel Paese.

Ha promosso anche un flash mob davanti a Montecitorio e la mobilitazione Noisiamoinvisibiliaquestogoverno del maggio scorso
«Sono solo alcune delle battaglie che combattiamo da anni, nell’indifferenza politica. Dopo il “rumore costruttivo” dello sciopero virtuale delle paritarie, qualche cosa ha cominciato a cambiare, sono stati stanziati i primi 150 milioni di euro».

Non bastano a impedire la chiusura di molti istituti
«A inizio lockdown abbiamo lanciato l’allarme, con lettere e documenti al premier Conte e al ministro Azzolina, dicendo: stiamo attenti perché le oltre 12.000 scuole paritarie, dall’infanzia alle superiori, frequentate da quasi 9oo.000 alunni, rischiano di chiudere. C’è già stata una moria, di quelle diciamo “poverelle” che hanno applicato una retta per l’infanzia di 3.50o euro e che negli anni si sono fortemente indebitate».

Perché sono malmesse?
«Lo Stato destina alle paritarie una media di 752 euro l’anno per alunno, tra contributo ministeriale e detrazione Irpef, mentre il costo medio per ciascuno dei 7,5 milioni di studenti che frequentano le 40.749 sedi scolastiche statali è di 6.000 euro. Le “nostre” scuole, dunque, fanno risparmiare allo Stato 6 miliardi di euro. Ma quelle in periferia, quelle piccoline, soprattutto scuole per l’infanzia e istituti superiori, non ce fanno più a reggere i costi perché non riescono a pagare le tasse e le rette non le sostengono: la capacità di spesa della famiglia si è ridotta del 5%. Insieme all’Istituto Bruno Leoni, con il quale collaboro, abbiamo calcolato che nell’anno scolastico 2020-2021 il 3o% di questi presìdi, circa 4.000 scuole paritarie, chiuderanno per non riaprire più».

Avete quantificato il danno economico per lo Stato?
«Scaricando sulla scuola statale più di 260.00o nuovi iscritti, provenienti da paritarie sparite dal sistema scolastico, il costo aggiuntivo stimato per i cittadini è pari a 2,4 miliardi di euro».

Sul sito avete censito 96 scuole che hanno già interrotto il servizio, con 3.833 studenti costretti a «migrare»
«È solo l’inizio, purtroppo, con un costo aggiuntivo di 32,5 milioni di euro per ricollocare questi quasi 4.000 ragazzi. Ed è un danno enorme per il tessuto sociale. Abbiamo considerato alcune delle realtà più emblematiche, dal Nord al Sud, dove nelle vicinanze mancano altre scuole dell’infanzia, paritarie, statali o con posti disponibili, quindi adesso le famiglie non sanno dove mandare i figli. Molte donne perderanno il lavoro. Gli istituti che non ce l’hanno fatta sono molti di più, ma per vergogna non lo dichiarano».

Le altre scuole paritarie?
«Quelle con rette annue di 5.000 o 5.500 euro in linea con i costi standard di sostenibilità, tra mille sacrifici riusciranno a sopravvivere. Le altre, da oltre 8.00o euro di retta, non hanno problemi. Quindi la politica del ministero dell’Istruzione sta facendo una discriminazione economica, danneggiando i poveri in favore dei ricchi. L’abbiamo visto anche con la didattica a distanza: non è stato garantito il diritto allo studio a 1,6 milioni di alunni privi di dispositivi tecnologici e della possibilità di connettersi alla Rete. Per non parlare dell’atteggiamento verso i disabili, 300.000 costretti all’isolamento didattico oltre che assistenziale».

Le vostre strutture risolverebbero il problema del sovraffollamento delle aule nelle scuole pubbliche statali, conseguenza delle misure anti Covid
«Da marzo lo stiamo proponendo, visto che non ci sono gli spazi necessari per la messa in sicurezza sanitaria di 7,5 milioni di studenti. Solo il 26 giugno il ministro Azzolina, in diretta con il premier Conte, ha detto con nonchalance che per il 15% degli alunni non c’è posto nella scuola statale. Quindi 1.139.889 ragazzi devono essere ricollocati al di fuori degli istituti scolastici».

L’idea era quella di riadattare 3.000 edifici
«Una follia, invece di pensare a una collaborazione con le paritarie. Al ministro servono io miliardi di euro non si capisce da dove possano saltare fuori visto che agiamo con scostamento di bilancio per realizzare quanto promette. Una cifra stratosferica che comunque lascia a casa studenti e non fa assumere insegnanti».

Che cosa doveva fare il Miur?
«Quello che si è messo a punto in Europa: patti educativi tra scuola statale e scuola paritaria. Serviva un censimento del fabbisogno di aule, di studenti e insegnanti, quindi in base alla disponibilità delle paritarie affittare le aule che servono così da permettere a tutti i ragazzi di tornare a scuola tra due settimane. Il Covid è stato una disgrazia ma il governo non ha dimostrato di saper gestire l’emergenza scuola».

Nel decreto Rilancio alla fine si è arrivati a 300 milioni di euro per le paritarie
«Fanno 200 euro a bambino, comunque è un inizio: la somma inizialmente prevista era pari a zero. Una decina di giorni fa, una nota ministeriale ha finalmente ricordato che la paritaria è pubblica come quella statale, perciò il ministro Azzolina deve prima di tutto avviare la detraibilità integrale del costo delle rette versate dalle famiglie in tempi di Covid-19. Non sono soldi che lo Stato deve sborsare. Poi destini al15% di allievi che non potranno accedere alle statali una quota capitaria, che abbia come tetto massimo il costo standard di sostenibilità, perché possano scegliere liberamente le paritarie che dimostrano di avere aule, spazi e docenti».

Come pensa che agirà l’Azzolina?
«Sul ministro conto poco, rifiuta tutto e non ascolta. Mi aspetto che Giuseppe Conte prenda in mano la situazione. Oggi il presidente del Consiglio può decidere di rimanere nella storia italiana come colui che ha innescato un circolo virtuoso tra pubblico e privato, garantendo il diritto all’istruzione per tutti, libero e gratuito, o gli rimarrà ascritto per sempre che per pura ideologia ha lasciato iniquo il sistema scolastico. Deve scegliere lui da che parte stare e siccome siano prossimi alle elezioni regionali, i cittadini devono aprire gli occhi».

Da La Verità, 31 agosto 2020

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Scuole paritarie: dopo la protesta, arrivano 150 milioni

di Paolo Ferrario – mercoledì 20 maggio 2020
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Raddoppiati i fondi alle paritarie, Alfieri: non basta, ecco cosa serve ancora

di Anna Monia Alfieri – 4 luglio 2020 – 16:38
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Paritarie, aiuti raddoppiati nel Decreto Rilancio: stanziati 300 milioni.

di Lorenzo Vendemiale – 4 luglio 2020
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Decreto Rilancio: raddoppiati i fondi alle scuole paritarie

luglio 6, 2020
“Nonostante ci sia ancora (purtroppo) chi non riesce a farsene una ragione, sulle paritarie – alla fine – ha prevalso il buonsenso. Il sì della commissione bilancio ha raddoppiato i fondi, che andranno ad aiutare le famiglie fiaccate dal covid che faticano a pagare le tasse e le rette. Si tratta di 300 milioni che permetteranno di aiutare 12mila realtà, 900mila famiglie, 180mila dipendenti. Per la prima volta (quasi) tutti i partiti sostengono la libertà di scelta educativa.
L’emendamento ha permesso di passare dai 65 milioni iniziali a 150 milioni di euro per arrivare all’ultimo salto a 300. Una trattativa lunga, caratterizzata però da uno stile dialogico propositivo e onesto, che ha raccolto in Commissione il favore di tutte le forze politiche.
Lo consideriamo un primo passo di grande valore civile e sociale in quanto chiarisce per sempre e a tutti che la scuola paritaria è pubblica al pari della scuola statale fondamentali entrambe al sistema scolastico italiano che si conferma un sistema plurale.”
Così commenta suor Anna Monia Alfieri il raddoppio dei fondi per le scuole paritarie inserito nei giorni scorsi nel Decreto Rilancio.
Un comunicato di soddisfazione viene da tutte le associazioni delle scuole paritarie italiane. Ne pubblichiamo il testo.

La decisione della Commissione Bilancio alla Camera sul DL Rilancio: un importante passo avanti

In Commissione Bilancio alla Camera è stato approvato l’emendamento che incrementa le risorse per i servizi educativi e le scuole paritarie, che hanno dovuto sospendere l’attività in presenza causa Covid 19.
L’emendamento è destinato ai servizi educativi e scolastici paritari per i bambini di età 0/6 anni e alle scuole paritarie primarie e secondarie e si accompagna all’estensione dell’intervento a tutti gli alunni della scuola secondaria superiore (inizialmente previsto solo per gli alunni fino a 16 anni).
La decisione del Parlamento rappresenta un passo importante nella direzione di considerare, finalmente, le scuole paritarie parti costitutive del sistema nazionale di istruzione, realtà sociali che svolgono un servizio pubblico e rappresentano una risorsa importante per tutto il Paese.
In questo anno duramente segnato dall’emergenza sanitaria per la pandemia, le scuole paritarie sono state al fianco degli alunni e delle loro famiglie, testimoniando anche in questa imprevista circostanza il valore del loro ruolo educativo.
Come associazioni di gestori e genitori delle scuole paritarie vogliamo esprimere un apprezzamento e un ringraziamento per quanti nel Governo e in Parlamento si sono impegnati per arrivare alla decisione assunta dalla Commissione Bilancio della Camera.
Che la decisione abbia coinvolto parlamentari sia di maggioranza che di minoranza è un fatto particolarmente significativo; la “Scuola” occasione di scelte condivise e non terreno di scontro politico è un precedente che indica una strada importante per il futuro.
Le Scuole paritarie stanno lavorando per preparare la ripresa in sicurezza delle attività in presenza. Sono tanti i problemi ancora sul tappeto.
Riteniamo che l’orizzonte comune, per chi deve assumere decisioni politico/amministrative sulla scuola e per chi è impegnato nel lavoro educativo, sia il bene degli alunni.
Nella diversità dei ruoli e delle sensibilità culturali, l’auspicio è che il bene degli alunni possa orientare sempre il dialogo e le scelte che ognuno deve fare.
Roma, 4 luglio 2020
Giancarlo Frare – Presidente nazionale AGeSC
Marco Masi – Presidente nazionale CdO Opere Educative
Pietro Mellano – Presidente nazionale CNOS Scuola
Marilisa Miotti – Presidente nazionale CIOFS scuola
Giovanni Sanfilippo – Delegato nazionale per le Relazioni Istituzionali FAES
Virginia Kaladich – Presidente nazionale FIDAE
Luigi Morgano – Segretario Nazionale FISM
*Con l’approvazione e il sostegno delle presidenze nazionali
della CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori)
e dell’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia) .
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Incremento fondi scuole paritarie. Non è questa la strada per sostenere i lavoratori del settore

Siamo e saremo sempre contrari a qualunque norma che violi il dettato costituzionale.
07/07/2020
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Scuola paritaria: l’unione che fa forti e quel pregiudizio che deve cadere

di Marco Tarquinio – Il Direttore risponde – 20 agosto 2020
La lettera di don Carlo Velludo
Gentile direttore,
sono parroco di quattro Parrocchie nel comune di Maser che da poco hanno ritenuto buono costituire una società, la Angeli Custodi Srl Impresa Sociale, per gestire insieme le tre scuole dell’infanzia storicamente presenti nel territorio e finora gestite dalle Parrocchie (non di rado in concorrenza tra di loro).
Con il Consiglio Pastorale siamo fieri di questo obiettivo raggiunto perché parla di collaborazione, di comunione, parla ai più piccoli delle nostre parrocchie dicendo loro che ‘insieme si può’ e che tutto questo sarò anche bello.
Tuttavia, stiamo guardando con non poca preoccupazione al prossimo 1 settembre chiedendoci se davvero la nuova scuola potrà aprire i battenti, preoccupati per l’indifferenza della ministra Azzolina e dei suoi compagni di partito M5s verso le scuole paritarie giudicate ree di «carpire finanziamenti statali».
Il 14 agosto ho letto a pagina 7 nel box ‘Cosa funziona’ il dato relativo alle assunzioni: 97.223 persone. È davvero una gran bella notizia di cui davvero gioisco, pensando a quei bambini e ragazzi che potranno godere di personale professionalmente preparato e sicuramente umanamente motivato a incontrarli per vivere con loro l’affascinante avventura della scuola.
Ma voglio sottolineare qualcosa che nell’altra parte del box ‘Cosa non funziona’ stavolta non è stato scritto, e cioè che queste assunzioni riguardano solo la scuola statale e che le scuole paritarie, se vorranno, potranno assumere altro personale solo chiedendo ulteriori soldi a chi quei soldi se li è visti prelevare con le tasse per un servizio, la scuola statale, che non usa e che vedrà nuovamente essergli chiesti sotto forma di retta aumentata, perché lo Stato non intende riconoscere il servizio pubblico che queste scuole svolgono e permette anche ai suoi parlamentari di offendere queste nostre istituzioni che, tra l’altro, fanno risparmiare alla collettività ben 6 miliardi all’anno.
Grato dell’attenzione che sempre riservate alle nostre scuole e della puntuale informazione che date, nella speranza che ‘Avvenire’ sia letto con attenzione anche nei tavoli del Ministero dell’Istruzione.
don Carlo Velludo, parroco di Maser, Coste, Crespignaga, Madonna della Salute (Tv)
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La risposta di Marco Tarquinio
Complimenti,
caro don Carlo, per questa bella iniziativa. Quanto alla sua preoccupazione e al suo auspicio, speriamo che nel Governo e in Parlamento ci siano sempre più occhi buoni per leggere, menti aperte e pronte a capire il punto dolente a cui siamo e sensibilità politiche schiodate dal pregiudizio contro la scuola paritaria non statale, promossa da privati ma parte integrante del sistema nazionale d’istruzione.
Proprio per questo, in quella stessa pagina dello scorso 14 agosto davamo conto, con un articolo ad hoc, del fatto che sono ormai 95 le paritarie che hanno dovuto annunciare a malincuore la chiusura e dunque la rinuncia a rendere il loro servizio pubblico.
Uno sciupìo propiziato dall’indifferenza dello Stato che non attua (o attua poco e male) le sue stesse leggi. E un problema per tutti.
Marco Tarquinio, direttore di Avvenire
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Importante usare giusti aggettivi anche quando si parla di scuola

di Marco Tarquinio – Il Direttore risponde – 13 agosto 2020
La lettera di Gianpaolo Borella
Gentile direttore,
nel capitolo dedicato alla scuola, al n. 309, si elencano in breve le caratteristiche della scuola cattolica, tra cui: «La sintonia con la finalità formativa della scuola pubblica», il che sembra contrapporre la scuola cattolica a quella pubblica, cosa che non dovrebbe essere, in quanto la scuola cattolica è pubblica: forse ‘statale’ anziché ‘pubblica’ sarebbe stato meglio.
Gianpaolo Borella
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La risposta di Marco Tarquinio
Sono d’accordo con lei, gentile signor Borella. Senza forse. Un lapsus calami può, però, scappare. La scuola paritaria cattolica (e no) svolge e garantisce pienamente un servizio pubblico dello stesso valore di quello proprio della scuola statale. Questo lessico all’altezza della realtà è un dovere che su queste pagine onoriamo da vent’anni, cioè dal varo della legge Berlinguer che segnò la nascita, anche formale, dell’idea di un Sistema nazionale d’istruzione.
Marco Tarquinio, direttore di Avvenire
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Scuole paritarie. Quante davvero stanno chiudendo

di Vincenzo Pascuzzi – 13 giugno 2020
Ho letto con attenzione e partecipazione l’accorata “riflessione sulle scuole paritarie” di Sr. Laura Mancinelli, pubblicata il 12 giugno sul sito di TdS.
Alcune riflessioni e puntualizzazioni possono essere utili, necessarie anche doverose.
Chi sono gli esperti?
Scrive l’autrice nella sua nota: “Il Parlamento nel Dl Rilancio sa che oggi serve 1 Mld di euro …. Questa operazione serve per scongiurare la chiusura del 30% di scuole paritarie, la migrazione di 300 mila allievi nella scuola statale con un costo per in cittadini di 2,4 Mld come dimostra lo studio scientifico pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni”.
Accantoniamo, almeno per il momento, ogni dubbio o sospetto sull’esattezza dei calcoli dell’Istituto Bruno Leoni che hanno avuto come risultato 1 mld necessario per le scuole private paritarie, che sono soprattutto (peri tre quarti) scuole dell’infanzia, e 3 mld per le scuole statali (anche se le prime sono pari al 10% delle seconde).
La questione non ancora chiarita riguarda su quali ipotesi e dati (input) ha operato l’Istituto Bruno Leoni, in sigla IBL.
Si può infatti leggere a pag. 3/6 del documento “Proposta: una scuola per tutti” pubblicato dall’IBL, in data 5 maggio 2020, a firma di Anna Monia Alfieri e Carlo Amenta, quanto segue: “In base ad alcune valutazioni di esperti del settore, almeno un terzo delle scuole paritarie del Paese potrebbe non riaprire a settembre. Il drastico peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie italiane comporterà una forte riduzione della capacità di spesa, incluse le spese per istruzione. In particolare, gli studiosi del settore stimano che circa un terzo degli studenti attualmente iscritti alle scuole paritarie non potranno proseguire e dovranno iscriversi nelle scuole statali”.
Perciò il documento IBL è privo di qualsiasi indicazione sull’identità degli esperti citati, su quali siano le valutazioni da loro effettuate e quali dati e indicazioni ne siano il fondamento. C’è anche da osservare che i dati di partenza dell’IBL (cioè 30% di scuole, 300 mila studenti, 2,4 mld) erano in circolazione già da prima del 5 maggio. E che se questi non risultassero solidi e veritieri potrebbero inficiare le indicazioni dell’IBL poi fornite, come sembra, a Parlamento, Governo, Ministeri dell’Istruzione e del Bilancio.
“Le paritarie cadono come birilli”
Subito dopo l’approvazione, il 6 giugno, in extremis del Decreto Scuola, sono ripresi rinforzati gli allarmi lanciati dalle scuole paritarie; si poteva perfino leggere “Il Decreto Scuola è legge e le paritarie cadono come birilli”; allarmi conseguenti ai richiamati dati (30% di scuole ecc.) provenienti dalle valutazioni degli esperti ancora ignoti del settore.
Passando da previsioni e allarmi ai fatti concreti e verificati, ad oggi la situazione delle paritarie appare, per fortuna, meno preoccupante.
Già il 9 giugno sull’Avvenire il rischio chiusura paritarie veniva ridimensionato da 4.000 a solo 1.000; poi il 10 giugno, ancora l’Avvenire, riportava che “La Fism della Lombardia, prima dell’emergenza Covid, aveva già ricevuto notizia che il prossimo anno altre sedici realtà non avrebbero riaperto”; ora in Lombardia le paritarie dell’infanzia sono oltre 1.300 e 16 scuole chiudende corrispondono all’uno percento; se anche questa previsione risultasse moltiplicata per cinque, estendendola a tutt’Italia, si avrebbe la chiusura di 200 scuole paritarie e non 4.000 o 1.000; una situazione certamente più gestibile.
Quasi a conferma, è di ieri 11 giugno, la notizia data da Fabio Rampelli (FdI) che da aprile scorso hanno confermato la chiusura per settembre “solo” 10 scuole paritarie.
Infine c’è da non trascurare il fatto che alcune paritarie chiuderanno per motivi diversi dalla ridotta capacità economica delle famiglie e perciò per motivi non rimediabili, quali: il calo di iscritti conseguente a denatalità, il fatto che le suore anziane devono rinunciare per motivi d’età, e il fatto che per carenza di vocazioni le stesse suore anziane non possono essere sostituite da suore novizie che non ci sono.
Vincenzo Pascuzzi
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Il bluff delle 4.000 scuole paritarie che rischiano di chiudere

di Vincenzo Pascuzzi – 17 giugno 2020
Basta soldi alle paritarie” dice il M5S, come scrive Andrea Carlino su TdS con riferimento alla polemica esplosa sulle richieste insistenti delle scuole paritarie.
La polemica in atto però può essere utile occasione per approfondire e chiarire alcuni aspetti finora lasciati in ombra o addirittura mistificati. Vediamo.
4.000 scuole paritarie rischiano di chiudere? No!
Da circa 3 mesi circolano e rimbalzano in rete, a mo’ di slogan, alcuni dati relativi alle paritarie: “la chiusura del 30% di scuole paritarie (pari a 4.000 istituti), la migrazione di 300mila allievi nella scuola statale con un costo per i cittadini di 2,4 miliardi”, o anche peggio, 5 miliardi invece di 2,4: “Lo Stato dovrà sobbarcarsi l’onere di circa cinque miliardi in più, mentre oggi, assegnando un miliardo alle scuole paritarie potrà risparmiarne quattro” (wow!).
Ricercare la fonte e la paternità di questi dati è risultata finora fatica improba, vana e inutile; al più si arriva all’Istituto Bruno Leoni (IBL) che calcola e forse giustifica la richiesta del miliardo alle paritarie: ma lo fa “in base ad alcune valutazioni di esperti del settore”; esperti ignoti, non nominati, non indicati come ammette lo stesso IBL non fornendo altre indicazioni.
Causa pandemia chiuderanno al più 200 scuole paritarie
In base a pochi dati ma da fonte affidabile si può stimare che siano a rischio chiusura al più 200 scuole paritarie e non già 4.000, cioè solo un ventesimo (il 5%).
Infatti, addirittura quasi in contemporanea alla pubblicazione in GU del DL Scuola (n. 22/8 aprile 2020), si è saputo che – in controtendenza – le suore Figlie di Nazareth riapriranno dopo decenni l’asilo a Orentano (Pisa).
L’11 giugno l’on. Fabio Rampelli (FdI) elencava in una sua nota solo dieci paritarie a rischio chiusura: “Mater Divinae Gratiae in Via Gulli a Milano, Istituto ‘M. Caterina Troiani’ a Ferentino (Frosinone), Scuola dei padri Somasca di Vercurago (Lecco), Scuola S. Teresa a Bari, Scuola Materna Paritaria ‘Duca d’Aosta’ a Sabaudia (Latina), Scuola Paritaria Istituto Sacro Cuore a Mazara (Trapani), Scuola Maria Immacolata a Montevago (Agrigento), Scuola Infanzia l’Oasi dei Piccoli Tesori di Palermo, scuola dell’infanzia ‘San Pio X’ a Benevento. La Scuola d’infanzia paritaria ‘La Manina’ di Palermo non ha aperto il centro estivo, ed è a rischio di chiusura a settembre”.
Il giornale dei vescovi, Avvenire, il 10 giugno aveva riportato “le prime quattro paritarie costrette a chiudere” in parziale sovrapposizione con l’elenco dell’on. Rampelli.
Pertanto a dieci giorni dall’approvazione del DL Scuola, risultano segnalate “solo” una dozzina di paritarie a rischio chiusura il prossimo settembre; invece se davvero le scuole paritarie a rischio fossero 4.000 avremmo dovuto averne 500 scuole in pericolo in dieci giorni (facendo una media grossolana, tanto per dare un’idea della sproporzione).
L’azione di propaganda mediatica delle paritarie per ottenere più risorse dallo Stato è stata, ed è, massiccia e martellante, ma carente, contraddittoria, approssimata, anche falsa per quanto riguarda gli argomenti, i numeri, le previsioni.
Il “fronte trasversale” vs Governo e Parlamento
Altro aspetto anomalo dell’azione delle paritarie è costituito dal tentato ricorso al c.d. “fronte trasversale” (qualcosa come un ossimoro) per racimolare una maggioranza parlamentare episodica a sostegno di emendamenti per gli ulteriori e maggiori contributi statali, del tutto indebiti se risultano vere le osservazioni sopra riportate (200 scuole a rischio e non 4.000); ai partiti dell’attuale minoranza, che ostacolano e creano difficoltà al Governo, con modalità irresponsabili rispetto alla gravità della situazione nazionale, le paritarie hanno aggregato una decina di politici della maggioranza per costituire un “fronte trasversale” con modalità surrettizie e risultati probabilmente nulli; altrimenti rischia la tenuta del Governo; e questo è il vero obbiettivo dei partiti di opposizione, che le paritarie non hanno percepito e considerato (oppure che magari condividono, chissà).
A rinforzare la pressione, si sono attivate azioni innovative quali un web-pressing/webinar svolto lunedì scorso 15 giugno e un flash-mob in programma per il 18 giugno a piazza Montecitorio; ovviamente manifestazioni tutte legittime ma incoerenti e sproporzionate per i motivi già detti (200 scuole a rischio e non 4.000).
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Scuole paritarie, decine di chiusure: un sito aggiorna il lungo elenco

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Le scuole che ci hanno lasciati

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Un ping pong di troppe bugie sulle paritarie che rischiano chiusura ultima modifica: 2020-09-03T03:34:11+02:00 da Gilda Venezia
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