Una politica impazzita maltratta il mondo della scuola

InfoDocenti.it, 31.1.2021.

Gilda Unams-Calabria.

Gilda Venezia

Politicanti privi della minima concezione di come funziona la scuola, solo per il fatto di occupare posti di potere privi anche della minima umiltà di informarsi sulle conseguenze delle loro azioni, emanano direttive costringendo ad eseguirle quanto decidono.

La specificità, la particolarità in cui opera la scuola, sembra non interessarli.

I problemi della pandemia sono sotto gli occhi di tutti. Centinaia di morti al giorno ormai da un anno non fanno testo, il continuo contagio da coronavirus che si è diffuso anche in Calabria non fanno testo. Ricevo continue segnalazioni di docenti, personale Ata, studenti, genitori risultati positivi che mi chiedono come fare, come comportarsi. La risposta che viene dalle istituzioni è: aprite le scuole. Si, sono sicure, ma non al punto tale da consentire la permanenza di 20/30 persone in una stanza non adeguatamente arieggiata per 4/5 ore con una mascherina sul volto.

Come O.S. avevamo dato la nostra opinione e suggerimenti su cosa fare.

I campi di intervento riguardavano:

  1. I trasporti (il luogo di maggiore contagio) con incremento delle corse in modo da diminuire l’affollamento, e quindi i momenti di contatto e contagio; l’intervento che è stato messo in atto, invece, passa attraverso lo scaglionamento degli orari di entrata e di uscita che crea molto caos ed ingestibilità, in quanto, molti allievi non hanno i mezzi per rientrare in tempo a casa restando in giro, ed aumentando i conseguenti momenti di contagio; organizzare un orario scolastico non è un gioco, e molto complicato, e coinvolge oltre gli spazi molti docenti che hanno il completamento dell’orario in più scuole e più comuni, lo scaglionamento comporta la dilatazione del loro orario dalle 8.30 di mattina fino alle ore 16,00 di pomeriggio. Non hanno più una vita propria. Non è colpa loro questa situazione. Perché devono essere loro a pagare dopo aver scontato la DAD e la DDI.
  2. Il numero di allievi per classe; da molto tempo si parla di classi pollaio e nulla viene fatto per ridurre il numero di allievi nelle classi. Misura importante, se è vero che la densità aumenta le possibilità di contagio; questa azione è fondamentale anche per una miglior didattica;
  3. Presidi medici, mascherine, igienizzanti, sanificazione dei locali, termo scanner, infermiere, eseguire i tamponi, questo chiedevamo si è puntato sui banchi monoposto a rotelle;
  4. Spazi dove svolgere le attività didattiche; ci sono scuole ubicate ancora in scantinati, appartamenti, magazzini, privi anche del certificato di agibilità, figuriamoci dei canoni di una scuola. Ma questo è un problema atavico della scuola italiana.

Sono stati spesi molti euro ma pochi sono andati nella giusta direzione.

Come ho già scritto, puntare sulla dirigenza trascurando chi lavora nella scuola, imporre dall’alto il modo di operare senza concretamente confrontarsi con la base, è molto dannoso.

Il momento è difficile e per questo c’è bisogno di collaborazione, di unità, non di andare a briglie sciolte interpretando gli interventi “a soggetto politico del momento”:  ne va della vita degli italiani.

Lamezia Terme, 31.01.21

Prof. Antonino Tindiglia

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Una politica impazzita maltratta il mondo della scuola ultima modifica: 2021-02-01T21:41:01+01:00 da Gilda Venezia
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