INSEGNANTI

Basta con i formatori che non insegnano a scuola

dal blog di Gianfranco Scialpi, 10.5.2025.

La maturità professionale degli insegnanti. Non sono necessari gli esperti che non frequentano l’aula.

La maturità professionale degli insegnanti. Condizione ottimale per tenere fuori dall’aula gli esperti

La maturità professionale degli insegnanti. Non necessari gli esperti che non frequentano l’aula

La maturità professionale degli insegnanti. E’ sempre stata la nostra convinzione. Essi non hanno necessariamente bisogno di guide, le quali molto spesso si presentano inesperti di aula.
L’avverbio (necessariamente) rimanda, senza inoltrarci in ragionamenti filosofici, a una  condizione inevitabile, imprescindibile. Grazie alla loro esperienza che quasi sempre è supportata da un adeguato supporto culturale e professionale possono camminare con le loro gambe.

Ovviamente la condizione non preclude apporti esterni (in un secondo, terzo momento), che però non si presentano necessari.

Questa autonomia concretizza quanto scritto da I. Kant in Cos’è l’illuminismo e citato recentemente: “L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro.
“Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza” è dunque il motto dell’illuminismo…Pigrizia e viltà sono le cause per le quali tanta parte degli esseri umani, dopo che la natura li ha da lungo tempo liberati dall’altrui guida (naturaliter maiorennes), rimangono tuttavia volentieri minorenni a vita; e per questo riesce tanto facile ad altri erigersi a loro tutori. È così comodo essere minorenni! Se ho un libro che ha intelletto per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che valuta la dieta per me, ecc., non ho certo bisogno di sforzarmi da me.
Non ho bisogno di pensare, purché sia in grado di pagare: altri si assumeranno questa fastidiosa occupazione al mio posto”

Un’apprezzabile conferma

Il suddetto ragionamento trova un’apprezzabile conferma dal professore professor Gaetano Cotena che interpellato da orizzontescuola.it così dichiara:
“Basta con la formazione ai docenti fatta da chi non è mai entrato in una classe”, esordisce Cotena. “Didattica è anche creare situazioni sociali di apprendimento che inevitabilmente sollecitano aspetti relazionali in classe, che un docente universitario non conosce perché spesso, non sempre fortunatamente, arriva da carriere universitarie in cui l’unico incontro vero con una classe è stato forse durante una ricerca, ma che certamente non gli consente di conoscere quali sono i reali problemi di un insegnante e che non gli permette di acquisire un’esperienza educativa e didattica necessaria prima di entrare in un’aula e fare formazione ad insegnanti che spesso, a loro dire, hanno molta più esperienza del formatore, soprattutto se arriva dal mondo universitario”.

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Gilda Venezia

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