Secondo il Ministero, con questa riforma «l’Italia compie un passo significativo nella ridefinizione del secondo ciclo di istruzione». Non si tratterebbe, si legge nella comunicazione, di «una semplice revisione di programmi», ma di «un ripensamento strutturale della funzione formativa del liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società».
Una delle novità riguarda l’introduzione, per ogni materia, di una sezione intitolata “Perché studiare questa disciplina?”, con l’obiettivo di spiegare il senso dell’insegnamento delle singole discipline e chiarire il loro ruolo all’interno del percorso formativo. Tra i cambiamenti principali c’è la separazione della geostoria, con il ritorno di storia e geografia come due materie autonome nel primo biennio. Il programma di storia sarà ampliato, mentre la geografia tornerà a essere una disciplina distinta, con propri libri di testo. Anche l’insegnamento della matematica sarà ripensato, con l’obiettivo di offrire agli studenti le basi dei concetti e del linguaggio dei sistemi di intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale entrerà quindi nei programmi scolastici «non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare», in attuazione di una legge sul tema del settembre 2025 e dell’Artificial Intelligence Act europeo del luglio 2024. Gli studenti impareranno a utilizzare in modo consapevole i principali strumenti informatici e multimediali, inclusi quelli che si basano su tecniche di intelligenza artificiale generativa, nello studio e nelle attività scolastiche, accompagnati dalla guida del docente.
Le nuove indicazioni propongono, in linea con quanto previsto nelle scuole di primo grado, di dedicare uno spazio all’educazione emotiva e relazionale, oltre che alla lotta contro violenze e discriminazioni, anche nei licei.
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