Astolfo sulla luna, 6.12.2020.

Astolfo quando scende dalla Luna vive tra le montagne, Astolfo va a lavorare ogni giorno in una scuola dove le aule sono vuote perché i suoi studenti, a parte quelle rare volte in cui scendono per i “laboratori”, si trovano nelle loro case in mezzo ai monti che tutto il mondo ci invidia.

Astolfo oggi è pure lui a casa, perché il prefetto ha disposto “la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado della provincia”.

Avete capito bene: in un giorno di allarme meteo, nel quale finalmente i docenti di una scuola in cui si applica letteralmente la “circolare Palumbo” potrebbero lavorare proficuamente da casa recuperando in parte il tempo perduto, essi si devono fermare. Quando, invece che connettersi da scuola, dove hardware, software e/o sovraccarico dati hanno impedito lo svolgimento di regolari lezioni, potrebbero essere nella situazione ottimale per svolgere il telelavoro, ebbene sì, in questo giorno eccezionale, quei docenti godono di una vacanza extra.

Astolfo è tentato di restare sulla Luna abbandonando Orlando al sul destino: è del tutto perduto il senno di chi ci governa? Voi direte che è appunto un caso eccezionale, ma io vi dirò, riassumendo grossolanamente il pensiero di Carl Schmitt[1], è proprio lo “stato di eccezione” che rivela l’essenza della decisione.

Dunque, perché?

Circola l’ipotesi che ci sia una sorta di “motivo sindacale”, in quanto – dove le RSU non si sono dichiaratamente opposte alla rigida applicazione della “circolare Palumbo” – verrebbe implicitamente sconfessata la loro azione, o meglio inazione, ora che la didattica a distanza  lockdown style mostrerebbe tutta la sua utilità. Però, in primo luogo non è detto che l’inazione delle RSU sia l’atteggiamento più diffuso, in secondo luogo non tutte le dirigenze della provincia hanno applicato il diktat della Direttora generale veneta[2] e si ha notizia di dirigenze “illuminate” sparse un po’ in tutta la regione, le quali, applicando coraggiosamente le “linee guida” Bruschi, hanno da tempo permesso ai docenti di utilizzare le molto più funzionali dotazioni informatiche domestiche.

Ma allora la ratio dell’ordinanza prefettizia va cercata altrove, magari considerando che una frazione minima di studenti si spostava quotidianamente sulle strade della provincia per svolgere i “laboratori” a scuola? Temo che anche in questo caso il liquor suttile e molle[3] sia andato irrimediabilmente perduto: alle prime notizie dell’allarme rosso, la decisione immediata dei dirigenti scolastici è stata proprio quella di convertire i laboratori “in presenza” in attività “a distanza”. Stato di emergenza, dicevo, richiamando il pensiero del grande e discusso giurista germanico,  e nessuno potrebbe contestare il merito di una decisione così sensata, quale quella di ricorrere alla ormai rodata didattica a distanza (ribattezzata DDI) in casi come questi.

Peccato che nel tardo pomeriggio, diramati bollettini meteorologi preoccupanti, la prefetta bellunese, consigliata dagli esperti della protezione civile provinciale, abbia preso l’eccezionale decisione. Forse nel timore che qualche dirigente scolastico non avesse avuto il tempo di annullare la didattica in presenza? Forse ammonita sullo stato di incertezza normativa che tuttora regna in materia di didattica digitale integrata? Forse raggiunta da qualche preoccupata comunicazione dall’Ufficio Scolastico?

Non ci è dato di sapere, nel marasma generale in cui si trova la scuola in questo periodo, fra ipotesi di riapertura, stime del probabile rialzo dell’indice del contagio, sfascio del sistema dei trasporti pubblici. Ecco perché, privo dell’aiuto de lo scrittor dell’oscura Apocalisse[4], vagherò senza riparo nel mare delle Tempeste.

5 dicembre 2020                                                                               Astolfo sulla Luna


[1]    Esposto in “Teologia Politica”, opera del 1922;

[2]   Tutti i docenti svolgeranno il proprio orario di cattedra a scuola;

[3]    Orlando Furioso, canto trentesimoquarto, LXXXIII ottava;

[4]    Ivi, LXXXVI ottava.


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Decisioni eccezionali ultima modifica: 2020-12-06T06:55:09+01:00 da Gilda Venezia
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