ESAMI DI STATO

Maturità 2026, cosa cambia

di Eduardo Cantone, Scuola in Forma, 15.1.2026.

Maturità 2026: voto di condotta, ammissione, crediti scolastici
e colloquio orale. Le regole aggiornate per l’esame di Stato.

Con la Maturità 2026 cambiano alcune regole chiave dell’esame di Stato, soprattutto per quanto riguarda l’ammissione e il peso del comportamento. Il voto di condotta, infatti, non è più un elemento secondario, ma incide direttamente sull’accesso all’esame, sul colloquio orale e sui crediti scolastici. Le novità arrivano dal decreto scuola e riguardano da vicino studenti, famiglie e docenti. Capire bene cosa cambia è importante per evitare brutte sorprese a fine anno.

Maturità 2026: decisivo il voto di condotta

La modifica più rilevante riguarda proprio l’ammissione alla Maturità 2026. Il voto di condotta dello studente entra a pieno titolo tra i requisiti per sostenere l’esame finale, con effetti immediati e differenziati in base al voto ottenuto. In sintesi, il nuovo impianto funziona così:

  • Condotta inferiore a 6/10: nessuna ammissione all’esame di Stato;
  • Condotta pari a 6/10: ammissione possibile, ma con un obbligo aggiuntivo al colloquio;
  • Condotta pari o superiore a 9/10: accesso ai punteggi più alti nella fascia dei crediti scolastici.

Il messaggio è chiaro: il comportamento durante l’intero percorso di studi pesa più di prima e può incidere sul risultato finale.

Condotta a 6/10: cosa cambia al colloquio orale

Chi arriva all’esame con voto di condotta pari a 6/10 dovrà affrontare una prova in più. Durante il colloquio orale è previsto un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale, da presentare e discutere davanti alla commissione. Non si tratta di una semplice formalità: l’elaborato diventa parte integrante della valutazione dell’orale e serve a verificare il grado di consapevolezza civica e il senso di responsabilità maturato dallo studente.

Crediti scolastici

La struttura dei crediti scolastici resta invariata, con un massimo di 40 punti complessivi. Cambia però il modo in cui si arriva al punteggio più alto. Un voto di condotta elevato, in particolare pari o superiore a 9/10, consente di puntare al tetto massimo previsto nella propria fascia di credito.

Commissioni, colloquio orale e voto finale: le novità

Accanto ai requisiti di ammissione, la Maturità 2026 introduce cambiamenti anche nell’organizzazione dell’esame e nello svolgimento del colloquio. Le commissioni d’esame tornano a una formula più tradizionale, ma alleggerita:

  • una commissione ogni due classi;
  • presidente esterno;
  • 2 commissari esterni;
  • 2 commissari interni per ciascuna classe, scelti tra le aree disciplinari indicate dal Ministero.

Resta garantita la presenza dei commissari delle materie della prima e della seconda prova scritta. Il colloquio orale cambia impostazione. Scompare il documento iniziale predisposto dalla commissione e l’esame si concentra sulle quattro discipline individuate dal Ministero entro il 31 gennaio di ogni anno. Durante l’orale vengono valutati:

  • conoscenze disciplinari e metodo di studio;
  • capacità di collegamento tra argomenti;
  • qualità dell’esposizione e maturità personale.

Entrano nella valutazione anche elementi trasversali come educazione civica, PCTO, competenze digitali, attività significative svolte e contenuti del Curriculum dello Studente, che viene allegato al diploma finale. Il punteggio conclusivo resta calcolato come segue:

  • fino a 40 punti per il credito scolastico;
  • fino a 60 punti per le prove d’esame:
    • 20 per la prima prova scritta,
    • 20 per la seconda prova,
    • 20 per il colloquio orale.

La commissione può attribuire fino a 3 punti aggiuntivi, motivandoli, agli studenti che raggiungono almeno 90/100. Viene inoltre chiarito un aspetto importante, cioè che l’esame è valido solo se tutte le prove vengono effettivamente svolte. Assenze ingiustificate o colloqui non sostenuti rendono nullo l’esame, evitando situazioni già viste negli anni precedenti.

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Gilda Venezia

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