Professione docente, il nuovo numero di marzo

Professione Docente, Numero 2, anno XXX, marzo 2020

– Di diritti e uguaglianza si occupa questo numero di Professione docente, presentando situazioni e analisi, in cui l’arretramento dei diritti o è già avvenuto o è sul punto di avvenire.

C’era una volta l’età dei diritti e ora sembra non esserci più. Triste doverlo affermare ma necessario doverlo puntualizzare. Il Novecento, secolo breve e tragico, aveva portato con sé non solo guerre disastrose e inauditi genocidi ma anche una notevole serie di diritti civili e soprattutto sociali.

Il cammino era iniziato con la Rivoluzione francese e la sua Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789, confluita nella Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dall’ ONU nel 1948 e da successive delibere di istituzioni di ulteriori istituzioni, compresa l’Unione europea. Da allora, l’idea di diritti universali si era via via consolidata fino ad un certo punto della nostra epoca. Più o meno, a partire dagli anni Ottanta del Novecento, il trionfo del neoliberismo, la libera concorrenza, l’istanza individuale contro quella collettiva e sociale hanno inserito la retromarcia e oggi ci troviamo a dover rimodulare e ribadire diritti e condizioni che sembravano ormai acquisiti. Tocca invece ricominciare. Dal diritto all’ istruzione, uguale per tutti, al diritto di sciopero, al diritto al pluralismo, al diritto fondamentale: l’uguaglianza dei cittadini.

Di diritti e uguaglianza si occupa questo numero di Professione docente, presentando situazioni e analisi, in cui l’arretramento dei diritti o è già avvenuto o è sul punto di avvenire.

Cominciamo dal diritto di sciopero, di cui si occupa Rino Di Meglio, nel suo articolo, Il Punto, Ombre sui dirittidopo che la Commissione di garanzia per l’attuazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici sta cercando di modificare le norme sullo sciopero nella scuolanorme che – è bene ricordare – sono già molto stringenti limitando di molto questo diritto costituzionale. Per questo, sostiene Rino Di Meglio, “Abbiamo l’obbligo di vigilare per evitare che le libertà civili ed anche quelle sindacali siano sottoposte ad un progressivo pericoloso restringimento.”

A seguire il diritto, di non essere privati delle somme già stanziate per gli stipendi dei docenti, come il Governo ha deciso – nella legge di Bilancio 2020 – stornando la somma complessiva relativa al bonus riservato ai docenti e inserendola nel fondo di istituto che è a disposizione di tutto il personale della scuola. Una decisione a cui la Gilda si sta opponendo con forza perché “sottrarre ciò che era stato già assegnato ai docenti per distribuirlo ad altri non è un atto di democrazia ma la dichiarazione che il docente è funzione residuale nel processo dell’insegnamento”. Così Gianluigi Dotti, Come il bonus diventa un malus.

Ci sono inoltre altri diritti che toccano molto da vicino la nostra funzione di docenti, alcuni sembravano acquisiti – ormai intoccabili – non solo nella nostra Costituzione ma anche nella visione globale del mondo.

Parliamo prima di tutto del diritto all’ uguaglianza a scuola, tra gli studenti, che vieta le differenze di censo, principio ormai consolidato che sta cedendo – incredibile! – in diverse scuole italiane. Ne parla Ester Trevisan, Disuguaglianze selvagge a scuola, riassumendo la tragica panoramica di scuole che dichiarano o differenze sociali tra i vari plessi e riportando anche la posizione della Gilda per cui “Gli articoli 3 e 34 della Costituzione garantiscono il principio di uguaglianza tra i cittadini senza alcuna distinzione di censo e il libero accesso alla scuola da parte di tutta la popolazione”.

Poi vi è il diritto legato all’ art. 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento, sempre più ridotto (e malridotto) da procedure e obblighi sulle tecniche di insegnamento sottratte alla libera scelta dei docenti. Ne parlano Alberto Dainese, Contro l’obbligo di griglia e Fabrizio Reberschegg, La riscossa dei dirigenti innovatori: indirizzano e guidano i docenti riottosi, con gentilezza (e con il verbo in tasca), recensione e critica di un volume appena pubblicato.   

Ci sono ancora i diritti costituzionali, di cui si è parlato in un Liceo di Bologna, Enrico Fermi, per iniziative del dirigente, ascoltando e interrogando le Sardine, i politologi, Nadia Urbinati e Paul Ginsborg, dell’associazione Libertà e Giustizia. Ne parla Fabrizio Tonello – che ha moderato il dibattito – Sardine a scuola, “perché compito della scuola è formare cittadini non solo studenti”.

Il diritto alla libertà e al pluralismo culturale, ferocemente messo in discussione in una Università dell’India, dove un gruppo di persone armate di bastoni e mascherate ha aggredito gli studenti. Ne parla Marco Morini, Il pluralismo in pericolo in tutto il mondo.

Sopra a tutto, il principio dell’uguaglianza tra gli uomini, che si presenta ormai, sempre più spesso come disuguaglianza: economica, sociale, culturale.  Ce lo dicono importanti rapporti, l’ultimo è l’OXFAM del gennaio 2020, che sottolinea con dati precisi, come le differenze economiche siano in rapidissimo aumento. Sia questo documento che l’articolo di Roberto Casati, Immagini mentali della disuguaglianza, si pongono il problema di rappresentare visivamente il concetto della differenza, nel momento in cui si fa riferimento a cifre monetarie di difficile rappresentazione mentale. Importante, sul tema “disuguaglianze” il rapporto elaborato dal Forum disuguaglianze e diversità, presieduto da Fabrizio Barca, ora pubblicato da Il Mulino, di cui si dà conto Renza Bertuzzi, Task Force contro le disuguaglianze.

Sul Ministero dell’Istruzione e sulle (insolite) dimissioni del ministro Fioramonti parla Gianluigi Dotti, Il dito e la luna, in cui rileva come questa scelta sia stata un’occasione sprecata nel discorso pubblico di interrogarsi sulla scuola e sugli investimenti mancati; Lucio D’ Abbicco ha scritto una lettera molto puntuale alla nuova ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ricevendone anche una risposta. Adolfo Scotto di LuzioIl Ministero uno e bino, ripercorre il cammino della separazione – oggi di nuovo attuata – dei Ministeri dell’Istruzione e dell’Università.

Vi sono poi approfondimenti tecnici e politici, informazione e riflessione scolastica. Antonio Antonazzo invita a non cadere nella rete del ricorso facile e facilone (e proficuo per chi lo propone) sul tema della sentenza della Cassazione in relazione al servizio pre-ruolo, poiché il tema è delicato, “lo staff dei legali della Gilda si è impegnato a orientare i colleghi verso scelte consapevoli per ridurre al minimo i rischi ed eventuali penalizzazioni presenti e future”. Attenzione alle sirene (del ricorso)Dello stesso autore, le Tabelle riassuntive dei concorsi (ordinari e straordinari).

Fabrizio Rebesrchegg, Aree disagiate e scuola a rischio: basta pagare di più gli insegnanti che vi lavorano? approfondisce il dibattito, ormai storico, sulle differenze strutturali delle scuole nelle diverse aree del Paese e sulle dubbie soluzioni che si sono avanzate.

Completa la panoramica, la puntata di Storia della scuola, Piero Morpurgo, 1940: la scuola francese nell’ abisso e la rubrica Viaggi &cultura di Massimo Quintiliani, per i 500 anni dalla morte di Raffaello, Nelle Marche ed a Urbino passeggiate e mostre per i 500 anni della scomparsa dell´artista.

Come sempre attenzione alta e costante.

Renza Bertuzzi

 

Professione docente, il nuovo numero di marzo ultima modifica: 2020-02-26T17:55:53+01:00 da Gilda Venezia
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