STIPENDIO

Scuola, tra aumenti e lavoro sommerso

di Daniela Rinaldi, Orizzonte Scuola, 14.4.2026.

“Se i docenti applicassero il contratto alla lettera i soldi salterebbero fuori”.
La proposta: verso un “boicottaggio” nazionale?

Attraverso un reel diventato virale, un prof “mascherato” con lo pseudonimo “poetasenzanomeecognome” ha preso spunto dall’annuncio che il Ministro Valditara ha fatto sugli aumenti stipendiali che si avranno a seguito della firma del nuovo CCNL 2025/27: lo scopo è quello di evidenziare la differenza tra le cifre previste con quelle che i colleghi hanno ottenuto in Alto Adige. Punto chiave del video è il modo in cui questi ultimi sono arrivati a percepire somme nettamente maggiori: rifiutandosi di svolgere attività non previste dal contratto.

Al centro della polemica c’è il confronto tra l’aumento di circa 143 € lordi (che si riducono a circa 50-70 € netti in busta paga) a fronte dei 400 € lordi ottenuti dai docenti altoatesini. Il punto focale del video non è solo la cifra, ma il metodo con cui vi si è arrivati: senza utilizzare cartelli, senza manifestazioni e scioperi, i docenti si sono attenuti solo al contratto, applicandolo alla lettera.

Così come per le gite scolastiche, non hanno dato la propria disponibilità (gratuita, come  precisa il “poetasenzanomeecognome”) né per progetti extra, né per ore aggiuntive, svolte nella maggior parte dei casi solo “per buona volontà”.

Il “lavoro sommerso” che regge la scuola

Il docente porta avanti una tesi molto chiara: a reggere la scuola italiana è la disponibilità implicita degli insegnanti. Il sistema scolastico altoatesino si è bloccato nel momento in cui i docenti hanno deciso di non regalare più il proprio tempo extra: per sbloccare la situazione la Provincia autonoma ha dovuto autorizzare un aumento reale di 400 €.

“Non è stata una gentile concessione“, ha spiegato nel reel il docente mascherato, “è stato un riconoscimento forzato: hanno capito che senza la buona volontà dei prof, la scuola si ferma“.

Il dibattito: coesione e differenze contrattuali

Il reel ha scatenato una pioggia di commenti: tutti mettono in luce la frustrazione del personale docente e individuano la mancanza di coesione e compattezza a livello nazionale come l’elemento che invece ha sbloccato la situazione in Alto Adige. “Sono riusciti a dare una prova di grande coesione, il problema per noi docenti è sempre quello: essere compatti e coesi”, ha commentato un docente. “Lavoriamo sempre troppo, senza pretendere il giusto riconoscimento per le ore extrascolastiche di un lavoro che non ci viene nemmeno riconosciuto moralmente”, ha puntualizzato un altro.

La proposta: verso un “boicottaggio” nazionale?

Tra i commenti al reel rimbalza questa domanda: “Cosa dobbiamo fare per ottenere lo stesso?“. Il poetasenzanomeecognome ha tuonato: “Bisognerebbe attuare una sorta di boicottaggio a tutti i lavori extra non sufficientemente pagati non previsti dal contratto”.

La polemica è divampata: gli insegnanti iniziano a chiedersi quanto costerebbe allo Stato se ogni docente smettesse di andare oltre il proprio dovere contrattuale e quando il “lavoro sommerso” possa finalmente emergere.

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Gilda Venezia

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