Tecnicadellascuola, 4.11.2026
Manovra 2027, tagli alla scuola: pubblicato il ddl di bilancio – il testo e le tabelle.
Anche la scuola è coinvolta nei tagli per il pubblico impiego previsti dalla Legge di Bilancio 2027: scorrendo la bozza dei 157 articoli, comunque revisionabile attraverso gli inevitabili emendamenti, si scopre che dal prossimo a.s. è prevista una riduzione del personale docente nella scuola per 4.925 posti dell’organico dell’autonomia (introdotto con la riforma della ‘Buona Scuola’ voluta dal Governo tutto Pd guidato una decina d’anni fa da Matteo Renzi). Ad essere cancellati, sempre a partire dall’anno scolastico 2027/2028, sono anche 2.049 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
I 7.000 posti che la scuola perderà, di cui quasi 5.000 docenti dell’organico di potenziamento e oltre 2.000 Ata, come indicato nel ddl di Bilancio di fine 2026 approvato dal Governo stanno facendo discutere: l’operazione dovrebbe far risparmiare allo Stato circa 252 milioni di euro l’anno a partire dal 2028.
I 7.000 posti in meno nella scuola, indicati nel ddl di Bilancio approvata dal Governo, faranno risparmiare allo Stato circa 252 milioni di euro l’anno, a partire dal 2028. Il dato sulle economie è scritto nella relazione tecnica al disegno di legge di Bilancio, che quantifica gli effetti delle riduzioni previste dall’articolo 66 per il personale docente e Ata a partire dall’anno scolastico 2027/2028: 4.925 posti in meno nell’organico dell’autonomia scolastica e 2.049 posti nelle dotazioni organiche del personale Ata, per un totale di 6.974 unità. Secondo le stime della relazione tecnica, la stretta consentirà di risparmiare 83,9 milioni di euro nel 2027 e 251,7 milioni annui dal 2028.
Inoltre, le novità introdotte in questa prima fase della Manovra 2027 prevedono che il turn over da attuare nel prossimo anno scolastico nelle amministrazioni dello Stato sarà “ridotto al 75%, per poi essere ripristinato al 100% nel 2028”: una novità, transitoria, che ancora non si comprende se riguarderà anche il comparto scolastico.
Le due disposizioni sono contenute nel capitolo della Manovra riguardante la materia di assunzioni e di trattamento del pubblico impiego.
La riduzione percentuale del ricambio è prevista anche per le Università.
Pericolo scampato, invece, per le scuole paritarie: il bonus scuola di 1.500 euro per le famiglie con Isee sotto i 30mila euro che iscrivono i figli a questo genere di istituti, introdotto lo scorso anno, verrà confermato anche per il 2027.
Lo stanziamento previsto è di 20 milioni, la stessa somma che un anno fa sempre il Governo Meloni aveva deciso di stanziare a favore delle famiglie che prendono la decisione di iscrivere i figli alle paritarie.
Hanno avuto esito, dunque, gli appelli dei giorni scorsi di Noi Moderati, il partito pro-Governo Meloni guidato da Maurizio Lupi, che aveva denunciato una possibile mancata copertura nella Legge di Bilancio di fine anno del provvedimento economico.
Ma in cosa consiste il cosiddetto bonus per le paritarie? Ricordiamo che la norma del già presente in alcune regioni, come la Lombardia, è stata introdotta e finanziata con la Legge di Bilancio 2026 – su spinta dei Noi Moderati e dell’ex ministra Mariastella Gelmini ma anche con il plaso di Forza Italia: per attuarla è stata approvata una spesa totale di 20 milioni di euro, che prevede fino a 1.500 euro da assegnare alle famiglie a basso reddito (fino a 30mila euro di Isee) che vogliono iscrivere i figli alle scuole paritarie di primo grado o al primo biennio di secondo grado.
Inoltre, il voucher potrà essere cumulabile con i contributi regionali, anche se fino a un massimo di 5mila euro.
Lo scorso anno, giunto alla quarta Legge di Bilancio consecutiva, il Governo Meloni ha prodotto il massimo sforzo per gli istituti paritari, peraltro in crisi di iscrizioni e molti dei quali a rischio chiusura, destinando a fine 2025 ben 30 milioni di euro per gli istituti d’infanzia non statali, 21 milioni specifici per quelli paritari e 37 milioni per il sostegno agli alunni con disabilità iscritti in questo genere di scuole.
E già nel 2024 i finanziamenti pubblici per tali istituti – a cui sono iscritti circa 800mila alunni, in larga prevalenza del primo ciclo – erano risultati in crescita.
In particolare, nel gennaio 2025 il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato due decreti che hanno destinato da più di 750 milioni di euro complessivi a favore delle scuole paritarie, di cui 400mila euro per il sostegno agli studenti con disabilità, con un aumento di 50 milioni di euro rispetto all’anno scolastico precedente.
Il 3 novembre una dichiarazione del vicepremier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha scatenato la polemica: il leader della Lega, partito del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e di Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, si è smarcato dicendo di non sapere nulla dei tagli.
E Valditara? A quanto pare anche il ministro sarebbe rimasto sorpreso. Da fonti del Carroccio, riferisce l’Ansa, è stato riportato che “tecnici e parlamentari della Lega sono al lavoro per individuare le risorse necessarie a evitare i tagli ipotizzati agli organici del mondo della scuola”.
Anche il primo partito di Governo, Fratelli d’Italia, si è mosso: mercoledì 4 novembre, i vertici di FdI hanno messo in agenda un incontro via della Scrofa con la Cisl, proprio per confrontarsi sulla manovra e anche sugli interventi previsti dalla Manovra di fine anno.
Mentre si stanno svolgendo riunioni interne e i vari partiti stanno prendendo una posizione in merito, come riporta Il Sole 24 Ore il testo del Ddl bilancio è stato pubblicato stamattina, 4 novembre, sul sito della Camera dei Deputati.
L’atto della Camera assegnato al ddl “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2027 e bilancio pluriennale per il triennio 2027-2029” è il 3174.
L’ufficio di presidenza della commissione Bilancio, convocato per il primo pomeriggio di oggi, definirà il calendario dei lavori per l’esame della Manovra.
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