ASSICURAZIONE

Assicurazione sanitaria integrativa scuola, chiarimenti

di Lara La Gatta e Pappalardo, La Tecnica della scuola, 14.9.2026.

Quando l’assicurazione paga direttamente la struttura e i professionisti senza dover anticipare nulla. Se mancano strutture convenzionate nella provincia ci si può rivolgere ad altre: le condizioni per ottenere il rimborso. Come estendere la copertura ai familiari e cosa prevede.

Fino al 20 settembre il personale della scuola può aderire alla polizza sanitaria integrativa.

La polizza riguarda i dirigenti scolastici, il personale docente, educativo e ATA, sia a tempo indeterminato sia, nei casi previsti, a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche prevista dal  decreto-legge n. 25 del 14 marzo 2025 e gestita da Unisalute assieme con Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione. Per il personale a tempo determinato la copertura vale per la durata dell’incarico. Sono inclusi anche i dipendenti e i dirigenti del Ministero in servizio presso gli uffici centrali e periferici e il personale utilizzato, distaccato o comandato.

Il 10 settembre ultimo scorso è partita ufficialmente la possibilità per docenti, personale ATA, dirigenti scolastici e personale del Ministero, sia a tempo indeterminato che con supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche di aderire alla polizza sanitaria integrativa gratuita

La polizza ha efficacia dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030. Le variazioni degli assicurati dovute a nuove assunzioni, pensionamenti, decessi o interruzioni del rapporto di lavoro vengono comunicate dal Ministero con cadenza mensile; gli effetti decorrono, di norma, dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione.

La copertura opera sul territorio italiano e prevede un limite di età di 71 anni, purché il dipendente sia ancora in servizio.

Come funziona la copertura

Dalla guida pubblicata dal MIM emerge un aspetto importante che conviene spiegare con molta chiarezza: non tutte le prestazioni previste dalla polizza funzionano allo stesso modo. La modalità di erogazione dipende sia dal tipo di prestazione, sia dalla struttura scelta. In particolare, occorre distinguere tra assistenza diretta, assistenza indiretta (rimborso), prestazioni a carico del SSN e, separatamente, accesso a tariffe agevolate tramite SiSalute Up.

Di seguito ci occuperemo dell’assistenza diretta.

Assistenza diretta: la modalità ordinaria nelle strutture convenzionate

Quando l’assicurato si rivolge a una struttura sanitaria convenzionata con UniSalute, e anche il medico che esegue la prestazione è convenzionato, opera l’assistenza diretta. In pratica, l’assicurato non deve anticipare l’intero costo della prestazione: è UniSalute a pagare direttamente la struttura e i professionisti, mentre resta a carico dell’assicurato soltanto l’eventuale quota prevista dalla specifica garanzia, sotto forma di scoperto, franchigia o spesa non coperta. La prestazione, però, deve essere preventivamente autorizzata da UniSalute.

Questo significa che non è sufficiente scegliere autonomamente una clinica che compare nell’elenco delle strutture convenzionate e poi presentarsi all’appuntamento. Occorre verificare anche che il professionista scelto sia convenzionato e ottenere la preventiva autorizzazione, cioè la cosiddetta presa in carico. La guida definisce infatti la presa in carico come l’autorizzazione rilasciata dalla compagnia per effettuare la prestazione presso la struttura convenzionata.

Per le prestazioni dell’area ricovero, la guida indica espressamente di contattare preventivamente il Numero Verde; per le altre prestazioni rinvia invece ai servizi UniSalute online.

Un esempio chiarisce il meccanismo. Per un grande intervento chirurgico effettuato in una struttura convenzionata, UniSalute paga direttamente struttura e medici, ma è previsto uno scoperto del 10%, con un massimo non indennizzabile di 4.000 euro per evento. Pertanto, “pagamento diretto” non significa necessariamente che la prestazione sia completamente gratuita per l’assicurato.

Cosa si intende con “un massimo non indennizzabile di 4.000 euro per evento”?

Significa che, per quella prestazione, il 10% della spesa resta a carico dell’assicurato, ma questa quota non può superare 4.000 euro per ciascun evento.

In concreto:

  • spesa di 10.000 euro: il 10% è 1.000 euro a carico dell’assicurato; UniSalute paga 9.000 euro;
  • spesa di 30.000 euro: il 10% è 3.000 euro a carico dell’assicurato; UniSalute paga 27.000 euro;
  • spesa di 50.000 euro: il 10% sarebbe 5.000 euro, ma interviene il limite massimo: l’assicurato paga 4.000 euro, non 5.000;
  • spesa di 100.000 euro: il 10% sarebbe 10.000 euro, ma la quota a carico dell’assicurato resta comunque al massimo 4.000 euro per quell’evento.

Quindi la formulazione “massimo non indennizzabile di 4.000 euro” tutela l’assicurato, perché pone un tetto allo scoperto del 10%.

In altri termini, nelle strutture convenzionate UniSalute paga direttamente le spese alla struttura e ai medici. Resta a carico dell’assicurato il 10% della spesa, ma con un tetto massimo di 4.000 euro per ciascun evento: anche quando il 10% supera tale cifra, la quota a carico dell’assicurato non può eccedere 4.000 euro.

Come funziona la copertura

La modalità di erogazione dipende sia dal tipo di prestazione, sia dalla struttura scelta. In particolare, occorre distinguere tra assistenza diretta, assistenza indiretta (rimborso), prestazioni a carico del SSN e, separatamente, accesso a tariffe agevolatetramite SiSalute Up.

Come funziona in particolare l’assistenza indiretta?

Quando si può ottenere il rimborso

L’assistenza indiretta, cioè il rimborso delle spese sostenute presso strutture private non convenzionate, è prevista solo quando nella provincia di residenza dell’assistito non siano presenti strutture sanitarie convenzionate. Inoltre, prima di rivolgersi autonomamente a una struttura privata, l’assicurato deve contattare la Centrale Operativa e ottenere conferma dell’effettiva assenza di strutture convenzionate nella propria provincia. Solo dopo tale conferma può effettuare la prestazione e successivamente richiedere il rimborso.

Quindi, in termini pratici: se nella provincia di residenza esiste una struttura convenzionata, non si può semplicemente preferire una struttura privata non convenzionata e dare per scontato che la polizza rimborsi la spesa.

La stessa regola viene espressamente ripetuta dalla guida per i ricoveri senza intervento chirurgico dovuti a grave evento morboso.

Quando l’assistenza indiretta è ammessa, l’assicurato anticipa l’intera spesa e presenta successivamente la documentazione necessaria per ottenere il rimborso, nei limiti e alle condizioni stabilite dalla singola garanzia.

Come si chiede il rimborso

La richiesta può essere effettuata online dall’Area clienti UniSalute, caricando la documentazione. In alternativa, se non si può utilizzare Internet, la documentazione può essere inviata per posta secondo le modalità indicate nella guida. Tra i documenti generalmente richiesti figurano il modulo di rimborso, la documentazione clinica prevista per il tipo di prestazione e la documentazione di spesa quietanzata.

Attraverso l’Area clienti o l’app è poi possibile controllare lo stato della pratica, sapere quanto è stato rimborsato e quanto è rimasto a proprio carico e, se necessario, integrare la documentazione mancante.

E se la prestazione viene effettuata con il Servizio sanitario nazionale?

Il Piano distingue anche l’assistenza SSN, cioè il caso in cui la prestazione sia interamente a carico del Servizio sanitario nazionale.

Particolare attenzione va posta ai ticket: per le prestazioni per le quali la guida disciplina l’assistenza indiretta viene espressamente precisato che non è previsto il rimborso dei ticket sanitari SSN.

Esiste invece una specifica indennità sostitutiva da ricovero: se l’assicurato viene ricoverato con intervento chirurgico interamente a carico del SSN e non chiede alla polizza rimborsi né per il ricovero né per altre prestazioni connesse, può ricevere 50 euro al giorno, con una franchigia di 5 giorni e fino a un massimo di 40 giorni per annualità assicurativa.

Procedura da seguire per aderire

Tutto il personale scolastico interessato a beneficiare della polizza per sé e per i propri familiari deve effettuare la registrazione entro e non oltre domenica 20 settembre 2026 in modalità on line  accedendo al portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS nell’Area Riservata, entrare nella sezione “Agevolazioni per il personale scolastico e MIM” e confermare l’adesione al piano UniSalute.

Durata dell’assicurazione

L’assicurazione sanitaria volontaria e non automatica ha una durata diversa a secondo che si tratta di personale a tempo indeterminato o di personale supplente annuale e dei relativi familiari:

  • Per i dipendenti a tempo indeterminato la polizza sarà valida per 48 mesi (dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030),
  • Per i supplenti annuali la durata seguirà la scadenza del contratto di lavoro.
  • Per i familiari ha una durata di 12 mesi a partire dal momento dell’attivazione.

Copertura dipendenti e familiari

In merito va chiarito che l’assicurazione sanitaria per il personale scolastico è completamente gratuita e garantisce coperture di un certo rilievo come grandi interventi chirurgici, gravi malattie, prevenzione e maternità, mentre per i familiari la polizza non è automaticamente gratuita, ma  garantisce l’accesso ai servizi a tariffe agevolate e scontate presso il circuito di strutture sanitarie convenzionate.

Assicurazione per i familiari

L’estensione ai familiari attivata tramite il servizio SiSalute Up, ha una durata di 12 mesi a partire dal momento dell’attivazione e prevede, sconti e prezzi ridotti rispetto ai normali listini privati, presso i centri medici convenzionati con UniSalute, per le seguenti prestazioni.

  • Visite specialistiche e alta diagnostica;
  • Cure e prevenzione odontoiatrica;
  • Fisioterapia e riabilitazione;
  • Interventi chirurgici a tariffe dedicate.

Procedura per estendere l’assicurazione ai familiari

Fermo restante che per estendere l’assicurazione ai familiari va precisato che la metodologia cambia in relazione all’età del soggetto:

  • Nel caso di familiari minorenni il lavoratore che ha aderito all’assicurazione può inserirli autonomamente attraverso l’applicazione ufficiale SiSalute Up.
  • Nel caso di familiari maggiorenni, il lavoratore che ha aderito all’assicurazione, può estendere l’assicurazione a loro, chiedendo un apposito codice di attivazione tramite la Centrale Operativa che gli consentirà di attivare il rispettivo profilo.

Una volta registrati, il familiare può usufruire delle tariffe agevolate per prenotazioni delle visite o per gli esami, selezionando una delle strutture sanitarie convenzionate.

 

La guida

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Fabio

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