Di Eduardo Cantone, Tecnicadellascuola , 12.10.2026
Bonus computer scuola: fino a 500 euro per pc e tablet, ma dipende dalla Regione. Isee, domande e documenti per medie e superiori
Tra libri, quaderni e rincari di settembre, un pc o un tablet può diventare una voce pesante per il bilancio di una famiglia. In una scuola sempre più digitale, il computer non è più un lusso. Esiste però un bonus computer a livello nazionale? No, ogni Regione ha il suo bando, con soglie Isee, importi e modalità di domanda diversi. Il contributo riguarda gli studenti di scuola media e superiore, ma le cifre cambiano molto da territorio a territorio.
L’idea nasce dall’esperienza della pandemia, quando la didattica a distanza ha mostrato che la povertà educativa passa anche dalla mancanza di strumenti. Molti ragazzi non avevano un posto tranquillo per seguire le lezioni e dovevano condividere l’unico dispositivo di casa con fratelli, sorelle o genitori in smart working. Da lì è partito l’aiuto per le famiglie con redditi più bassi. Il meccanismo somiglia a quello del bonus libri. Sono le Regioni a fissare l’Isee massimo, l’importo e il modo in cui il contributo viene dato. L’unico requisito comune a tutti i bandi è che lo studente sia iscritto alla scuola secondaria di primo o di secondo grado.
Al Nord le formule sono molto varie:
In Toscana si chiama Pacchetto Scuola ed è un incentivo unico che copre materiale didattico e tecnologia. Spetta agli studenti sotto i 24 anni di medie e superiori residenti in regione, con Isee fino a 15.800 euro. La domanda va presentata al proprio Comune. Nel Lazio il quadro è più frammentato. I contributi per pc e tablet passano dai bandi dei singoli Comuni e dalle iniziative dell’ente regionale DiSCo. La soglia dipende dalla delibera locale e in media si aggira sui 15.500 euro. Nelle Marche ci sono i Voucher per il Diritto allo Studio, con due fasce (fino a 10.632,94 e fino a 15.748,78 euro), da chiedere al Comune o all’Ambito Territoriale. In Umbria c’è il Bando Regionale per il Diritto allo Studio, con tetto Isee di 15.493,71 euro e domanda sulla piattaforma regionale.
In Campania il Voucher Scuola unisce buono libri e contributo per la didattica digitale, per circa 250 euro a studente, con Isee massimo di 15.748,78 euro e domanda sulla piattaforma del Comune. In Puglia il bando è il Voucher Libri e Digitale Scolastico. La prima fascia è fino a 10.632,94 euro di Isee, la seconda arriva a 14.000 euro, estendibili a 15.000 in base alla delibera annuale. Tutto si fa online su StudioInPuglia. In Calabria si guarda al Buono Scuola e ai fondi comunali, ma con Isee non oltre 10.632,94 euro. Lo stesso valore dà priorità anche in Basilicata e Molise, dove le graduatorie possono scorrere fino a 15.748,78 euro se restano fondi.
La Sicilia ha un caso particolare, in quanto oltre alle borse per il diritto allo studio (Isee fino a 10.632,94 euro), c’è un contributo regionale che copre fino al 70% degli interessi sui finanziamenti a rate per comprare un pc. In questo caso la soglia sale a 30.000 euro, per prestiti tra 300 e 5.000 euro, e vanno presentati i contratti d’acquisto alla scuola o al Comune. In Sardegna le borse ordinarie richiedono un Isee fino a 14.650 euro, mentre alcuni bandi sull’innovazione digitale arrivano a 20.000 euro, insieme a progetti di comodato d’uso gratuito per notebook e computer.
Le differenze tra territori sono tante, ma alcuni passaggi tornano quasi ovunque. Il documento chiave è la Dsu con l’Isee in corso di validità, perché senza un’attestazione aggiornata la domanda non può essere accolta. In molti casi serve anche il certificato di iscrizione scolastica. Dove il bonus computer funziona come rimborso, vanno conservati scontrini, fatture o contratti che dimostrano l’acquisto. Quanto alla presentazione, la maggior parte delle Regioni chiede di inviare la domanda solo online, con Spid, Cie o Cns. Altre affidano tutto agli uffici o agli sportelli digitali dei Comuni di residenza.
Scadenze e soglie cambiano con le nuove delibere, quindi conviene guardare per tempo il sito della propria Regione e del proprio Comune. Vale la pena anche provare a chiedere direttamente alla scuola, visto che in diverse zone, dall’Emilia-Romagna alla Sardegna, gli istituti mettono a disposizione pc e tablet in comodato gratuito. È una soluzione che evita del tutto la spesa iniziale e a volte è più semplice di una domanda di rimborso.
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