GILDA VENEZIA

Dalla scuola dell’autorevolezza e del merito alla scuola autoritaria?

di Fabrizio Reberschegg, 19.1.2026.

Preoccupano gli atti del Ministro Valditara che segnano un attacco diretto alla libertà della didattica e dell’autonomia scolastica. Ma il Governo e il MIM non stanno investendo nella scuola e nell’insegnamento.

Non manca giorno che vi siano interventi “politici” nei confronti della scuola e dell’attività didattica. Negli ultimi giorni spicca certamente l’intervento sguaiato del senatore Speranzon contro presunte attività ProPal organizzate dal Liceo Marco Polo di Venezia che ha spinto il Ministro Valditara addirittura al coinvolgimento di ispettori ministeriali.

La Gilda degli Insegnanti di Venezia ha espresso chiaramente la sua posizione. La Dirigente Scolastica ha opportunamente spiegato alla stampa che le iniziative sulla situazione della Palestina e di Gaza sono frutto di un percorso condiviso da studenti e Collegio dei Docenti, percorso aperto al dibattito e al dialogo segnando una precisa opposizione a qualsiasi deriva antisemita.
Non preoccupa tanto l’intervento politico di Speranzon (FDI), noto per essere interprete di comunicati spot a favore del governo e contro qualsiasi oppositore identificato come “comunista”.
Preoccupano gli atti del Ministro Valditara che segnano un attacco diretto alla libertà della didattica e dell’autonomia scolastica. Si pensi alla circolare per identificare i possibili allievi palestinesi frequentanti le scuole italiane cui non si comprende la ratio. Una schedatura per etnia che ricorda giorni bui.

Si pensi alla circolare che “invita” le istituzioni scolastiche ad  assicurare “il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione”, favorendo in ogni caso “il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico”. La circolare richiama, formalmente, valori sanciti sia dall’educazione civica che dal quadro costituzionale, assegnando alla scuola un ruolo centrale nella promozione del pluralismo educativo, nel rispetto delle diverse opinioni. Di fatto in caso di manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle scuole  bisognerebbe garantire la presenza e l’espressione di opinioni diverse in contraddittorio per evitare, come dice il buon Speranzon,  qualsiasi “indottrinamento” nei confronti degli studenti.
Seguendo gli imbarazzanti indirizzi governativi si dovrebbero forse invitare esponenti nazisti e antisemiti in occasione del Giorno della Memoria?

Crea molte perplessità l’intervento a gamba tesa del Ministero e del Governo nei confronti di alcune  regioni (tutte regioni “rosse”) che non hanno accettato di introdurre un dimensionamento scolastico finalizzato ad evitare la costruzione di istituti scolastici ipertrofici con la chiusura delle direzioni scolastiche nelle scuole “piccole” e situate nelle aree più interessate allo spopolamento.

Dopo i recenti fatti legati agli accoltellamenti tra studenti Valditara si spinge ad evocare il metal detector se richiesto dalle scuole chiedendo una “rivoluzione culturale” senza specificarne i contenuti.

Il problema è che il Governo e il MIM non stanno investendo nella scuola e nell’insegnamento.
Anzi si preme per una riduzione di un anno del percorso scolastico nella secondaria di secondo grado senza immaginare una scuola accogliente (con spazi per studenti e docenti, con mense scolastiche, ecc.), senza risolvere il problema del precariato e curvando l’offerta formativa ai bisogni della produzione e delle imprese. Nel bilancio dello Stato non ci sono incrementi negli investimenti nell’istruzione  che continuano ad essere tra i più bassi di tutta l’UE. I soldi del PNRR finiranno a giugno 2026.
E dopo? Intanto la scuola privata paritaria ha avuto un aumento sostanziale dei fondi a sua disposizione in spregio dell’art.33 della Costituzione.

Il Ministro Valditara giustamente aveva puntato su una ritrovata autorevolezza dell’insegnamento e sulla centralità del “merito”. Ci sembra che la direzione intrapresa negli ultimi tempi si discosti oggettivamente dalle promesse iniziali.

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