MOBILITA'

Mobilità 2026, domande probabilmente a marzo

La Tecnica della scuola, 28.2.2026.

Mobilità docenti 2026, apertura domande, cattedre interne ed esterne e trasferimenti:
tutte le novità. Il Fascicolo digitale del personale scolastico.

C’è grande attesa per l’avvio, come ogni primavera, della procedura di mobilità dei docenti, regolata dall’ordinanza ministeriale di prossima pubblicazione, insieme a quella sulle GPS. Secondo le previsioni, la finestra per la presentazione delle domande di mobilità per l’anno scolastico 2026/2027 dovrebbe aprirsi intorno alla prima metà di marzo 2026 e restare attiva per circa venti giorni. La scadenza delle istanze dovrebbe cadere entro Pasqua, fissata quest’anno al 5 aprile.

La novità del Fascicolo digitale del personale scolastico

Tra le principali innovazioni attese spicca il Fascicolo digitale del personale scolastico, già disponibile sul portale del Ministero e destinato a diventare pienamente operativo anche per la mobilità entro marzo 2026. Lo strumento consentirà ai docenti di consultare dati anagrafici, titoli, informazioni sul ruolo, sulla titolarità e sul servizio prestato, semplificando la compilazione della domanda. Resta però da chiarire se la procedura avverrà interamente tramite il fascicolo digitale o se si continuerà con il sistema tradizionale degli allegati online.

Cattedre orario interne ed esterne: come funziona l’assegnazione

Un aspetto rilevante della domanda di mobilità riguarda la possibilità di richiedere le Cattedre Orario Esterne (COE), costituite da ore distribuite su due o più scuole. Il docente che ottiene il trasferimento su COE è tenuto a completare l’orario in tutte le sedi previste. L’assegnazione delle cattedre segue l’ordine delle preferenze espresse, privilegiando prima le cattedre orario interne e poi quelle esterne, nello stesso comune o tra comuni diversi.

Graduatorie d’istituto e docenti trasferiti a domanda condizionata

È importante chiarire la posizione dei docenti trasferiti a domanda condizionata: anche se soddisfatti in una delle preferenze espresse, devono essere inseriti “a pettine” nella graduatoria d’istituto e non in coda. La normativa contrattuale tutela infatti il diritto a essere graduati in base al punteggio posseduto, indipendentemente dalla scuola indicata nella domanda, con esclusione dei soli docenti che beneficiano delle precedenze previste dal contratto.

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Gilda Venezia

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