Docenti neoassunti 2025/26, chi chi è obbligato e chi no a svolgere il periodo di prova:
le categorie escluse. Obbligatorie 12 ore di peer to peer.
Con nota dell’11 dicembre 2025 il MIM ha chiarito la platea di personale docente che dovrà obbligatoriamente affrontare il percorso annuale di formazione e prova durante l’anno scolastico 2025-2026. L’obbligo, disciplinato dal Decreto del Ministro n. 226/2022, riguarda diverse casistiche di assunzione e progressione di carriera.
Il percorso, che include 50 ore di formazione, ha l’obiettivo di assicurare un efficace inserimento dei docenti nella comunità professionale, sostenendo il loro sviluppo.
Sono tenuti al periodo di formazione e prova:
Per tutti i soggetti obbligati, il superamento è subordinato al servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni nell’anno scolastico, di cui almeno centoventi giorni dedicati ad attività didattiche, oltre al superamento del test finale e alla valutazione positiva del percorso formativo.
Non devono, invece, svolgere il periodo di prova e formazione i docenti che:
Il percorso di formazione e prova per i docenti neoassunti e per quelli che hanno ottenuto il passaggio di ruolo nell’anno scolastico 2025-2026, delineato con nota dell’11 dicembre 2025, include l’attività cruciale di peer to peer ed osservazione in classe. Questa fase, disciplinata dall’art. 9 del D.M. 226/2022, è fondamentale per promuovere l’osservazione reciproca dell’azione docente e per sostenere l’elaborazione delle competenze professionali.
L’attività di peer to peer rappresenta la terza delle quattro fasi distinte del percorso formativo e prevede un impegno minimo di 12 ore.
Le 12 ore sono specificamente articolate in momenti di osservazione reciproca tra il docente tutor e il docente neoassunto. L’obiettivo è assicurare un efficace inserimento del neoassunto nella comunità professionale attraverso un riferimento professionale qualificato.
Il docente tutor riveste un ruolo determinante, accompagnando il docente in prova lungo l’intero percorso, con compiti di collaborazione, osservazione e supervisione professionale. Questa figura è centrale, soprattutto per coloro che intraprendono la professione docente per la prima volta, garantendo il collegamento con l’attività didattica sul campo.
Per garantire coerenza e pertinenza, il tutor viene individuato dal Dirigente scolastico, sentito il Collegio dei docenti, e deve preferibilmente appartenere alla stessa disciplina, area disciplinare o tipologia di cattedra e, per quanto possibile, operare nel medesimo plesso del docente in prova. Inoltre, non è consentito assegnare a un tutor più di tre docenti neoassunti.
Per rafforzare la qualità di questa fase, gli Uffici Scolastici Regionali sono invitati a organizzare apposite iniziative di formazione per i docenti tutor, concentrandosi sulla sperimentazione di strumenti operativi e metodologie di supervisione professionale. Tra queste metodologie si citano i criteri di osservazione reciproca in classe, la peer review, la documentazione didattica e il coaching.
Le attività di osservazione in classe sono documentate attraverso le schede di cui all’Allegato A, che hanno lo scopo di rilevare in modo oggettivo le dimensioni dell’azione didattica del docente neoassunto. Tali schede, debitamente compilate dal Dirigente scolastico e dal Tutor, confluiscono nella documentazione (insieme al portfolio professionale) messa a disposizione del Comitato di valutazione.
Il Dirigente scolastico, inoltre, è invitato a mantenere un contatto frequente con il tutor e a sostenere attivamente le attività formative. Al termine del percorso, la verifica dell’acquisizione delle competenze, a seguito dell’osservazione effettuata, è un elemento essenziale del test finale.
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