di Redazione, Tecnicadellascuola, 15.10.2026
“Siamo terrorizzati. Altro che idee, questa è violenza”
Si allarga la protesta degli studenti nelle scuole italiane. Occupazioni, blocchi delle lezioni e assemblee interessano Torino, Roma, Napoli e Genova, con lo slogan “facciamo come in Francia“. In particolare nel capoluogo piemontese ci sono stati danni a cose e persone.
Come riporta Open, c’è stata tensione all’istituto professionale Colombatto, dove studenti favorevoli e contrari all’occupazione si sono scontrati davanti all’ingresso della sede centrale. Secondo le ricostruzioni circolate dopo i fatti, ci sarebbero stati insulti, spintoni e petardi. La polizia è intervenuta sul posto e la situazione è successivamente tornata tranquilla.
Alla succursale del Colombatto un professore e un collaboratore scolastico stamane sono rimasti feriti nel tentativo di fermare un gruppo di incappucciati, che li hanno caricati. Gli insegnanti e la preside hanno accompagnato fuori gli studenti che non volevano partecipare all’assalto mentre da fuori tentavano di entrare forzando le porte e rompendo le finestre. Lo riporta La Stampa.
“Siamo terrorizzati“, ha dichiarato una professoressa. Una volta entrati nella scuola, gli incappucciati hanno bloccato le porte dall’interno ammucchiando dei banchi davanti all’ingresso e svuotato gli estintori. “Altro che idee, questa è pura violenza”, il commento di uno dei professori.
La mobilitazione è partita il 5 ottobre con l’occupazione del liceo Regina Margherita e dell’istituto Carlo Ignazio Giulio, seguiti dal Sella Aalto Lagrange; al Gobetti è stata avviata l’autogestione. Oggi sono occupati anche il liceo Einstein e il Primo Liceo Artistico. Sono in sciopero gli studenti del Majorana e dell’Alfieri, mentre le lezioni risultano bloccate al Maxwell di Nichelino e in alcune succursali del Gioberti e del Regina Margherita. Assemblee straordinarie sono previste al D’Azeglio e al Ferraris. Il 9 ottobre oltre duecento studenti si erano riuniti davanti alla Città Metropolitana per chiedere interventi edilizi.
“Quanto accaduto a Torino è gravissimo e intollerabile. Un gruppo di circa quaranta giovani ha fatto irruzione in alcuni istituti scolastici, danneggiando con spranghe ed estintori infissi, arredi e attrezzature, anche nella palestra di una scuola primaria. Durante gli interventi, inoltre, alcuni carabinieri sono stati aggrediti e uno di loro è rimasto ferito. Esprimo la mia solidarietà alle comunità scolastiche coinvolte e all’Arma, con un augurio di pronta guarigione al militare. Le proteste, che stanno interessando un numero crescente di istituti scolastici della città e che richiamano le mobilitazioni studentesche in Francia, non possono trasformarsi in devastazioni o aggressioni, nessuna rivendicazione giustifica la violenza. È necessario individuare responsabili e responsabilità, chi danneggia un bene pubblico deve risponderne. La scuola appartiene a tutti e colpirla significa compromettere il diritto degli studenti a studiare in ambienti sicuri. Su questi episodi serve una condanna ferma e unanime”, questo quanto dichiara Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito.
Nella Capitale sono stati occupati il liceo Cavour, l’istituto tecnico Lattanzio e il liceo Tullio Levi Civita. Al Cavour la protesta è seguita ai provvedimenti disciplinari per un’azione contro Israele. Picchetti e assemblee anche all’Avogadro e al Newton, mentre gli studenti del liceo francese Chateaubriand hanno manifestato senza entrare in classe.
A Napoli, dopo il Tito Lucrezio Caro di Posillipo occupato la scorsa settimana, sono stati occupati lunedì in contemporanea l’Umberto, il Mercalli, il Sannazaro e il Genovesi. Al Mercalli la dirigente ha formalizzato con una comunicazione lo stato di occupazione, parlando di interruzione di pubblico servizio, definizione che non costituisce un accertamento giudiziario. Secondo il documento, la scuola avrebbe proposto assemblee straordinarie e cogestione, senza trovare un accordo con gli occupanti. A Genova gli studenti del Gobetti hanno annunciato la prima occupazione cittadina. A Bologna un centinaio di studenti ha sfilato nel quartiere universitario.
I prossimi appuntamenti sono lo sciopero studentesco del 16 ottobre e la mobilitazione generale del 30 ottobre.
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