Di Eduardo Cantone, Scuola Informa , 16.10.2026
Valditara parla di scuola in ottima salute citando dati Ocse su dispersione e competenze: cosa ha detto il ministro
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è tornato sui dati del rapporto Ocse Education at a Glance, pubblicato in questi giorni e ha parlato di una scuola italiana in ottima salute. Lo ha fatto durante la giornata inaugurale del Salone dello Studente e del Prof, organizzato da Campus. Al centro del suo intervento ci sono argomenti importanti come la dispersione scolastica, le competenze degli studenti e le riforme degli ultimi anni.
Secondo Valditara, alcuni risultati dell’indagine “testimoniano performance veramente straordinarie” degli studenti italiani in italiano, matematica e scienze, paragonabili a quelle dei coetanei finlandesi. Il ministro ha poi indicato come risultato più importante il calo della dispersione esplicita, cioè degli abbandoni scolastici. Stando alle sue parole, la percentuale è passata dall’11,5% del 2022 al 7,3% del 2026. Valditara ha parlato di circa 520mila giovani recuperati e ha detto che in alcune regioni il dato è sotto il 10%. Secondo lui, tra quei ragazzi c’erano Neet, cioè giovani che non studiano e non lavorano, ma anche chi era impiegato in nero e chi finiva vicino alla criminalità organizzata. Ha aggiunto che, secondo l’Ocse, l’Italia è il Paese che ha ridotto di più la quota di Neet.
Sono due fenomeni diversi e il ministro li ha citati entrambi:
Su questo secondo fronte Valditara ha ricordato che nel 2019, prima del Covid, il dato era al 7,5%, che poi è salito e che oggi è al 6,3%, “uno dei tassi tra i più bassi in Ue”.
Per il ministro, questi numeri confermano che gli insegnanti stanno facendo un grande lavoro e che “le riforme stanno funzionando”. Tra gli interventi richiamati ci sono la stretta legislativa sulle sanzioni per frenare la devianza giovanile, Agenda Sud e Nord e la formazione di decine di migliaia di tutor anti-dispersione nelle scuole.
Il primo consiglio è distinguere tra dato nazionale e realtà della propria scuola. Una media può nascondere differenze forti tra territori e istituti, e il ministro stesso ha accennato a regioni con valori diversi. Chi lavora in una scuola può guardare i dati del proprio istituto, per esempio quelli del RAV e delle rilevazioni Invalsi. Un secondo consiglio è confrontare le cifre con le fonti, cioè il rapporto Ocse e le statistiche ufficiali su abbandoni e competenze. Prendere le percentuali da un intervento pubblico e diffonderle come dati già controllati è un errore da evitare.
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