di Massimiliano Esposito, Infoscuola24, 30.10.2025.
Diritto allo studio 2026, permessi 150 ore per docenti e ATA:
domanda entro il 15 novembre 2025: chi può farne richiesta, per quali corsi e come presentare domanda.
È tempo di presentare la domanda per i permessi retribuiti per motivi di studio (le cosiddette 150 ore) riferite all’anno solare 2026. Il personale docente, educativo e ATA delle scuole statali può inoltrare la richiesta entro il 15 novembre 2025,salvo anticipazioni o proroghe disposte a livello regionale.
Ogni Ufficio Scolastico Regionale (USR) pubblica il proprio avviso con scadenze, modelli e contingenti disponibili. Per questo è sempre consigliato consultare il sito dell’Ufficio Scolastico di riferimento.
Il riferimento normativo: DPR 395/1988 e contratti regionali
Il diritto ai permessi studio trova fondamento nell’art. 3 del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395, integrato dalle circolari ministeriali n. 266/1988, n. 319/1991 e dalle successive note del Ministero della Funzione Pubblica.
Le modalità di concessione e fruizione sono definite dai Contratti Integrativi Regionali (CIR), stipulati ogni triennio tra amministrazione e organizzazioni sindacali.
Possono accedere ai permessi:
In caso di contratto part-time o orario ridotto, il numero di ore concesse è proporzionale alla durata del servizio.
Alcune regioni estendono il beneficio anche ai supplenti brevi e saltuari, in presenza di disponibilità residua.
La domanda va inoltrata alla segreteria della scuola di servizio, che la trasmetterà all’Ufficio Scolastico Provinciale.
Il personale in servizio su più istituti deve presentarla alla scuola che gestisce la posizione amministrativa e, per conoscenza, alle altre.
Il modello di domanda è allegato al bando dell’Ufficio Scolastico; se non ancora pubblicato, può essere richiesto alla segreteria o adattato da modelli precedenti.
Numero dei beneficiari e criteri di assegnazione
In ogni provincia i beneficiari non possono superare il 3% del personale complessivo in servizio all’inizio dell’anno scolastico, come previsto dalla normativa nazionale.
Il contingente viene ripartito tra docenti, ATA e personale educativo, garantendo trasparenza e priorità in base ai criteri regionali.
I permessi possono essere concessi per:
Non sono invece consentiti per la mera attività di studio individuale o per lezioni asincrone non certificate, come stabilito dalla circolare n. 12/2011 della Funzione Pubblica e dalla giurisprudenza (Cass. n. 10344/2008).
È possibile utilizzare i permessi per corsi in modalità telematica, purché si dimostri:
I permessi possono essere fruiti:
ad ore, sottraendole all’orario giornaliero di servizio; a giorni interi, per la frequenza di lezioni, esami o tesi.
Ogni assenza deve essere certificata dalla documentazione rilasciata dall’ente formativo. In mancanza, il periodo potrà essere considerato aspettativa per motivi familiari senza assegni.
Le 150 ore per il diritto allo studio rappresentano un diritto contrattuale e formativo di grande valore, che consente a docenti e ATA di investire nella propria crescita professionale senza perdere retribuzione.
Ricordiamo che, la formazione continua non è solo un dovere professionale, ma una leva di valorizzazione del personale e di qualità del sistema educativo.
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