RIFORMA NOTIZIE

Uno studente su otto è senza cittadinanza italiana

Sinergie di scuola, 5.8.2025.

Lo rivela il dossier “Chiamami col mio nome” di Save the Children: la scuola italiana è segnata da profonde disuguaglianze che colpiscono in particolare gli studenti con background migratorio.

Il dossier “Chiamami col mio nome” di Save the Children mette in luce come la scuola italiana sia segnata da profonde disuguaglianze che colpiscono in particolare gli studenti con background migratorio. Per molti di loro il percorso scolastico si trasforma in una corsa a ostacoli, con ritardi, bocciature e un rischio più alto di dispersione e abbandono, elementi che finiscono per compromettere il futuro di migliaia di ragazze e ragazzi.

Oggi circa uno studente su otto non ha la cittadinanza italiana, un dato quadruplicato negli ultimi vent’anni. Il riconoscimento della cittadinanza si rivela però un fattore decisivo: gli studenti di seconda generazione che la ottengono mostrano scelte scolastiche e risultati più simili ai coetanei italiani, con effetti positivi anche sulle prospettive lavorative e sulla partecipazione sociale.

Le disuguaglianze hanno origini molteplici. Da un lato pesano le condizioni socioeconomiche: oltre il 40% delle famiglie con minori senza cittadinanza vive in povertà assoluta, contro meno del 10% delle famiglie italiane. Dall’altro, incidono orientamenti scolastici penalizzanti e fenomeni di segregazione, come la fuga di alcune famiglie italiane da scuole con molti alunni stranieri. Nonostante buone capacità, molti studenti con background migratorio vengono indirizzati più spesso verso istituti tecnici o professionali, rinunciando al liceo e riducendo le possibilità di proseguire gli studi universitari, già poco frequentati dagli studenti di origine straniera.

Eppure, le testimonianze raccolte nel dossier raccontano di giovani determinati a diplomarsi e a realizzare le proprie aspirazioni, che vedono nella cittadinanza un passaggio cruciale per sentirsi parte della comunità e avere accesso a opportunità oggi limitate. Le loro esperienze rivelano anche l’importanza delle relazioni multiculturali e del riconoscimento delle identità, a partire da un gesto semplice ma significativo come il rispetto dei loro nomi.

Il rapporto sottolinea l’urgenza di una riforma della legge sulla cittadinanza che riconosca piena appartenenza a chi nasce o cresce in Italia, insieme a interventi concreti nelle scuole: formazione degli insegnanti su metodologie inclusive, presenza di mediatori interculturali, contrasto ai pregiudizi e valorizzazione delle diversità. Solo così la scuola potrà davvero trasformarsi in un luogo di pari opportunità, capace di accogliere e sviluppare il potenziale di tutti i suoi studenti.

Chiamami col mio nome

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Gilda Venezia

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