‘Buona Scuola’ al via/2. Serve un colpo d’ala. Anzi due

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Tuttoscuola 19.4.2015.

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Se il ‘traino’ delle assunzioni riuscirà ad aprire la strada anche al resto del Ddl, questa potrebbe essere l’occasione per introdurre nella scuola italiana elementi di vera novità in forte discontinuità rispetto al passato. L’elenco potrebbe essere lungo, ma ci limitiamo in questa sede a indicare due buchi neri del nostro sistema educativo, in qualche modo interdipendenti: l’elevato tasso di dispersione e la rigidità degli ordinamenti e dei relativi percorsi formativi, che ne è in buona misura all’origine. Se la legge riuscisse ad affrontare almeno questi due problemi potremmo parlare di vera svolta.

Per combattere alla radice la dispersione vanno messe in campo molte azioni (illustrate nel dossier di Tuttoscuola sul tema, scaricabile a questo link: http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=33309 ), tra le quali quella della lotta alle ripetenze nei primi dieci anni di scuola, con azioni preventive e successive e con la sperimentazione in tutto il primo ciclo, e nei primi due anni di scuola secondaria superiore, di modalità di valutazione che limitino la non ammissione all’anno successivo al solo caso in cui il Consiglio di classe si esprima all’unanimità in tal senso. Conseguente possibilità di ammettere gli alunni alla frequenza dell’anno successivo, in deroga alla vigente normativa, anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi in una o più materie. Alla fine del decimo anno, certificazione delle competenze, con indicazione dei risultati ottenuti e delle carenze evidenziate dallo studente.

Il drastico contenimento delle ripetenze ottenuto consentendo la promozione anche in presenza di voti inferiori al sei implica una maggiore flessibilità e personalizzazione dei percorsi formativi individuali, cioè (è il secondo dei punti sopra indicati) il superamento della rigidità dei percorsi. Anche il Ddl enuncia il proposito di “soddisfare pienamente le esigenze didattiche e formative personalizzate degli studenti” (art. 3, comma 1), ma lo fa prevedendo l’introduzione nelle scuole secondarie superiori di “insegnamenti opzionali, ulteriori rispetto a quelli già previsti dai quadri orari per lo specifico grado, ordine e opzione di istruzione”. Un vera follia pedagogica, considerato l’attuale sovraccarico curricolare, cui si potrebbe porre rimedio solo disponendo che tali insegnamenti, se scelti, ne sostituiscano altri di equivalente consistenza.

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