GAE inesauribili: ci vorranno altri 40 anni per svuotare le graduatorie ad esaurimento

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola, 26.8.2017

– La grande beffa delle graduatorie dei precari.

Nella scuola dell’infanzia serviranno ancora 41 anni per svuotare le graduatorie ad esaurimento. E 14 anni nella scuola primaria. Una storia a cui nessuno riesce a mettere la parola fine, analizzata nel dettaglio nel nuovo DOSSIER che Tuttoscuola mette a disposizione di operatori scolastici, genitori e studenti, intitolato “GAE… inesauribili. La grande beffa delle graduatorie dei precari”, scaricabile gratuitamente.

Le “graduatorie ad esaurimento” (GAE) furono istituite nel 2007 per porre fine alle “graduatorie permanenti”, arrivate a contenere, di sanatoria in sanatoria, 799 mila unità. Nel 2007 l’allora ministro dell’istruzione Fioroni dichiarò che le GAE sarebbero state svuotate in 5 anni (2012). La Gelmini nel 2010 ipotizzò la chiusura in “6 o 7 anni” (2016-2017). Nel 2014 Matteo Renzi assicurò che entro un anno (2015) tutti gli iscritti sarebbero stati assunti. Nel 2016 il ministro Giannini ammise: “è necessaria una fase transitoria per arrivare alla loro soppressione definitiva”.

Secondo i calcoli aggiornati di Tuttoscuola, bisognerà aspettare il 2057: 50 anni dopo l’istituzione delle graduatorie “ad esaurimento”, quasi come i 54 anni necessari a completare la Salerno-Reggio Calabria (rispetto ai 3 anni previsti all’avvio dei lavori dall’allora premier Amintore Fanfani).

Nel frattempo si prepara un gigantesco ricambio generazionale in classe: nei prossimi 10 anni, in base alle regole pensionistiche attuali, andranno in pensione quasi 300 mila docenti (il 40% del totale), di cui 115 mila nella scuola dell’infanzia e primaria.

I nuovi maestri continueranno ad entrare da due canali: per metà da nuovi concorsi, per metà dal canale – sicuro (senza cioè ulteriori selezioni) ma a lentissimo scorrimento – delle GAE.

Ai concorsi potranno partecipare sia coloro che si saranno formati attraverso il percorso “ordinario” (laurea quinquennale in Scienze della Formazione primaria, inclusiva di tirocinio in classe seguito da un tutor, con competenze linguistiche in inglese di livello B2 e digitali) sia i diplomati delle vecchie scuole magistrali (che però nel concorsone del 2016 sono stati in gran parte bocciati).

Qual è invece il profilo degli iscritti alle GAE? Il “contenitore” delle GAE nel tempo ha accolto persone con profili variegati. Ci sono insegnanti laureati, anche vincitori di concorso (o “idonei” avendo superato le prove) e docenti con una lunga esperienza sul campo come supplenti annuali o fino al termine delle lezioni, che hanno curato l’aggiornamento professionale. Persone che in questi anni hanno garantito il servizio scolastico in condizioni di precarietà, costrette a cambiare ogni anno scuola nell’incertezza fino all’ultimo di un rinnovo. Hanno atteso sin troppo per un posto stabile. Non tutti però hanno queste caratteristiche. Alcuni sono ormai fiaccati e disamorati dalle condizioni precarie della professione. Almeno la metà di coloro che saliranno in cattedra dalle GAE nelle scuole dell’infanzia e primarie – molti entrati in graduatoria grazie a sentenze del Tar e pronunce del Consiglio di Stato – non sono laureati, non hanno vinto alcun concorso e non hanno mai insegnato (negli ultimi 15 anni dopo il diploma magistrale c’è chi ha fatto la casalinga, chi la cuoca e così via). E hanno in media più di 40 anni. Per loro il posto fisso è assicurato, in dubbio è solo il quando (ma per alcuni le porte della scuola, attraverso il canale delle GAE, si spalancheranno già da settembre).

Guardando la vicenda dal punto di vista della qualità del servizio e non solo occupazionale, si pone una questione di equità. I genitori infatti si interrogano: a chi spetteranno i docenti più preparati?

(NB: siamo consapevoli di quanto il tema sia delicato e complesso. Abbiamo cercato di trattarlo al meglio e con la maggiore chiarezza e oggettività possibile, inserendo solo in alcuni casi alcune opinioni, ma rigorosamente separate dal racconto dei fatti. Saranno graditi gli interventi dei lettori: chiediamo solo, possibilmente di leggere prima tutto il testo del dossier per farsi un’idea completa. NdR)

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