«Io, precaria da 21 anni, lavorerò lontano (se mi assumono)»

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di Valentina Santarpia,  Il Corriere della Sera  29.7.2015.  

Il «click day» della scuola. Ivana Lo Giudice, siciliana:
sarò costretta ad accettare anche un posto a Bolzano Il piano del governo.
Da ieri il via libera alle domande per una cattedra: 4 mila richieste in nove ore

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Aspettava questo momento da – giorno più, giorno meno – 21 anni: tanti sono quelli di servizio nelle scuole primarie che si porta sulle spalle Ivana Lo Giudice, siciliana doc, una dei 102 mila precari che ieri ha atteso con ansia il «click day» della scuola. Ovvero la data individuata dal ministero dell’Istruzione per dare il via libera alle domande di assunzione sul sito www.istruzione.it : la finestra, che si è aperta ieri alle 9 (raccogliendo in 9 ore circa 4 mila adesioni) si chiuderà il 14 agosto alle 14, e interessa tutti gli insegnanti del maxi piano di assunzioni della riforma della Buona Scuola di Renzi. Ovvero, precari delle Graduatorie ad esaurimento (Gae) e vincitori e idonei del concorso 2012. «Ma non siamo tutti uguali – precisa Ivana da Enna, dove vive con suo marito e le sue due figlie di 13 e 23 anni -. Perché i precari delle prime due fasce saranno assunti entro il 15 settembre, chiamati direttamente dagli Uffici scolastici regionali nei prossimi giorni su posti vacanti e disponibili nel proprio bacino di riferimento. Per molti di loro sarà superfluo presentare la domanda online. Noi, che siamo più in fondo alle graduatorie, dobbiamo invece compilarla assolutamente e indicare le nostre preferenze su tutte le province italiane. Poi aspettare che le scuole compilino le proprie esigenze sull’organico di potenziamento, e che ci chiamino laddove serviamo, probabilmente non prima di novembre, sperando che non sia troppo lontano da casa».

L’esilio forzato
Nessuna chance di rimanere dove ha lavorato per anni? «No, mi sono già informata. I posti sulla provincia di Enna erano 3, figuriamoci. E quando abbiamo saputo che anche gli idonei 2012 erano stati inseriti nel piano, un’iniquità visto che era un concorso per posti definiti, io e i miei colleghi ci siamo detti che non avevamo possibilità: io sono 25esima. Abbiamo pensato anche di boicottare la domanda per protesta». Ma si può? «Temo di no – spiega Ivana -. Inizialmente il Miur aveva ipotizzato che le Graduatorie sarebbero state chiuse quando esaurite, e quindi speravamo comunque in un assorbimento, anche se con tempi più lunghi. Ora si parla di “soppressione” delle Gae. Significa che senza domanda restiamo senza cattedra. Dopo, c’è solo la via legale». E se la spediscono a Bolzano? «Accetto. Cosa devo fare? Mi rammarico, perché se avessi voluto fare questa scelta, l’avrei fatta anni fa, e magari adesso sarei rientrata. Ma non posso rinunciare, sono troppi anni che ci spero. Dalle nostre parti si dice “vedendo facendo”, passo dopo passo capirò come muovermi. Ma ammetto che non è il momento bello che immaginavo quando, a settembre, esultavo per la riforma. Ora spero solo di cavarmela».

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