Pensione anticipata, si allunga la lista ma senza docenti

di Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola  2.11.2017

– Il tavolo tecnico sui lavori “gravosi” non regala buone notizie agli insegnanti, sempre più vicini all’innalzamento fino a 67 anni, dal 2019, per lasciare il lavoro, anche se la loro professione risulta tra quelle più stressanti in assoluto.

GIA’ 11 PROFESSIONI CONTEMPLATE
Oltre alle 11 professioni già considerate per l’Ape social, l’anticipo pensionistico a costi pressoché minimi, a ai lavori fortemente usuranti (in miniera, galleria, altoforno) cui fino al 2026 non si applicherà l’elevazione automatica della soglia pensione, si stanno considerano altri mestieri. Tuttavia, ancora una volta non c’è traccia degli insegnanti dalla primaria in poi.
L’eventualità di allargare la lista, aggiungendo gli altri insegnanti ai maestri d’infanzia e alle educatrici dei nidi, è stata tirata in ballo dai sindacati, in occasione dell’incontro tenuto in settimana con i rappresentanti del Governo. E ora l’esecutivo Gentiloni starebbe seriamente valutando se ci sono le condizioni (e i finanziamenti).

PROSPETTIVE PESSIME
Ci sono gli operai agricoli, i marittimi, i chimici, gli operai impegnati nella lavorazione di legno, gomma e plastica. E c’è anche chi tira in ballo alcuni profili della manifattura e dell’industria tessile. Basta.
Insomma, per gli attuali docenti dalla primaria in su poco più che 60enni, ad iniziare dalle donne, che negli anni Ottanta lasciavano anche con appena 14 anni, sei mesi e un giorno, la prospettiva di non riuscire più ad andare in pensione rimane terribilmente viva.

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