Superiori di 4 anni, si parte

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di Alessandra Ricciardi,  ItaliaOggi  8.11.2016

– Sperimentazione ridimensionata da 100 a 60 scuole per evitare di rinviare il decreto al Cspi

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Il decreto sulla scuola breve sta subendo le ultime limature prima della firma del ministro, Stefania Giannini. Una delle correzioni dell’ultima ora riguarda la platea dei destinatari: potrebbero non essere più 100, come scritto da Italia Oggi venerdì scorso, ma 60 le scuole, licei, istituti tecnici e professionali, che potranno entrare nella sperimentazione del ciclo superiore di 4 anni e non più di 5. Così come prevedeva del resto il decreto originario.

Una modifica tecnica dettata dalla necessità di evitare che il provvedimento, intervenendo sui destinatari, possa configurarsi come una nuova sperimentazione e dunque debba essere rinviato al Cspi, il consiglio superiore della pubblica istruzione. L’organismo consultivo non era riuscito ad esprimere il parere sul precedente decreto per mancanza del numero legale nella seduta utile. Un’assenza di alcuni componenti che, a detta di alcuni rappresentanti sindacali, non sarebbe neanche stata casuale. Il parere però era stato predisposto e seppur non votato, e neppur vincolante, viale Trastevere pare aver deciso comunque di tenerne conto. Recependo gran parte delle modifiche richieste. Come, per esempio, quella sulla chiusura della vecchia sperimentazione in corso che interessa 11 istituti. E l’altra, sulla composizione delle classi che dovrà rispettare i vincoli ad oggi esistenti.

Con un nuovo decreto invece si sarebbe dovuto riprendere l’iter consultivo, non riuscendo più a rispettare i tempi del cronoprogramma che vuole che la sperimentazione parta il prossimo settembre. Per fare le iscrizioni già a gennaio, il bando per selezionare gli istituti deve essere pronto a dicembre.

La partecipazione è su base volontaria. Studenti e famiglie devono chiedere di aderire alla candidatura della propria scuola: si tratta di recuperare in quattro anni circa mille ore di lezioni, quelle di un quinto anno: un liceo classico fa 1.023 ore al quinto, uno scientifico ne fa 990, un liceo artistico addirittura 1155. Una quinta classe di un istituto tecnico ha un monte ore di 1.056. Come un liceo musicale. Non tutte le ore, leggendo il decreto alla firma della Giannini, dovranno essere recuperate, visto che la proposta deve caratterizzarsi per l’utilizzo di modalità didattiche innovative e di spazi di flessibilità. Ma gli esiti degli apprendimenti finali agli esami di stato devono essere gli stessi, le discipline non possono essere tagliate.

La scuola candidata, statale o paritaria, dovrà distinguersi per l’utilizzo delle tecnologie e dei laboratori, dovrà puntare allo sviluppo delle eccellenze, all’insegnamento di più discipline in lingua straniera (Clil), alla continuità con percorsi universitari o Istituti tecnici superiori. Un raccordo forte dovrà essere sviluppato anche con le imprese. Gli studenti dovranno partecipare a certamina, olimpiadi, summer school, a progetti di scambio internazionale e di mobilità studentesca.

Intanto, fervono i lavori sulla legge di bilancio. L’Istruzione sta predisponendo le proposte emendative, lavoro analogo nella maggioranza di governo. La Giannini torna a battere sull’organico di fatto da trasformare tutto in diritto: la proposta precisa che la trasformazione riguarda 20 mila cattedre su posto comune e 5 mila su sostegno. Ad oggi la norma, articolo 53, non dice nulla al riguardo. In ballo anche la copertura: 400 milioni dal 2018, il 2017 verrebbe coperto con i fondi ad oggi già usati per dare quei posti a supplenza. Altro intervento sull’organico del potenziamento: una quota verrà sottratta alle superiori per essere destinata a elementari e soprattutto infanzia. Raddoppiati i fondi per gli Its, da 13 a 26 milioni. La decontribuzione per chi assume gli studenti in alternanza scuola-lavoro scatterebbe comunque anche assumendo un ragazzo che ha fatto lo stage in altra impresa.

Novità sul fronte Ata. Mantenendo fede agli impegni assunti al tavolo con i sindacati, l’Istruzione ha proposto anche l’assunzione a tempo indeterminato sui posti vacanti e disponibili in organico: 5 mila i contratti in ballo.

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